venerdì, 24 aprile 2026

RELIGIONE E POLTRONE, SE IL PROVVEDITORATO GIOCA A SCACCHI COL MERITO: IL CASO DEI 165 DOCENTI E IL "GIALLO" DEL CAMPANA

Errori grossolani, procedure da rifare e l'ombra del danno erariale: la settimana orribile dell'ex Provveditorato travolge le Marche. Dall'incredibile 'scivolone' sulla procedura degli orali di 165 aspiranti prof... al bando ritirato d'urgenza per il CdA del Campana: ecco come la burocrazia gioca d’azzardo con i soldi pubblici per non perdere il controllo delle poltrone

Di Sandro Pangrazi | 24-Apr-2026 4 min di lettura
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RELIGIONE E POLTRONE, SE IL PROVVEDITORATO GIOCA A SCACCHI COL MERITO: IL CASO DEI 165 DOCENTI E IL "GIALLO" DEL CAMPANA

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di Sandro PANGRAZI

Non è bastata la "retta dottrina" né l’esperienza dei grandi nomi della scuola marchigiana. 
Il concorso ordinario per i docenti di religione cattolica nelle Marche, in attesa dal 2024, si è schiantato contro il muro della sciatteria amministrativa, trascinando con sé 165 candidati in un limbo di incertezza. 
Ma quello che sembrava un infortunio tecnico isolato si sta rivelando il sintomo di un corto circuito molto più profondo, che attraversa gli uffici di via XXV Aprile ad Ancona, dove la gestione del merito e quella delle poltrone sembrano rispondere a logiche sempre più confuse.

L’ERRORE IN “STEREOFONIA”
Tutto nasce da un vizio di forma surreale che ha colpito entrambi i settori del concorso (Infanzia/Primaria e Secondaria). 
Due commissioni distinte hanno infatti commesso lo stesso errore: ignorato l'obbligo del sorteggio dei quesiti previsto dal bando nazionale, procedendo invece con "domande dirette".
Com’è possibile che dirigenti di lungo corso come Daniele SORDONI (Liceo "Volterra" di Fabriano) e... siano caduti su una procedura così elementare? 
La risposta va cercata nei garanti della legalità: i segretari Sergio SUSCA e ..., funzionari dell’Usr, che hanno avallato verbali privi del requisito fondamentale della trasparenza. Se l'errore è identico e simultaneo, la regia del fallimento è invece centralizzata nei briefing di un ufficio regionale che sembra aver dimenticato come si legge un bando.

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IL CASO CDA CAMPANA: REGOLE VARIATE E VETI POLITICI
Ma lo scoop esplode il 20 aprile. Mentre l'Usr gestiva il caos dei docenti di Religione, revocava d'urgenza anche il bando per il proprio rappresentante nel nuovo CdA dell’Istituto Campana per l’Istruzione Permanente di Osimo. 
Qui la gestione della selezione pubblica ha toccato vette di creatività pericolosa. 
Nonostante lo Statuto dell'Ente riservi il posto a docenti osimani — restringendo il campo a soli tre candidati — l’Usr ha tentato di blindare ulteriormente la scelta introducendo "in corsa" un quesito d’ingresso e soprattutto di attribuire un peso abnorme all'orale, quanto insindacabile: 65 punti su 100!
Perché tanta discrezionalità? Il sospetto è che la manovra finirà col servire a garanzia di una nomina a Presidente in linea con i desiderata della Regione Marche, che ha già espresso nel CdA il Consigliere Alberto ALESSANDRINI PASSARINI. 
Davanti al rischio che la selezione tecnica potesse premiare una figura "non allineata" tra i tre candidati di marzo, l'amministrazione ha preferito la ritirata strategica, annullando tutto per "definire meglio i requisiti".

IL FINALE DI PARTITA: SCADENZA 4 MAGGIO
Il "reset" è stato fulmineo. Dopo aver cancellato la prima procedura, l'ufficio diretto da Donatella D’AMICO ha fissato una nuova scadenza: il 4 maggio. 
Un nuovo bando per riaprire i giochi e sperare in un'urna di candidati più gradita agli equilibri politici regionali. 
L'autotutela, in questo caso, non come strumento di giustizia, ma come paracadute per rimediare a un bando scritto male e gestito peggio.

L’OMBRA DEL DANNO ERARIALE
Oltre al caos amministrativo, emerge prepotente la questione dello spreco di risorse pubbliche. L’annullamento dei concorsi e la revoca dei bandi non sono operazioni a costo zero. 
Ogni ora di lavoro dei funzionari regionali, ogni gettone di presenza delle commissioni sciolte e ogni spesa logistica sostenuta per le prove poi dichiarate nulle... rappresentano un danno erariale teorico che, in potenza, potrebbe finire sotto la lente della Corte dei Conti. 
Rifare da zero gli esami per 165 persone significa pagare due volte per lo stesso servizio a causa di errori grossolani. 
Se la "colpa grave" venisse accertata, il conto di questo "aprile nero" potrebbe essere presentato direttamente ai responsabili dei procedimenti fallati.

LA BEFFA... DOPO DUE ANNI TUTTI DI NUOVO IN FILA
Il risultato? 165 precari della religione costretti a farsi filtrare di nuovo dai rispettivi Vescovi diocesani e soprattutto tenuti a rifare gli esami da zero... e anche una istituzione culturale, quella di Osimo, ferma al palo perché la politica abbia il tempo di giocare a scacchi con le procedure. 
Mentre via XXV Aprile corre a coprire i propri errori con nuovi bandi d'urgenza, a perdere sono la trasparenza, il merito e la dignità delle istituzioni marchigiane.

 

 

 

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