IL "COLLETTIVO" ANOMOLO SPACCIATO DALLA GIUNTA GLORIO COME ASSOCIAZIONE TRA LE PIU' RAPPRESENTATIVE DI OSIMO!
Scovata nell'Albo pretorio la delibera tenuta nascosta per tre settimane e fino all'ultimo istante utile. L'Amministrazione ha infilato tra gli esperti selezionatori, con la Banda e il Lions, pure un gruppo della Sinistra militante. Per garantire un posto in Commissione ai compagni di Simone Gabbanelli, fresco di "strappo" con la maggioranza
Di Sandro Pangrazi
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22-set-2026
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4 min di lettura

https://www.dottromaldini.com/
di Sandro PANGRAZI
Una organizzazione militante della Sinistra extra parlamentare, legata a doppio filo alla realtà politica dei cosiddetti "collettivi", può essere definita, oltre tutto in un atto di Giunta, una associazione tra le "più rappresentative" di Osimo?
La risposta logica sarebbe un secco no, ma tra le pieghe dell’Albo pretorio del Comune di Osimo la realtà è stata completamente ribaltata.
Mettiamo da parte la sfilata sul palco del teatro La Nuova Fenice della settimana scorsa e la colossale pagliacciata dei 75 encomi distribuiti a pioggia.
La vera notizia, quella rimasta fino a oggi ben nascosta nella speranza che nessuno se ne accorgesse, è proprio un’altra.
OSIMO OGGI ha intercettato in esclusiva la delibera adottata dalla Giunta il lontano 28 agosto ma furbescamente "congelata" e pubblicata solo il 16 settembre, guarda caso alla vigilia delle assegnazioni.
Il documento svela il nome del terzo "esperto" infilato nel parlamentino della Commissione incaricata di scegliere i benemeriti della città: niente popodimeno che il rappresentante dell’Associazione Culturale Anomolo.
Una nomina che si regge su un criterio assolutamente arbitrario, finto e lontano dalla verità: l'Amministrazione GLORIO ha infatti giustificato la scelta elevando d'imperio il club musicale al rango di realtà "più rappresentativa" del tessuto associativo osimano, al pari del Civico Complesso Bandistico o dei Lions club.
Una barzelletta che non sta davvero in piedi.
Il sodalizio, che gestisce il Centro musicale "Fabrizio De André" e il Loop Live Club sotto al maxiparcheggio, è una realtà di nicchia della musica e teatro indipendente che, nonostante i lunghi anni di associazione, non è affatto conosciuta a prima vista (né riconoscibile con facilità anche al secondo sguardo) dalla stragrande maggioranza degli osimani.
Definirla un pilastro della città significa calpestare e offendere la storia di colossi veri del volontariato locale, lasciati fuori dalla porta, come la Lega del Filo d’Oro, la Croce Rossa Italiana, l'AVIS, l'Osimana e decine di altre realtà.
Siamo davanti alla solita marchetta politica, una mancia bella e buona mascherata da alta rappresentanza istituzionale per premiare la propria parte politica.
Il motivo di questo regalo balza agli occhi guardando l'anima stessa di Anomolo, fondata e plasmata da Simone GABBANELLI, che del progetto Loop Live Club è lo storico Direttore artistico.
Parliamo dello stesso Consigliere comunale appena distaccatosi dalla maggioranza GLORIO nell'ambito delle discutibili trattative per la nomina dell'Istituto Campana riservata alle minoranze.
Accanto alle cariche istituzionali di rito – il Sindaco Michela GLORIO, il Presidente del Consiglio comunale Eliana FLAMINI, gli Assessori PELLEGRINI e CELENTANO e i Consiglieri OSIMANI e CALCATERRA – la presenza di Anomolo suona come un insulto alla logica, ma non alla politica.
Del resto, la decisione di mettere in piedi una simile Commissione è la perfetta premessa a quella pagliacciata colossale andata in scena a teatro, utile solo a giustificare la pioggia di 75 encomi distribuiti agli amici degli amici.
L’Amministrazione si difenderà dicendo che ad Anomolo fa capo l'organizzazione di corsi e laboratori culturali all'interno del Centro De André.
Ma l'operazione non cambia di una virgola nella sua sostanza.
Dietro la facciata burocratica di "Anomolo APS", infatti, si nasconde la classica struttura che orbita a pieno titolo nel mondo dei collettivi militanti.
Per questa realtà registrarsi come APS e iscriversi al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) è solo una necessità legale e un guscio burocratico, essenziale per gestire spazi pubblici, intercettare bandi e organizzare eventi.
Nella sostanza e nella modalità operativa quotidiana, però, la filosofia resta quella del collettivo puro: decisioni orizzontali e un approccio militante o artistico lontano dalle regole gerarchiche delle associazioni tradizionali.
In breve, l'associazione è solo il paravento legale, mentre il collettivo ne definisce l'identità politica e sociale.
Ed è proprio questo l'assurdo: la Giunta GLORIO ha spacciato un collettivo politico-musicale d'avanguardia e la creatura di Simone GABBANELLI per una delle tre realtà "più rappresentative" dell'intera cittadinanza!
Ecco spiegato il perché di quel documento blindato nei cassetti per quasi tre settimane prima di essere pubblicato all'ultimo secondo utile: bisognava nascondere il baratto, la mancia politica destinata a chi si è appena staccato dall'esecutivo, camuffandola con il criterio farlocco della "rappresentatività universale".
La nostra sbirciata ha tolto il velo sulla farsa: ad Osimo anche il ruolo di giudice dei cittadini illustri è diventato merce di scambio per i bilancini della maggioranza.
Sigh.
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