PUTZU SUPERA LA PRIMA PROVA, ESTINTA LA PENA ACCESSORIA HA DATO “PROVE EFFETTIVE E COSTANTI DI BUONA CONDOTTA”

Via libera dal Tribunale di Sorveglianza di Ancona alla candidabilità futura. Il Consigliere regionale torna allo stato di verginità anche per la Severino, di fatto incensurato. Ora però, sullo sfondo, i due veri scogli: la decisione dell’Assemblea regionale sulla elezione del 2020 e soprattutto il comportamento di Fratelli di Italia riguardo le delicate vicende legate al consumo di cocaina, non smentite dall’interessato. Nel frattempo spunta la curiosità: il 25 maggio la moglie di Putzu venne candidata, da tappabuchi, per “Rinasci Osimo” in appoggio alla Staffolani. Prese 15 preferenze
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di Sandro PANGRAZI
Andrea PUTZU? Ha dato “prove effettive e costanti di buona condotta”.
La riabilitazione, per la condanna a otto mesi e venti giorni subita nel 2018 per falso ideologico, può quindi passare definitivamente archivio, ripristinando per il Consigliere regionale di Fratelli di Italia la perduta verginità e lo stato originario di incensurato.
Non si tratta di un atto di clemenza ma l’applicazione, attraverso il Tribunale di Sorveglianza che ieri mattina ha reso noto il verdetto, di un diritto che soddisfa i requisiti previsti dalla legge.
Il via libera alla riabilitazione, decretata dalle firme del Presidente Enrica OLIVIERI e del magistrato Elisa GIACCAGLIA, prevede l’estinzione delle pene accessorie e degli effetti penali della condanna; un passaggio determinante quello siglato dai giudici, in vista della prossima candidatura alle Regionali del 28 e 29 settembre, in quanto annulla gli effetti della legge Severino circa il futuro.
Per lo Stato italiano, dunque, Andrea PUTZU torna ad avere le carte in regola per candidarsi per un bis in Regione, sempre che…

Sempre che in Regione il lavoro avviato dalla Presidenza, producendo un dossier sulla eleggibilità si/eleggibilità no del Consigliere PUTZU (in forza della Severino ma stavolta a valere sul passato) non porti l’Assemblea regionale a convocarsi di urgenza per votare la decadenza.
PUTZU infatti, ricordiamo, venne condannato nel luglio 2018 e solo nell’aprile 2022, ovvero a tre anni dal termine della pena, avrebbe potuto presentarsi in politica, previa avvenuta riabilitazione.
Nella realtà, invece, il 20 settembre 2020, PUTZU autodichiarando di nuovo il falso, ovvero di non avere motivi ostativi alla accettazione della elezione in Consiglio regionale, bypassò la Severino mettendo piede in Regione ad inizio legislatura.
Su questa situazione l’Assemblea regionale sarà dunque chiamata ad emettere un verdetto destinato a lasciare il tempo che trova solo sulla carta; se è infatti indiscutibile la circostanza che vuole la legislatura giunta ormai agli ultimissimi sgoccioli… un conto è chiudere normalmente il mandato (come gli altri 29 colleghi) e altra cosa è essere dichiarato decaduto col subentro formale del Consigliere Saturnino DI RUSCIO e l’inevitabile richiesta di risarcimento dell’ingente danno patrimoniale subito per almeno 400.000 euro.
Su tutte però incombe come una mannaia, su PUTZU e sul partito, le vicende, non smentite dal Consigliere regionale, dell’assunzione di cocaina nel 2016 (due volte) e 2021.

Sulla trista vicenda l’ordine giunto da Roma è purtroppo evidente: tacere, non replicare e sperare che l’oblio e l’incredulità per una notizia talmente enorme da sembrare impossibile, possano far dimenticare le gravi responsabilità del discusso e discutibile politico di Porto Sant’Elpidio.
Giorgio ALMIRANTE, quando ancora PUTZU, ACQUAROLI e la MELONI non erano ancora nei progetti dei propri genitori, sosteneva: “Se un ladro ruba deve pagare con il carcere; se a rubare è uno dei nostri merita l’ergastolo”.
Tenere a bada gli antichi insegnamenti, se non vuole essere puniti dal popolo, sarà fondamentale ancorchè, temiamo, già tardivo.
Andrea PUTZU, se colpevole di quanto sostiene la collega Sandra AMURRI, mai smentita, merita di essere cacciato. E di essere cacciato con ignominia e – per maggior sicurezza – a calci in culo.
Diversamente a pagare un conto salato non sarà PUTZU ma Fratelli di Italia.
Chiudiamo con una curiosità, banale ma fino ad un certo punto.

Quando ancora PUTZU non era la pecora nera della politica regionale ma soltanto un influente Consigliere FdI del Piceno, è successo che sua moglie, l’Ispettore della Guardia di Finanza Monica ILLUMINATI (33 anni, gli ultimi tre vissuti da signora PUTZU) sia stata candidata ad Osimo, alle Comunali del 25 maggio.
Possibile? Perché? E con chi?
Con 15 preferenze rimediate (un autentico bottino essendo del tutto sconosciuta in città) Monica ILLUMINATI ha gareggiato nella lista “Rinasci Osimo” che fiancheggiava Fratelli di Italia portando Michela STAFFOLANI a Sindaco.
Non chiedeteci come una elpidiense potesse pensare e attraverso quali pratiche di far rinascere Osimo. La domanda andrebbe posta a Giulia DIONISI che, in crisi di vocazioni alla voce “volontari rifondaroli” si è vista costretta a piangere aiuto a Fratelli di Italia per completare in qualche modo una lista nata fallimentare e morta anzitempo.
Fatto sta che la Fiamma, raccolto il grido di allarme, pensò bene di sfruttare la scia di Sant’Elpidio a Mare (unico Comune in cui si votò) riciclando elementi dal Piceno: Stefano CENCETTI (Viva Osimo e Michela STAFFOLANI Sindaco) fu uno dei casi più eclatanti.
Due voti ottenuti dopo aver persino chiesto (e non ottenuto!) di non essere votato a Destra… essendo nel frattempo emigrato a Sinistra; stessa cosa per la candidata ILLUMINATI in PUTZU, quindici preferenze e decisamente meritevole di maggior fortuna.
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