SPERANZA DI VITA AD OSIMO: DONNE PIU' QUANTITA', UOMINI PIU' QUALITA'
Nelle Marche si vive meglio e di più che nel resto d'Italia, con le osimane a sfiorare gli 86 anni e gli uomini vicini agli 82. Ma i primi acciacchi per le femmine arrivano già attorno ai 59, mentre i maschi hanno la speranza di restare mediamente sani fino a 63 anni. Attività fisica e socialità i segreti per una vecchiaia serena
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Vivere a lungo, anzi lunghissimo, ma a quale prezzo?
Se c’è una certezza all’ombra del Comune e tra le corsie del mercato del giovedì a Osimo, è che qui l’aria buona, lo stile di vita della Val Musone e la cucina marchigiana continuano a fare miracoli.
Gli ultimi indicatori demografici confermano il primato delle Marche: le nostre donne sfiorano il traguardo degli 86 anni di vita media, mentre gli uomini difendono un solido 81,8.
Un record che posiziona la provincia di Ancona tra le "isole felici" della longevità europea.
Dietro la facciata dei record e dei fieri ultracentenari che spengono le candeline nei nostri quartieri, si nasconde però un dato di qualità che fa riflettere: la speranza di vita in buona salute.
La soglia psicologica dei 60 anni
A livello nazionale la situazione è quasi allarmante: la media italiana dice che già a 58 anni e spiccioli un cittadino si ritrova a fare i conti con la prima patologia cronica. Nelle Marche e a Osimo, fortunatamente, la resistenza alla vita di livello è più alta. Grazie a un ritmo meno frenetico rispetto alle grandi metropoli e alla facilità di portare in tavola prodotti genuini a chilometro zero, la barriera di una aspettativa di eccellenza dalle nostre parti tiene fino a 61-62 anni.
Superata però questa boa, il corpo inizia a presentare il conto.
Non parliamo di disabilità gravi, ma di quella combinazione di ipertensione, problemi articolari o diabete che trasforma le farmacie del centro in tappe fisse della settimana.
Investire sui percorsi ciclopedonali del nostro territorio (qui l'inaugurazione a Campocavallom anni fa) è il primo passo per promuovere l'attività fisica e allungare gli anni di buona salute prima dei 60 anni
Il paradosso delle donne osimane
L'indagine mette in luce un curioso paradosso che riguarda da vicino le cittadine osimane.
Le donne del nostro territorio vivono nettamente più a lungo degli uomini (con un divario che tende ad assottigliarsi ma che comunque tocca i 4 anni pieni a loro favore) per merito di una protezione genetica regalata dalla natura e di una maggiore propensione a rimanere attente alla prevenzione.
Tuttavia, a sorpresa, i maschi mantengono la "salute perfetta" più a lungo, arrivando quasi a 63 anni senza lamentare malattie croniche.
Le femmine di Osimo, al contrario, in media vedono comparire i primi fastidi già intorno ai 59 anni.
In sintesi: le donne vivono di più, ma trascorrono una porzione più lunga della loro anzianità condividendola con piccoli o grandi fastidi di salute.
Per gli uomini, invece, quattro anni in meno di speranza di vita, accompagnati però da una migliore qualità.
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Come allungare la giovinezza: le soluzioni "made in Osimo"
Per contrastare questo invecchiamento biologico, naturale per quanto precoce, e spostare la soglia di anni sani anche oltre i 65 anni, medici e scienziati concordano su una ricetta basata su tre pilastri, che a Osimo possiamo applicare sfruttando al meglio il nostro territorio:
Sfruttare i nostri percorsi verdi: una delle armi principali contro l'ipertensione e l'artrosi è il movimento costante.
Invece di chiudersi in casa, la soluzione è a portata di mano: una corsetta o anche una camminata quotidiana lungo la pista ciclabile di Campocavallo o tra i sentieri della confluenza del Musone parrebbe essere, per uomini e donne, il miglior farmaco naturale per il cuore e le articolazioni.
La spesa consapevole e la dieta locale: il colesterolo e il diabete si combattono a tavola.
Abbiamo la fortuna di vivere circondati da aziende agricole e mercati rionali.
Preferire la verdura di stagione delle nostre campagne, l'olio extravergine delle colline osimane e ridurre il consumo di cibi industriali ricchi di sale e conservanti, permette di proteggere le arterie sul lungo periodo.
Il ruolo sociale delle associazioni: ad Osimo l'invecchiamento attivo passa anche attraverso il ricco tessuto associativo locale.
Dai centri per la terza età fino alle associazioni sportive che propongono corsi di ginnastica dolce, mantenere la mente e il corpo impegnati in attività di gruppo è fondamentale per combattere l'isolamento, situazione sociale che i medici considerano un vero e proprio acceleratore dell'invecchiamento.
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Il nodo dei servizi sanitari e la crisi dei medici di base
C'è però un ostacolo concreto con cui gli osimani (e non solo) devono fare i conti proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di una guida medica fidata: la situazione della sanità territoriale.
Se da un lato le strutture come la vicina Ast e i presidi locali cercano di garantire le campagne di screening gratuito (fondamentali per intercettare l'osteoporosi e i problemi cardiovascolari prima dei 60 anni), dall'altro la medicina generale sta vivendo una tempesta perfetta.
Osimo e le frazioni, in particolare la popolosa Osimo Stazione, stanno sperimentando in prima persona la grandissima difficoltà nel ricambio generazionale dei medici di famiglia.
Molti storici camici bianchi del territorio sono andati o stanno andando in pensione, e trovare giovani sostituti disposti a coprire i massimali di pazienti è diventata un'impresa quotidiana sempre più ardua.
Questo si traduce spesso in lunghe file per un ricettario, difficoltà a ottenere appuntamenti rapidi e nel rischio di perdere quel rapporto di fiducia, storico e continuativo, che è la vera prima linea della prevenzione.
La qualità della vita entro le nostre mura storiche resta per fortuna uno scudo formidabile contro l'invecchiamento ma certo non basta o compie miracoli.
Per far sì che la longevità cammini di pari passo con il benessere (perché è di qualità agli anni "grigi" che stiamo parlando) la partita si gioca su due fronti: in particolare nelle piccole scelte quotidiane compiute prima di compiere 60 anni ed anche, ma dopo, nella capacità della politica sanitaria locale di ridare stabilità alla medicina del territorio.
Chi vuol esser lieto sia, di doman non c'è certezza!
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