RIFLESSI AZZERATI E COCKTAIL DI SOSTANZE: L'INFERNO IN SUPERSTRADA SCATENATO DA PERUGINI
Consegnata in Procura la consulenza tossicologica sul 41enne di Trodica, morto nello schianto sulla Val di Chienti che è costato la vita anche a Nicolas CALABRESE, Giorgio FRANCESCHINI e Daniele FRANCALANCIA

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di Sandro PANGRAZI
Un quadro agghiacciante quello che emerge dai laboratori di medicina legale, che mette una firma definitiva sulle cause della tragedia di domenica 14 giugno, all'alba di una mattinata di sangue, lungo la superstrada Val di Chienti, costata la vita a ben 4 persone.
La relazione tossicologica piombata sul tavolo della Procura di Macerata parla chiaro: Christian PERUGINI, il 41enne di Morrovalle che ha scatenato l'inferno tra Trodica e Corridonia, quella mattina si era messo al volante in condizioni psicofisiche totalmente azzerate, stroncando in un lungo istante la propria vita e quella di tre giovanissimi ragazzi maceratesi.
Un dramma che ha sconvolto l'intera provincia di Macerata e l'intera regione (con Osimo toccata, in contemporanea, con la tragedia dell'Aspio costata l'esistenza ai 20enni Davide PAGLIALUNGA e Pietro BORSINI) e che ora, con la chiusura degli accertamenti scientifici, svela la una verità ipotizzata ma non per questo meno amara.
IL VERDETTO DEI LABORATORI: UN MIX DEVASTANTE NEL SANGUE
I risultati della consulenza tossicologica, affidata dal sostituto Procuratore Stefania CICCIOLI al professor Rino FROLDI, non lasciano spazio a dubbi o interpretazioni.
Nel sangue di Christian PERUGINI sono state riscontrate concentrazioni elevatissime di alcolici e psicofarmaci.
Non si è trattato di una leggera alterazione, ma di un vero e proprio sovraccarico di sostanze incompatibili con qualsiasi attività, figuriamoci con la guida.
Gli esperti spiegano che l'assunzione contemporanea di queste sostanze, quando combinate insieme, crea un effetto moltiplicatore: i farmaci amplificano gli effetti dell'alcol e viceversa, agendo in contemporanea sul sistema nervoso centrale, fino a provocare, a seconda dei casi, colpi di sonno improvvisi, totale distorsione della realtà e azzeramento dei riflessi.
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DINAMICA DA INFERNO: LO SCHIANTO NEL TRATTO KILLER DEL CANTIERE
Quella maledetta domenica mattina, alle prime ore del giorno, per PERUGINI non era l'alba ma una fine nottata del sabato sera; stava rientrando verso casa a bordo della sua Lancia Musa, procedendo dall'entroterra verso la costa.
Le condizioni della tortuosa superstrada, in quel preciso punto, subito dopo lo svincolo di Corridonia, erano già critiche di per sé: la presenza di un cantiere stradale aveva infatti costretto i tecnici a deviare il traffico su un'unica corsia, istituendo un doppio senso di marcia provvisorio.
È qui che la vettura di PERUGINI, ormai privo di controllo, ha invaso la carreggiata opposta proprio mentre sopraggiungeva la Fiat Punto con a bordo cinque giovani di Macerata, nel luogo sbagliato e nel momento che non potevano immaginare.
Un impatto frontale tremendo, a velocità sostenuta, che non ha lasciato alcuna possibilità di manovra evasiva, stante anche il percorso, praticamente ristretto e obbligato.
Christian PERUGINI, 41 anni, di Trodica: un passato segnato dalla droga fino al tragico epilogo del 14 giugno costatogli la vita, insieme a quella di tre ragazzi innocenti
IL BILANCIO DEL MASSACRO: QUATTRO VITE SPEZZATE E DUE FERITI GRAVI
La scena apparsa ai primi soccorritori e agli uomini della Polizia Stradale è stata straziante sin da subito.
All'interno delle lamiere contorte della Fiat Punto il bilancio si è rivelato subito tragico: il 20enne Nicolas CALABRESE e lo stesso PERUGINI sono infatti morti sul colpo, stroncati dai traumi da decelerazione.
Per gli altri quattro occupanti è invece scattata la disperata corsa contro il tempo verso l'ospedale regionale di Torrette ad Ancona. Purtroppo, nelle ore successive al ricovero, i medici si sono dovuti arrendere davanti alla gravità delle lesioni riportate da altri due occupanti la Punto: i cuori di Giorgio FRANCESCHINI e di Daniele FRANCALANCIA, entrambi pure 20enni, hanno cessato di battere.
Sono restati ricoverati in condizioni serie, ma fortunatamente non in pericolo di vita, gli altri due amici della Fiat Punto, Michele CALCAGNI e Simone BRACACCINI, feriti ma vivi.
Nicolas, Giorgio e Daniele accomunati a 20 anni dallo stesso tragico destino
NIENTE PROCESSO PENALE: IL REATO SI ESTINGUE CON LA MORTE DEL REO
Dal punto di vista prettamente giudiziario, l'inchiesta coordinata dalla Procura di Macerata si avvia verso una chiusura formale obbligata.
Il codice penale prevede infatti che il reato si estingua con la morte del reo.
Di conseguenza, non essendoci altri indagati o complici nella determinazione del sinistro, il sostituto Procuratore CICCIOLI disporrà l'archiviazione del fascicolo non appena la Polizia Stradale avrà depositato le ultime relazioni e le testimonianze dei testimoni oculari, ovvero gli automobilisti che quella mattina transitavano in quella zona.
Non ci sarà dunque un'aula di tribunale, né una sentenza di condanna per omicidio stradale, poiché il responsabile Christian PERUGINI è deceduto nel medesimo schianto.
LA BATTAGLIA CIVILE E IL DOLORE CHE DIVENTA SOLIDARIETÀ CON LA "TRISTAR"
Se il fronte penale si chiude, resta invece spalancata la partita in sede civile.
Le perizie medico-legali firmate dal dottor Roberto SCENDONI e i test tossicologici diventano pilastri fondamentali per i legali delle famiglie delle vittime; elementi necessari per avviare le pratiche di risarcimento danni contro le compagnie assicurative.
Nel frattempo, l'immenso vuoto lasciato da Nicolas, Giorgio e Daniele ha dato vita ad un moto di solidarietà collettiva.
I genitori dei tre giovani 20enni, a 40 giorni dalla tragedia, hanno fondato l'associazione "Tristar", una realtà nata per trasformare il lutto in memoria attiva attraverso l'organizzazione di tornei sportivi, borse di studio e campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, affinché tragedie simili non abbiano a ripetersi mai più.




