NIENTE DIRIGENTE AUTONOMO ALLA POLIZIA LOCALE: SCADUTI I 100 GIORNI, L’UGL TRASCINA GLORIO DAVANTI A MINISTERO E MAGISTRATURA CONTABILE
Nuova grana a Palazzo Comunale sulla vicenda attorno al caso Buscarini. La Giunta ha ignorato l'atto sindacale di messa in mora e l'obbligo ad adempiere, mantenendo il Comando subordinato agli Affari Generali. Da qui la raffica di denunce agli organi di Stato, competenti per la vigilanza

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di Sandro PANGRAZI
Il tempo della diplomazia sindacale è ufficialmente scaduto a Osimo.
Sono infatti trascorsi oltre 100 giorni da quando il sindacato Ugl ha notificato al Comune una formale "Diffida ad eseguire" contro il mantenimento dell'accorpamento della Polizia Locale al settore amministrativo degli Affari Generali.
Cento giorni di silenzio e mancati adempimenti da parte di Palazzo comunale che hanno spinto il sindacato a far saltare il banco: l'Ugl ha infatti formalmente comunicato di aver denunciato l’intero stato dell'arte al Prefetto Maurizio VALIANTE, al Procuratore della Corte dei Conti per le Marche Alessandra POMPONIO e al Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo ZANGRILLO.
Un vero e proprio terremoto giudiziario e istituzionale che rischia di travolgere la macro-organizzazione, sempre adottata dall'Ente per pigre ragioni interne strutturali.
Ecco, nel dettaglio, i passaggi chiave che riassumono questa pesante escalation.
La svolta giudiziaria: il Comune ignorato finisce sotto la lente dello Stato
La vera notizia bomba è esplosa in queste ore, dopo oltre tre mesi di totale inerzia da parte dei vertici comunali.
La diffida formale dell'Ugl, inviata lo scorso 27 aprile, intimava il ripristino immediato ad adempiere della legalità organizzativa; atto non solo mai eseguito ma neanche degno di ricevere risposta.
Di fronte a questo muro di gomma, il Segretario regionale Ugl, settore Funzioni locali, Vincenzo MARINO, ha deciso di adire le vie superiori.
Il coinvolgimento simultaneo della Prefettura, della magistratura contabile (per verificare eventuali danni erariali) e del Ministero della Funzione Pubblica toglie la partita dal tavolo politico locale per consegnarla direttamente agli organi di controllo dello Stato.
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Il pomo della discordia: l'errore storico di non dedicare un Dirigente autonomo alla PL
Al centro della durissima contestazione c’è la struttura interna dell’Ente osimano. L'Amministrazione GLORIO ha scelto di mantenere lo storico incardinamento e subordinare il Corpo di Polizia locale all'interno del maxi-settore degli "Affari Generali", di fatto sotto la direzione di figure dirigenziali puramente amministrative quali il Segretario Mariarosaria GIORGIO.
C'è da dire che si tratta di una linea organizzativa da sempre adottata dal Comune di Osimo, che storicamente - più per evitarsi discussioni interne, gelosie e ripicche, non ha mai dedicato, per scelta politica di Destra e di Sinistra, un Dirigente autonomo ed esclusivo al settore della Polizia Locale.
Una linea burocratica che l'Ugl, uno sindacato a muo0versi senza gli assurdi timori reverenziali delle altre strutture che dovrebbero tutelare i lavoratori pubblici, bolla senza mezzi termini come illegittima e fortemente lesiva per la specificità del ruolo svolto dagli agenti sul territorio.
L'affondo normativo: «Il Corpo deve rispondere unicamente al Sindaco»
Nel testo della diffida del 27 aprile, ora allegata alle denunce ministeriali, il sindacato mette nero su bianco i paletti invalicabili della legge nazionale.
La Polizia locale, per via delle sue delicate funzioni di polizia giudiziaria, stradale e di pubblica sicurezza, gode - parrebbe di notare ovviamente - di un regime giuridico differenziato rispetto agli altri dipendenti comunali.
Per questo motivo, la legge prevede che il Comando mantenga una configurazione unitaria e autonoma, e che il Comandante (che ad Osimo manca persino da giugno 2024!) risponda direttamente e unicamente al Sindaco pro tempore, senza subire l'interposizione di Dirigenti amministrativi estranei al servizio.
Le sentenze sfoderate dall'Ugl che inguaiano Palazzo comunale
Per blindare le denunce inviate a Roma e alla magistratura contabile regionale, il sindacato ha sfoderato una serie di precedenti giurisprudenziali pesantissimi.
Nel mirino dell'atto ci sono gli orientamenti consolidati della giustizia amministrativa, tra cui la sentenza numero 380 del TAR del Lazio su Latina, la legge della Regione Marche numero 1 del 201414 (specificatamente all'articolo 12) e la sentenza del Consiglio di Stato numero 5908 pronunciata a dicembre 2017.
Tutti pronunciamenti che definiscono chiaramente nulli o illegittimi i provvedimenti dei Comuni che tentano di "spacchettare" o inglobare i Comandi di Polizia locale all'interno di altri uffici burocratici, privandoli - come da sempre ad Osimo - di una guida dirigenziale propria ed autonoma.
Un Comando al collasso: la macro-organizzazione aggrava la crisi di agenti e il caos multe
Questa nuova grana istituzionale si abbatte su un Comando già ridotto allo stremo per l'annosa vicenda BUSCARINI e al centro delle quasi quotidiane cronache cittadine.
Il mantenimento dell'assorbimento negli Affari Generali, oltretutto, viene visto dal sindacato come la causa strutturale di uno "sfascio gestionale" complessivo.
La Polizia locale osimana sta infatti affrontando una crisi senza precedenti: da un lato la carenza cronica di organico (appena 5 agenti operativi sui 34 previsti in un organico ideale ma solo immaginario), dall'altro il caos legato alla precedente doppia diffida sugli autovelox non omologati, con oltre 3.600 multe contestabili.
Una situazione esplosiva che ora, dopo l'esposto dell'Ugl alle massime autorità, rischia di portare il Comune di Osimo dritto - a scelta - verso un commissariamento dei servizi o ad un altrettanto clamoroso ricorso al pronunciamento del Tar.
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