“TRATTATO” RIVISTO E CORRETTO, UN CONVEGNO PER RISTABILIRE VERITA’ LE ASSOCIAZIONI ISTRIANE AD OSIMO PER CORREGGERE LE FAVOLE GLORIO

Pronta replica degli eredi dei profughi dalmati alla incredibile rivisitazione storica appena accreditata dal Sindaco, circa la firma in città di un fantomatico Trattato Italia-Slovenia foriero nel 1975 di Europa e cooperazione. Sabato 23 novembre il Campana ospiterà i lavori, già avviati in Senato, sui presupposti del Trattato, dando voce a politici, storici e rappresentanti degli esuli

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https://www.radioradicale.it/scheda/773600/a-cinquantanni-dal-trattato-di-osimo
(nella registrazione di Radio Radicale puoi ascoltare, in anteprima, quanto verrà presentato al Campana il prossimo 23 novembre, Palazzo Campana)
Non si è fatta attendere la risposta delle associazioni istriane e dalmate (che rappresentano il ricordo e la discendenza dei profughi scappati dall’occupazione slava post bellica) alle menzogne della Sinistra osimana.
Sabato 22 novembre, riprendendo un convegno tenutosi in Senato il 7 novembre scorso sui 50 anni dal trattato di Osimo, l’Istituto Campana ospiterà gli stessi relatori che a Palazzo Madama hanno illustrato la vicenda storica, poi sfociata nel Trattato della resa incondizionata alle condizioni Titine.
Prenderanno parte al convegno lo storico Stefano PILOTTO, il Presidente nazionale dell’unione degli Istriani Massimiliano LACOTA e il Senatore di Fratelli di Italia Roberto MENIA, cui toccherà riportare la vicenda alla amara veridicità storica appena confutata, con troppa faccia tosta, dal Sindaco Michela GLORIO.
“Era il 10 novembre 1975 quando l’Italia firmava l’ultimo accordo confinario – narrano le associazioni – che regalò, senza contropartita alcuna, l’Istria nord-occidentale (corrispondente alla cosiddetta Zona B) alla Jugoslavia di Tito; Tito che cinque anni dopo sarebbe morto, avviando il previsto processo di liquefazione della sua creatura: la Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia.

Nel 1977 il Parlamento italiano ratificò il Trattato e a nulla valsero le nostre proteste – dell’Unione degli Istriani – che per due anni ci battemmo, da soli, purtroppo invano, per evitare che ciò accadesse.
Le partecipate proteste di piazza, co organizzate dalla nostra Associazione (sempre pacifiche ma molto rumorose, tanto che ci costarono la chiusura d’ufficio a seguito del Decreto prefettizio che ci considerò alla stregua di una organizzazione eversiva) non riuscirono a fermare ciò che Aldo MORO e la Dc avevano già deciso, forti anche del tradimento di buona parte del nostro associazionismo, cosa che pochi italiani conoscono.
Due associazioni del nostro mondo, infatti, – l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) e l’Associazione delle Comunità Istriane – totalmente politicizzate ed entrambe teleguidate dal Governo attraverso i loro rappresentanti eletti in Parlamento e negli Enti locali, per disciplina di partito si astennero… quando non votarono a favore della cessione a Tito dell’ultimo lembo di terra istriana.
Una mostruosità, un autentico tradimento che pesa ancora oggi sui rapporti odierni con le due associazioni che, partitiche e “buone” per tutte le stagioni, continuano ad essere.

L’unico deputato della DC che votò contro le direttive del suo partito, finendo di colpo la sua carriera politica, fu l’On. Giacomo BOLOGNA che non poté accettare di dare il proprio consenso alla cessione della sua città natale, Isola d’Istria, alla Jugoslavia.
Il paradosso è che oggi, quelle stesse organizzazioni di esuli – conclude il comunicato – hanno pure la spudoratezza di commemorare questa data luttuosa odierna, avendo contribuito a renderla vergognosamente immortale!
La verità, seppur così tremenda, va raccontata. Tutta. Anche ad Osimo”.

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