martedì, 28 luglio 2026

DOPPIO SORPASSO, LA MAXI MOTO DI ANTONELLI VOLA SULL'UNICO SPEZZONE DI GUARDRAIL: GAMBA AMPUTATA

Il 51enne centauro osimano, Fabrizio Antonelli, falciato sulla strada per il mare durante una doppia manovra simultanea. Il corpo, volato in aria, è rimbalzato a terra per poi piombare sul terminale di una barriera stradale isolata che ha agito come una lama. Sottoposto a intervento d’urgenza, da 48 ore è in fin di vita nel reparto di Rianimazione a Torrette, lo stesso ospedale dove nel 2018 consumò una violenza sessuale su una minorenne per cui venne condannato a 5 anni.

Di Sandro Pangrazi | 28-lug-2026 7 min di lettura
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DOPPIO SORPASSO, LA MAXI MOTO DI ANTONELLI VOLA SULL'UNICO SPEZZONE DI GUARDRAIL: GAMBA AMPUTATA

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di Sandro PANGRAZI

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Un drammatico e assurdo schianto lungo le strade della Riviera del Conero ha riaperto improvvisamente una delle pagine più buie, tormentate e discusse della cronaca nera osimana. 
Nel pomeriggio di domenica scorsa, la Strada Provinciale 23, che porta verso il mare e la riviera del Cònero, è stata teatro di un terribile incidente stradale che ha visto come tragico protagonista l'osimano Fabrizio ANTONELLI, 51 anni, personaggio purtroppo noto alle aule di tribunale e alla cronaca locale. 
L'uomo, in sella a una potente maxi moto, è rimasto vittima di una spaventosa carambola innescata da un doppio sorpasso, finendo per subire l'amputazione netta di una gamba dopo un volo terrificante. 
Soccorso in condizioni disperate dall'eliambulanza Icaro, ANTONELLI si trova ora ricoverato in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale regionale di Torrette. 
Un clamoroso e beffardo scherzo del destino: il 51enne osimano lotta oggi per la vita all'interno dello stesso nosocomio che, alla fine del 2018, lo vide al centro di un'agghiacciante vicenda giudiziaria per la quale è stato condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione per la violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazzina modenese di appena 16 anni.
Ecco la ricostruzione dettagliata dei fatti, analizzata punto per punto:
Il terribile schianto sulla Provinciale per la Riviera
Il gravissimo sinistro si è consumato intorno alle ore 16,30 di domenica, nel pieno del traffico pomeridiano diretto verso le località balneari. 
Fabrizio ANTONELLI stava viaggiando in sella alla sua potente maxi moto lungo il rettilineo della Strada Provinciale 23, procedendo spedito in direzione della Riviera del Conero. 
Le condizioni dell'asfalto erano ottime e la visibilità era totale, elementi che inizialmente non facevano presagire la tragedia imminente. 
All'improvviso, però, un mix letale di fatalità, velocità e imprudenza ha trasformato un normale pomeriggio estivo in un vero e proprio incubo. 
Un doppio sorpasso, con impatto contro la fiancata di un'autovettura che si trovava pure in fase di sorpasso, sulla stessa carreggiata, è stato inevitabile e di una violenza inaudita, tanto da sconvolgere gli automobilisti in transito, rimasti paralizzati davanti alla gravità e all'orrore della scena.

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1. La regia di MALAGO' e l'arroccamento sulle poltrone

La trappola dinamica del doppio sorpasso
I rilievi stradali hanno immediatamente fatto emergere una dinamica complessa e drammatica, legata a un rischioso "effetto imbuto" innescato da una manovra di sorpasso simultanea. 
ANTONELLI si trovava in un tratto stradale completamente rettilineo e libero da ostacoli visivi, dove la segnaletica orizzontale consente regolarmente il superamento dei veicoli. Il 51enne osimano ha quindi aperto il gas della sua maxi moto per superare il mezzo che lo precedeva. 
Nello stesso identico istante, tuttavia, l'auto davanti a lui ha iniziato a sua volta la manovra di allargamento per sorpassare una terza vettura che apriva il corteo. 
Nel tentativo di completare l'affiancamento, la vettura ha colpito involontariamente con la propria fiancata la moto di Antonelli. 
Uno scontro laterale e obliquo letale: la spinta, combinata con la velocità ovviamente elevatissima della due ruote, ha letteralmente sbalzato il centauro fuori dalla carreggiata, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di controllo o di frenata d'emergenza.

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Il volo nel fossato e il dramma del guardrail
Le conseguenze del fuoristrada sono state devastanti sia per il mezzo che per il pilota. La potente maxi moto, ormai fuori controllo, è volata oltre il ciglio stradale finendo per schiantarsi sul fondo di un fossato laterale, dove si è ridotta in mille pezzi, trasformandosi in un ammasso informe, non più riconoscibile come moto. 
Per ANTONELLI, sbalzato violentemente in aria dalla sella a fortissima velocità, l'evoluzione della caduta è stata spaventosa: il corpo è rimbalzato più volte sul terreno con una violenza inaudita. 
Qui la sfortuna più nera ci ha messo lo zampino. 
La Provinciale 23 è per lunghi tratti completamente sprovvista di barriere protettive, ma in quel preciso punto è installato un piccolo spezzone di guardrail, lungo appena pochissimi metri, messo lì a protezione dell'attraversamento di un fossato. 
Al termine dei terribili rimbalzi al suolo, l'uomo è piombato con precisione millimetrica ed energia cinetica residua, esattamente sulla parte terminale della lama metallica della barriera. 
Un impatto finale devastante: il profilo tagliente del guardrail ha agito come una ghigliottina, causando la dolorosa amputazione, netta e traumatica immediata, dell'arto inferiore.

Da due giorni in rianimazione e il nodo delle responsabilità
Le condizioni del ferito sono apparse immediatamente disperate ai primi soccorritori della Croce Bianca e dell'automedica. 
Trattato sul posto dai sanitari e intubato per arrestare la gravissima emorragia, ANTONELLI è stato caricato a bordo dell'eliambulanza Icaro, decollata d'urgenza verso il pronto soccorso di Torrette in codice rosso. 
Arrivato in ospedale, l'osimano è stato catapultato in sala operatoria per un delicatissimo intervento, durante il quale i chirurghi hanno dovuto procedere alla regolarizzazione del moncone per evitare complicanze vascolari o infettive che ne avrebbero causato il decesso immediato. 
Da ormai 48 ore l'uomo si trova sedato e monitorato costantemente nel reparto di Rianimazione, sospeso tra la vita e la morte. 
Nel frattempo, sul fronte legale, si preannuncia una durissima battaglia tra le parti: per le forze dell'ordine non sarà affatto facile stabilire con assoluta certezza, se non attraverso testimoni oculari del della doppia manovra, chi tra la moto e la prima vettura, avesse legittimamente iniziato per primo la manovra di sorpasso, determinando così la colpa del sinistro ma non anche le responsabilità, tutte da accertare.

Il passato oscuro: lo stupro al Sert di Torrette
La gravità dell'incidente ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul pesante e inquietante passato giudiziario di Fabrizio ANTONELLI. 
Il suo nome era infatti balzato prepotentemente sulle prime pagine della cronaca nera regionale a fine dicembre 2018, quando venne arrestato dai Carabinieri con l'accusa infamante di violenza sessuale aggravata. 
A denunciare l'accaduto, una ragazzina di appena 16 anni, originaria della provincia di Modena, che si trovava in cura in una condizione di estrema fragilità e vulnerabilità. 
Lo stupro si consumò all'interno dei locali del Servizio per le Dipendenze Patologiche (Sert), una struttura situata a pochissima distanza dal repartino di Psichiatria del nosocomio di Torrette. 
Quella torbida vicenda fece parlare l'opinione pubblica osimana e portò ANTONELLI prima dietro le sbarre del carcere di Montacuto e poi a subire un duro iter processuale, conclusosi con una pesante condanna a 5 anni di reclusione, confermata in toto anche dai giudici della Corte d'Appello. 
Oggi, in un bizzarro e tragico contrappasso della sorte, ANTONELLI è tornato nello stesso identico ospedale della sua macchia più nera, non più come predatore, ma come un paziente che lotta contro il tempo, chiamato a vincere la battaglia più importante.

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