TRA SCIACALLAGGIO E PARACULISMO: BUGARO, IL PD E LA FARSA DEL NUCLEARE A CASA D'ALTRI
Dalla Camera al cortile regionale: come una battuta sull'atomo ha scatenato la caccia alle streghe della Sinistra e il panico elettorale della Destra. Il ritratto perfetto di un Paese che vuole lo sviluppo, ma solo nel giardino del vicino

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di Sandro PANGRAZI
La scintilla che fa saltare la politica marchigiana è una semplice battuta d'impegno nazionale, trasformata in un attimo in una guerra di trincea territoriale.
Da una parte l'Assessore regionale Giacomo BUGARO (Fratelli d'Italia) che applaude alla riapertura del dossier atomico da parte del Governo; dall'altra il Partito Democratico, in combutta con Verdi e Sinistra che, anziché appoggiare la linea nucleare con 40 anni di ritardo, imbracciano subito i forconi della propaganda.
Non si discute di transizione energetica, di costi delle bollette o di strategie industriali: lo scontro si riduce immediatamente a un duello rusticano tra chi evoca spettri radioattivi sotto casa e chi scappa a gambe levate pur di non perdere tre voti alle prossime elezioni, fossero anche del condominio!
Il teatrino della politica locale
Prendete un dibattito strategico nazionale, calatelo nel cortile della politica locale e osservate lo spettacolo.
Nell'odierno scontro andato in scena nelle Marche c'è tutto il campionario delle miserie politiche italiane, ipocrisie e doppiogiochismo incluso, all'insegna si al nucleare ma se ai confini nazionali o almeno lontano molto dal mio giardino.
Un copione tragicomico, se non fosse terribilmente serio, che mette a nudo un capolavoro di ipocrisia bipartisan, capace di dividersi equamente tra lo sciacallaggio della Sinistra e il paraculismo della Destra.
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Lo sciacallaggio delle opposizioni
Tutto inizia con il voto della Camera che riapre alla prospettiva del nucleare in Italia.
Interpellato dai giornalisti, l’assessore BUGARO esprime un parere favorevole.
Una risposta scontata, in linea con il suo partito e con la banale intelligenza.
Ma in Italia la complessità industriale è un lusso che non possiamo ancora permetterci. Ed ecco che scatta immediato lo sciacallaggio ideologico di esponenti del Pd e di Verdi e Sinistra.
Senza mezza proposta alternativa sul futuro energetico della Regione, saltano sulla sedia e attivano, nelle loro intenzioni meschine, la macchina del fango preventivo.
Attribuiscono a BUGARO l'intenzione di voler piazzare un reattore nucleare tra i colli marchigiani: una fake news inventata di sana pianta, utile solo ad agitare lo spauracchio del "mostro radioattivo" per terrorizzare i cittadini ignoranti e racimolare qualche consenso elettorale basato sulla paura.
https://www.dottromaldini.com/
Il paraculismo della maggioranza
Se l'opposizione fa sciacallaggio, la risposta di BUGARO è un manuale di paraculismo territoriale.
Preso dal panico elettorale per l'attacco subìto, l'Assessore non ha trovato di meglio che pubblicare una smentita categorica che suona come un clamoroso autogol politico: «Non ho mai detto, né scritto, che nelle Marche si debba o si possa realizzare una centrale nucleare».
Ecco il cortocircuito perfetto.
Un secondo dopo, per giustificare il voto favorevole di Roma, BUGARO indossa di nuovo la giacca da statista macroeconomico e ricorda che «l’abbandono del nucleare ha avuto nel tempo conseguenze rilevanti sulla competitività del nostro sistema produttivo e sul costo dell’energia per imprese e famiglie».
Traduzione pragmatica del BUGARO-pensiero: il nucleare è fondamentale per salvare le nostre aziende, ma la centrale fatela in Veneto, in Piemonte o in Abruzzo.
Non nel mio giardino.
La sindrome NIMBY bipartisan
Questo episodio dimostra che la sindrome NIMBY ha fatto un ulteriore salto di qualità, diventando istituzionale e bipartisan.
Da un lato c’è una Sinistra che mistifica la realtà per non affrontare la transizione energetica; dall'altro c’è una Destra che ha il coraggio a geometrie variabili: leoni a Roma quando c'è da votare le leggi, gattini nelle Marche quando c'è da metterci la faccia davanti agli elettori.
Nessuno schieramento si salva da questa tara genetica.
Tutti dovrebbero andare a casa e cambiare mestiere.
Il verdetto per un Paese immobile
Finché la politica oscillerà tra lo sciacallaggio di chi urla al lupo e il paraculismo di chi vuole lo sviluppo solo a casa dei vicini, l'Italia resterà un Paese perfettamente immobile. E con bollette ultra salate.
Continueremo a comprare l'energia atomica dai francesi e a pagare le bollette più care d'Europa.
Tutti fieri anti nuclearisti - chissà poi perchè? - e al massimo possibilisti purchè lontano, anzi molto lontano, dal nostro paesaggio.
https://www.facebook.com/sottoventonumana
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