lunedì, 19 ottobre 2026

CAMPANA, IL COMUNE CI RIPROVA: SANATO GABBANELLI, SEGUIRÀ UNA DELIBERA IN FOTOCOPIA?

A oltre tre mesi dall’uscita di Gabbanelli dalla maggioranza, il Consiglio comunale si prepara a ridistribuire gli incarichi consiliari, tallone di Achille evidenziato dal Tar con l’annullamento della delibera su Liana Chiappa. Sullo sfondo, l’ipotesi di una riproposizione bis nel Cda del Campana

Di Sandro Pangrazi | 19-ott-2026 5 min di lettura
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CAMPANA, IL COMUNE CI RIPROVA: SANATO GABBANELLI, SEGUIRÀ UNA DELIBERA IN FOTOCOPIA?

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di Sandro PANGRAZI

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Giovedì pomeriggio il Consiglio comunale sarà chiamato a ridistribuire gli incarichi lasciati vacanti dal Consigliere Simone GABBANELLI, oggi esponente del gruppo misto, dopo la sua uscita dalla maggioranza, formalizzata il 2 luglio scorso.

Le sostituzioni riguardano la II Commissione Attività produttive, la Consulta su Sport, tempo libero e politiche giovanili e la Commissione preposta alla formazione degli elenchi dei giudici popolari.

Si tratta di incarichi ricevuti da GABBANELLI quando ancora faceva parte della maggioranza GLORIO e che ora dovranno essere riassegnati alla luce della sua nuova collocazione politica.

La maggioranza dovrà quindi individuare i nuovi componenti e assegnare a GABBANELLI, formalmente terza "forza" di minoranza dopo Fratelli di Italia e Piraniani usciti sconfitti dalle elezioni, gli incarichi spettanti in qualità di rappresentante della minoranza.

Un passaggio che arriva, tuttavia, con oltre tre mesi di ritardo rispetto al repentino e inaspettato cambio di schieramento del consigliere, giunto come un lampo a ciel sereno.

IL TAR HA ANNULLATO LA DELIBERA SUL CAMPANA

La vicenda assume un significato politico particolare proprio alla luce della recente pronuncia del Tar del 14 ottobre, che ha annullato la delibera impugnata da Fratelli d’Italia e dai Piraniani relativa alla designazione di Liana CHIAPPA nel Cda del Campana, quale rappresentante del Comune di Osimo in quota minoranze.

È proprio questo il punto che rende il riassetto degli incarichi consiliari qualcosa di più di una semplice operazione di routine amministrativa.

La posizione di GABBANELLI all’interno delle Commissioni e degli organismi consultivi era infatti rimasta legata agli incarichi ricevuti quando ancora sedeva in rappresentanza della maggioranza, nonostante il passaggio del 2 luglio al gruppo misto.

La sistemazione di questa situazione arriva ora, dopo l’intervento del tribunale amministrativo sulla delibera relativa al Campana.

Un ritardo che pone inevitabilmente una domanda politica: perché il riallineamento degli incarichi non è stato affrontato prima, subito dopo l’uscita di Gabbanelli dalla maggioranza, formalizzata il 2 luglio?

LA SVISTA DI FLAMINI E GIORGIO

La mossa potrebbe servire a rimediare a quella che appare come una pesante svista del Presidente del Consiglio comunale, Eliana FLAMINI e del Segretario comunale Mariarosaria GIORGIO.

La mancata tempestiva revisione degli incarichi, dopo il cambio di collocazione politica di GABBANELLI, rappresenta infatti un elemento che torna "casualmente" sotto i riflettori proprio mentre il Comune deve fare i conti con l’annullamento della delibera sul Campana.

Ma il riassetto potrebbe avere anche una seconda funzione. Una volta ridefinita la rappresentanza negli organismi consiliari, l’Amministrazione potrebbe tornare in Consiglio, tra una settimana o due, con una nuova deliberazione e riproporre di nuovo il nome di Liana CHIAPPA per il Cda del Campana.

Al momento non c’è ancora la certezza che questa sia per davvero la strategia scelta dalla maggioranza, anche se la linea pare discretamente chiara da perseguire anche già scritta nelle more della sentenza.

È comunque un’ipotesi politica che si inserisce in una sequenza di passaggi tutt’altro che irrilevanti: prima la permanenza di incarichi assegnati a GABBANELLI quando era ancora in maggioranza, poi il pronunciamento del Tar e ora la ridistribuzione delle nomine.

UN FATTO NUOVO, MA IN FOTOCOPIA?

Se questa sarà la strada, il Consiglio comunale potrebbe diventare il luogo in cui preparare una nuova designazione di Liana CHIAPPA, continuando di fatto un braccio di ferro.

L’Amministrazione avrebbe infatti la possibilità di ripartire da un nuovo atto, dopo l’annullamento della delibera precedente, evitando di scegliere la costosa strada (economica e di immagine) del ricorso romano al Consiglio di Stato.

Ma qui si apre il vero interrogativo politico e amministrativo: si tratterà di un fatto nuovo oppure di una fotocopia del precedente?

Una nuova delibera, infatti, non sarebbe di per sé sufficiente a superare le criticità che hanno portato il Tar ad annullare l’atto impugnato da Fratelli d’Italia e dai Piraniani.

Perché la nuova scelta regga, dovrà misurarsi concretamente con le ragioni alla base della pronuncia del tribunale amministrativo, ovvero con atti conseguenti ad un rappresentante di opposizione.

Ma qui entriamo nel campo politico della sentenza, ovvero sul piano ove il Tar - se dovesse essere chiamato ad esprimersi nuovamente - avrebbe pochi o nessun margine legale di certificare una rinnovata opposizione.

Se il nome di CHIAPPA venisse riproposto senza un effettivo superamento di quelle criticità, il rischio sarebbe stato quello di cambiare la forma dell’atto senza modificare la sostanza della decisione.

Da qui la messa in regola di GABBANELLI nelle Commissioni (stavolta da oppositore) sperando che possa bastare per chiudere la vicenda con un "fatto nuovo"per quanto in fotocopia.

Per ora la riproposizione bis di CHIAPPA resta un’ipotesi, così come resta da verificare se la ridistribuzione degli incarichi sia soltanto una correzione tardiva dell’assetto consiliare oppure il primo passaggio di una strategia più ampia.

La seduta di giovedì, inevitabili polemiche a parte, potrà offrire le prime indicazioni.

Il punto, però, non sarà soltanto chi prenderà il posto di GABBANELLI nelle Commissioni, questione di nessuna rilevanza.

Sarà utile piuttosto capire se il Comune intenda davvero voltare pagina sulla vicenda Campana (ipotesi altamente improbabile) o se si prepari a riaprire la stessa partita con una nuova delibera e, potenzialmente, con gli stessi interrogativi rimasti aperti dopo la pronuncia del Tar.

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