VEDO E PREVEDO: OSIMO VERSO LA DOPPIA RAPPRESENTANZA REGIONALE LATINI E PUGNALONI, ENTRAMBI CON POSSIBILITA’ CONCRETE DI FARCELA

Appena nove settimane al voto autunnale per il rinnovo dell’Assemblea regionale. Scontata l’affermazione di Acquaroli e e company, con “cappotto” di Fratelli di Italia e 13 Consiglieri su 18 in predicato di essere eletti. Sul fronte opposto il Pd non dovrebbe lasciare agli alleati, Cinque Stelle in testa, neanche le briciole
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A due mesi esatti dal voto regionale (28 e 29 settembre) ci piace, anzi pare giusto, svelare le carte del futuro attraverso il riassunto di quel che sarà… basandoci sulla nostra personale, “infallibile”, sensibilità politica.
Vincerà innanzi tutto l’astensionismo, con i marchigiani invitati di fatto a disertare vieppiù le urne grazie alla improvvida iniziativa della Procura pesarese di invadere la campagna elettorale con l’avviso di garanzia al candidato RICCI reso pubblico, di fatto.
Non si arriverà, forse, a migliorare il record negativo stabilito nel 2015 sotto il governatorato di Luca CERISCIOLI (con soli 597.977 voti utili espressi in tutta la regione, pari al 49.78% degli aventi diritto) ma certo si andrà molto ma molto vicino a stabilire un nuovo primato.

Detto al volo che si confermerà Presidente delle Marche Francesco ACQUAROLI e ribadito che il candidato di Centro-Destra avrebbe certamente vinto, di circa 7 punti, anche senza il ghiotto aiutino fornito dai Pm (e pronosticato da Italo BOCCHINO in tempi non sospetti) ecco come si ripartiranno i seggi secondo scienza e coscienza.
La parte del leone è stata da tempo assegnata a Fratelli di Italia che, dei 18 Consiglieri assegnati col premio di maggioranza alla coalizione vincente, potrebbe portarne a casa fino al numero minimo di 13: tre ad Ancona, Pesaro e Macerata, due ad Ascoli Piceno e altrettanti a Fermo.
I restanti cinque, con i resti o quasi, andranno invece a Forza Italia (da due a tre), alla Lega (da uno a due), alla Lista del Presidente e probabilmente, con l’ennesimo miracolo, all’Udc capeggiata dal Civico Dino LATINI.
Sul fronte opposto, invece, guardando agli sconfitti del Centro-Sinistra e ai 12 Consiglieri spettanti alle minoranze, l’unico partito in grado di eleggere rappresentanti sarà il Pd con i Dem a lasciare a bocca asciutta, rispetto al passato 2020, sia i Cinque Stelle che le varie liste-cespuglio, tra Civiche e non, inventate dalla politica per coprire ogni area della società.

Se le nostre previsioni troveranno ampio conforto nel responso sul campo, per Simone PUGNALONI (altro osimano in pole position per Ancona) si aprono almeno un paio di ghiotte opportunità, diremmo storiche, da cogliere al volo: la prima chance è strettamente personale e verterà sulla cifra di consenso atteso, che PUGNALONI cercherà di tramutare in voti sonanti.
Piazzarsi almeno terzo in provincia di Ancona, vale a dire terzo di nove nella lista confezionata dai Dem, vorrebbe significare aver raggiunto, al 90%, l’obiettivo a portata di mirino.
Ma anche con un risultato inferiore, ovvero finire quarto nella lista del Pd anconetano, per il Presidente del Consiglio comunale potrebbero restare in piedi buone speranze; speranze legate, a questo punto, alla scelta della circoscrizione, tra le cinque regionali, su cui Matteo RICCI vorrà far scattare la propria temporanea poltrona.
A quel punto, con RICCI costretto a scegliere tra la più ricca nomina a parlamentare europeo e una, al confronto, banale rappresentanza locale… la scelta per l’inquisito di Pesaro sarà obbligata verso Bruxelles, lasciando di fatto uno spazio in più ai non classificati.
E’ quanto vedremo alla riprova dei voti.
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