DIVA, HERMES E MAX UCCISI PER VIOLENZA VICARIA SULLA EX COMPAGNA? 8 MESI ALL’AVVOCATO BATTELLINI, PADRONE DEI TRE SETTER AVVELENATI

L’episodio a Sirolo, in tempo di Covid, venne attribuito dal professionista ad una ritorsione per le proprie idee no vax. Diversamente le associazioni Enpa e Lav, parti civili nel processo, sospettano invece che a suggerire all’uomo l’idea di sopprimere i tre cani, sia stato il desiderio di vendetta maturato per punire l’abbandono della ex compagna e delle figlie. Decisivo l’operato dei Carabinieri forestali intervenuti il 6 febbraio 2021 appena in tempo per impedire la cremazione delle tre bestiole e scoprire l’utilizzo di massicce esche topicide Brodifacoum mescolate nella pappa con carne di pollo. Attesa per le motivazioni della condanna
********************
di Sandro PANGRAZI
Per fare secco un topolino domestico basta e avanza una pasticca di Brodifacoum, esca a base di sostanza attiva anti coagulante.
Per rimandare al creatore Max (sei anni) e i suoi cuccioli Diva ed Hermes (circa due anni) ne sono invece servite almeno cinque, mescolate nella pappa di più giorni.

Tra poco è Natale, puoi effettuare una ricarica al numero PostePay 5333 1750 9752 6856 (intestato al Direttore Sandro PANGRAZI)
Oppure effettuare un bonifico bancario all’associato Iban di Sandro PANGRAZI IT79J 3608 1051 3823 3809 4338 12
Fino ad una lenta e atroce morte per avvelenamento di tre splendidi quanto incolpevoli setter irlandesi.
Ag aggravare il quadro della situazione, come non bastasse la morte dolorosa e in contemporanea di ben tre cani, il sospetto che si fa certezza che a muovere la mano del responsabile della triplice morte sia stato il proprietario dei tre setter, il 65enne avvocato Marco BATTELLINI di Sirolo.
E non basta ancora. Secondo i legali Claudia RICCI, Sara LEONI e Tommaso ROSSI, parti civili nel processo tenutosi ieri ad Ancona (in rappresentanza di Enpa e Lav) l’avvocato di Sirolo il 6 febbraio del 2021 – episodio maturato in piena emergenza Covid con BATTELLINI noto per le posizioni anti vaccino – avrebbe agito contro la famigliola setter ispirato da una sorta di ricatto, fino a mettere in atto una vera e propria vendetta trasversale – detta “violenza vicaria” – nei confronti della ex compagna e delle proprie figlie!
Dagli atti del processo è infatti emerso come l’avvocato BATTELLINI sia stato già condannato, oltre alla condanna a 8 mesi per la morte di Max, Diva ed Hermes, per stalking nei confronti della propria ex e del nuovo partner della donna.

In particolare l’avvocatessa RICCI ha sottolineato in aula come la vicenda abbia rappresentato un caso esemplare di violenza vicaria: colpire ciò che è caro alla vittima alla scopo di punirla e/o intimidirla.
La dolorosa soppressione dei tre setter, quindi – ha sostenuto la legale per conto dell’Ente protezione animali – dovrebbe essere chiaramente interpretata come un gesto punitivo, messo in atto dall’avvocato BATTELLINI, verso l’ex compagna e le figlie, in continuità con comportamenti persecutori già accertati.
La sentenza di condanna a soli otto mesi, emessa ieri dal giudice Paola MOSCAROLI, non dovrebbe, però, aver tenuto conto delle motivazioni che armarono la mano del professionista nell’acquistare, presso una ferramenta di Numana, le dosi letali topicide.
Secondo le associazioni animaliste, infatti, la triste vicenda non riguarda “solo” l’uccisione barbara di tre animali indifesi ma segnala alla società condotte potenzialmente molto pericolose.
La violenza contro animali, in particolare, spesso anticipa o affianca – come a Sirolo – la violenza in arrivo o in atto contro le persone. Il giudizio non può limitarsi al singolo fatto ma deve ricercarne le motivazioni, estendendo l’esame dei fatti all’intero contesto familiare”.
E dire che cinque anni fa, a denunciare la morte misteriosa, ovvero il brutale avvelenamento dei tre cani di famiglia, direttamente su Facebook come ormai di usa fare, era stato lo stesso BATTELLINI.

Tre splendidi setter irlandesi uccisi con una massiccia dose di Brodifacoum, banale veleno per topi.
“Il cerchio si sta stringendo, hai lasciato delle tracce. Mi fai ribrezzo”, scriveva a scoperta appena avvenuta.
A corredo della grave denuncia pubblica la macabra foto delle carcasse dei tre cani, morti nel vialetto del giardino della sua casa, a Sirolo, il 6 febbraio 2021.
Un episodio grave, denunciato con grande indignazione.
Peccato che alla fine di un’accurata indagine dei Carabinieri forestali di Ancona i sospetti si siano concentrati proprio sui di lui.
Tanto che l’avvocato finì a giudizio rischia fino a sei anni teorici di carcere.
Nella prima udienza, a giugno dello scorso anno, il giudice nell’incardinare il processo accolse la richiesta di costituzione di parte civile di Lav ed Enpa, destinatarie secondo sentenza ad un risarcimento da parte di BATTELLINI di 5.000 euro ad associazione.
“Il quadro emerso ad oggi – commentavano gli animalisti per bocca del Presidente nazionale Enpa Carla ROCCHI – fa orrore. Se è realmente lui il colpevole ci aspettiamo delle pene esemplari”.

In effetti, nel corso delle travagliate udienze – passate attraverso tre giudici diversi! – le prove raccolte dai Carabinieri forestali a carico dell’avvocato BATTELLINI sono state tante, tutte volte a confermare la responsabilità del proprietario dei poveri cani.
Dopo il post iniziale del 6 febbraio 2021, infatti, furono gli stessi militari a rivolgersi a lui per avere chiarimenti sul grave episodio denunciato.
In particolare, a caldo, non accontentandosi delle parole dell’avvocato, i Forestali chiesero di poter vedere i cani morti.
BATTELLINI rispose di averli già mandati in una struttura per l’incenerimento. Da qui la conferma dei primi sospetti. Perché incenerire i cani e non presentare anche formale denuncia?
I Carabinieri, senza attendere la risposta, si mossero velocemente, fiutando un racconto non aderente alla verità. E per fortuna di Diva, Max ed Hermes arrivarono appena in tempo, prima che venisse cancellata dal fuoco ogni traccia dell’avvelenamento.
Perché dalla successiva autopsia emerse la conferma che i cani avevano effettivamente in corpo una massiccia dose, equamente distribuita tra i tre setter, di veleno per topi, mescolato a residui di carne di pollo.
Ma l’autopsia riuscì anche ad orientare i militari anche sul tipo di esche utilizzate, guarda caso proprio il veleno anti topo acquistato qualche giorno prima dall’avvocato BATTELLINI in una rivendita di Numana.
Il professionista, ripreso anche da una telecamera antistante la rivendita, confermò la circostanza, giustificandosi alle domande sempre più incalzanti, dicendo di aver effettivamente comperato pasticche di Brodifacoum solo perché temeva di avere dei ratti nel giardino di casa.

E in aula, attraverso le parole di un collega difensore, l’avvocato Giovanni BORA, il padrone dei cani ha sempre respinto, con forza, ogni accusa.
“Quel veleno lo ha realmente acquistata solo per tenere lontani i topi», ha più volte affermato l’avvocato BORA, facendo anche notare:
“Stiamo parlando di tre meravigliosi setter ai quali erano molto legati sia lui che le sue figlie. Perché avrebbe dovuto sopprimerli? – si è chiesto il legale.
Tra l’altro i setter irlandesi hanno anche un discreto valore economico; tempo fa una signora voleva comprarne uno. Perché non venderlo, invece di sbarazzarsene in quel modo orribile?”.
Ovvie le conclusioni della difesa, fino all’ipotesi più elementare: “Magari i cani avranno accidentalmente ingerito il veleno”.
Personalità molto estroversa ed attivissimo sui social, l’avvocato BATTELLINI non nasconde le simpatie per la Destra, utilizzando i social come cassa di risonanza della propria vita privata.
Il professionista, di origini maceratesi, figura infatti quale rappresentante della Guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon, istituto che dal 1878 mantiene viva la memoria legata alla Casa SAVOIA.
Convinto no vax, l’avvocato BATTELLINI nei suoi post nel corso del tempo, è arrivato a sospettare che l’uccisione dei suoi cani – Diva, Hermes e Max, sia il frutto di un gesto ritorsivo per le sue idee.
Per il momento, però, è il primo grado di giudizio ha raccontato tutta un’altra vicenda, con BATTELLINI gravato di una condanna, pur mite, ad 8 mesi.

Tra poco è Natale, puoi effettuare una ricarica al numero PostePay 5333 1750 9752 6856 (intestato al Direttore Sandro PANGRAZI)
Oppure effettuare un bonifico bancario all’associato Iban di Sandro PANGRAZI IT79J 3608 1051 3823 3809 4338 12
Al di là dell’appello eventuale, per la memoria dei tre setter non finirà comunque in questo modo amaro. L’Enpa attende ora il deposito delle motivazioni, nei prossimi tre mesi, per verificare se il giudice MOSCAROLI abbia valutato anche la richiesta pericolosità sociale dell’avvocato BATTELLINI, aspetto che l’associazione ritiene centrale.
Se la circostanza dovesse trovare conferma nei motivi di sentenza, il caso di Diva, Max ed Hermes potrebbe costituire un riferimento futuro importante per indirizzare le indagini sui casi, in teoria “misteriosi”, di maltrattamento degli animali domestici… vicende in realtà legate a doppio filo a storie di violenza familiare della peggiore specie.
QUI il tuo gradito commento:
Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

REFERENDUM GIUSTIZIA, OGNI VOTO CONTA. LA PARTITA SI DECIDE SUL FILO DEL RASOIO
Leggi articolo
IL "SISTEMA" MARCHE E IL CASO PUTZU: CINQUE ANNI DI ILLEGITTIMITA' NELL'OMERTA' DELLA POLITICA
Leggi articolo
RICORDI A DUE VELOCITA': BANDIERE PER LA PALESTINA, NESSUN ALLORO PER GLI ESULI
Leggi articolo
MEMORIA A SCOPPIO RITARDATO: IL PASTICCIO DELLE DATE IN REGIONE MARCHE
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.