“NON E’ STATO SEMPLICE CRESCERE AD OSIMO, TRA QUESTA GENTE E MURA MA NON E’ UN CASO SE SONO TORNATO AD INVECCHIARE E MORIRE QUI…”

Addio a Gilberto Severini, 84 anni, nel giorno del funerale in Duomo. Il ricordo delicato di quanti lo hanno meglio conosciuto e apprezzato
APPELLO URGENTE
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Nonostante gli appelli quotidiani partiti da Natale, i lettori che hanno seguito l’invito sono decisamente episodici, primule rosse… persino in parità rispetto a chi segue OSIMO OGGI dai più sperduti angoli del mondo.
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Addio ad un grande osimano, uno dei più importanti scrittori contemporanei italiani: Gilberto SEVERINI, mi ha onorato della sua amicizia fino a dedicare una stupenda postfazione al mio fumetto sulla Battaja del Porcu.
Cantore della provincia italiana del dopo guerra, ci ha lasciato pagine di letteratura che sono autentiche poesie.
Ricordo la sua meravigliosa introduzione al catalogo della mostra che curai da Assessore alla Cultura nel decennale della morte di Elmo CAPPANNARI dal titolo: “I CAPPANNARI, una famiglia di Pittori osimani”.
E come non ricordare i suoi tanti libri scritti con uno stile asciutto e coinvolgente di cui, per me, “La Sartoria” resta il suo capolavoro.
Stefano SIMONCINI
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Ci ha lasciato un amico, un grande scrittore contemporaneo, un uomo che aveva vissuto e capito tutte le rivoluzioni del secolo scorso e come profondo uomo di cultura aveva capito il cambiamento epocale anche di questo secolo.
Tantissimi i ricordi che mi legano a lui.
Schivo ad ogni premio e ad ogni invito ufficiale già fin da ragazzo.
Presente invece alle serate in compagnia al parlar della vita.
Ora Gilberto vola libero e continua a scrivere i tuoi racconti. Ciao!
Antonio SCARPONI

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Gilberto SEVERINI è stato uno di quei fenomeni di cui spesso i contemporanei non si accorgono della grandiosità della loro opera, meritando riconoscimenti solo dopo la dipartita.
Ricordo con onore quando partecipò convintamente alla giornata di apertura straordinaria del cinema Concerto, a cui teneva, e per il quale ci aveva regalato la sua preziosa testimonianza.
Ebbi modo di incontrarlo nelle sue solitarie passeggiate o nelle sale cinematografiche negli orari più improbabili e per i film meno visti; momenti in cui la sala è completamente vuota. Lì avveniva un simpatico e profondo scambio di battute o idee.
Ciao, grande uomo.
Osimo ti abbraccia, ti ringrazia, ti saluta con tutto l’affetto che c’è.
Argentina SEVERINI
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Ho appreso la notizia della scomparsa di Gilberto SEVERINI.
E’ stato uno straordinario scrittore, senza dubbio uno dei più grandi nel panorama nazionale ma, come scrisse anni fa Pier Vittorio TONDELLI, anche “lo scrittore più sottovalutato d’Italia”.
Ho il ricordo nitido di quando, tanti anni fa, lessi il suo romanzo “Congedo ordinario”: da lì non ho mai più smesso di leggere SEVERINI.
Da ragazzo, quando avevo la fortuna di aggregarmi alla combriccola con cui Gilberto percorreva il Corso cittadino nelle consuete passeggiate della domenica mattina, timidamente cercavo di non perdermi una sola battuta di un suo pensiero, di una sua riflessione.
Perché nelle poche e dosate cose che diceva, c’era sempre qualcosa di terribilmente penetrante, c’era sempre una frase che ti rimaneva addosso e che lentamente apriva uno squarcio su cose ancora più grandi: di questo, ovviamente, sono capaci solo i “grandi”.
Nella vita e nella sua proverbiale scrittura, asciutta ed essenziale, è stato sempre incatenato alla sobrietà, alla ritrosia, rifuggendo ogni autocelebrazione per la quale provava una parossistica quanto proverbiale intolleranza.
Solo meno di un mese fa, contattato come Assessore alla Cultura da Linnio ACCORRONI per organizzare una conferenza in onore di Gilberto, apprendevo pochi giorni dopo, dallo stesso Linnio, che Gilberto come sempre aveva dato il suo cortese e garbato diniego.
Mauro PELLEGRINI
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La città di Osimo perde uno dei suoi più illustri rappresentanti, Gilberto SEVERINI, scrittore.
È stato un fine narratore della provincia marchigiana, ma anche giornalista.
In tanti abbiamo avuto il piacere di conoscerlo e apprezzare la sua cultura, la sua umiltà e il suo essere schivo ma non scostante.
In passato lo si poteva incontrare durante le sue passeggiate notturne per il centro, che lo conducevano immancabilmente a Piazza Nuova; non disdegnava due chiacchiere sui più vari argomenti riguardanti attualità e cultura.
Grazie Gilberto, per avermi onorata della tua amicizia; non dimenticherò i tuoi consigli.
Fai buon viaggio.
Chiara Augusta MENGARELLI
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Conobbi Gilberto SEVERINI nel 1975, periodo di grande rivoluzione: le prime radio libere, i figli dei fiori, le divisioni ideologiche tra quelli di Lotta Continua e quelli del Movimento Sociale…
I giovani di allora si cibavano di concerti rock e delle prime canne di maria.
Mi accorsi subito che ero davanti ad un gigante di cultura; lui 35enne era in perfetta sintonia con la nostra generazione di neanche 20enni, sapeva ascoltarci.
E noi eravamo illuminati dal suo sapere.
Mi regalò il suo primo libro di poesie “Aranciate amare”.
Amava gli emarginati, gli ultimi. Non nascondeva la sua omosessualità (altro che gay pride, NdR.), era vicino a tutto ciò che era fuori dal perbenismo.
Mi diceva: “In Italia regna l’ipocrisia. Tutti moralisti, tutti puri. E intanto la criminalità ringrazia”.
Era contro l’ipocrisia e la doppia morale.
Come dimenticare i suoi cineforum, con don Aldo COMPAGNUCCI, che ci hanno fatto conoscere i vari Fernando ARRABAL, Luis BUNUEL o Pierpaolo PASOLINI che lui amava”.
Antonio SCARPONI
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Gilberto SEVERINI scrive ad Antonio SCARPONI lo scorso giugno 2024:
“Sebbene non fedelissimo nel riferire la nostra conversazione (ok per la gioventù fragile, ma la maturità non lo è stata); vero che leggo prima di dormire ma non mi addormento leggendo, faccio in tempo a spegnere la luce.
Scherzo anche per allontanare l’emozione di ricevere tanti ricordi e tanti giudizi eccessivamente generosi.
Complimenti ad Antonio per questo straordinario recupero di memoria. Davvero è stato bello, anche se a volte difficile per un esordio alla vita non fortunatissimo, crescere qui. Fra questa gente e tra queste mura.
Non è un caso se sono tornato per invecchiare qui.
A tutti voi rinnovo il mio grazie”.
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