NEL SILENZIO ADDIO A CALICI DI STELLE: SOSTITUITA DAL SURROGATO LE NOTTI DEL VINO
Lo stop alla riuscita manifestazione di San Lorenzo, in realtà, è datato 2025 ma fatto passare sotto silenzio per cercare di non interrompere la tradizione avviata nel 2003. Svelato il bluff: il nuovo marchio costa solo 200 euro contro i circa 3.000 di Calici di Stelle. Ma anche la minore qualità è in linea col prodotto scelto dall'Amministrazione Glorio. Replicato il modus operandi già visto a maggio con "Osimo in Fiore" spacciata per la nuova Festa dei Fiori. Archiviate identità e qualità

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di Sandro PANGRAZI
Giù la maschera dal Palazzo e rispetto per la nostra storia, con la esse minuscola ma pur sempre identità osimana!
Quello che stiamo per rivelarvi non è il solito pasticcio burocratico da azzeccagarbugli, ma un vero e proprio "scippo" all'osimanità perpetrato ai danni della città, dei suoi commercianti e - in questo caso - dei suoi viticoltori.
Per oltre un ventennio, esattamente dal 2003, la notte del 10 agosto a Osimo ha fatto rima con un marchio d’oro, un brand d’élite nazionale capace di proiettare via Saffi e i Giardini di Piazza Nuova nell'olimpo del turismo enogastronomico: "CALICI DI STELLE".
Un idillio nato nel lontano 2003 da un intuito dell'allora prima Amministrazione LATINI, difeso con i densi da ogni Amministrazione successiva e traghettato con successo perfino nella brevissima stagione 2024 a guida Francesco PIRANI.
Poi, il buio.
Con l'insediamento dell'attuale Giunta GLORIO, la Serie A del turismo è stata frettolosamente liquidata per ripiegare su un format secondario, standardizzato e dal nome che suona pure male: "LE NOTTI DEL VINO".
La cosa più grave? Il trucco è iniziato nel totale silenzio già il 10 agosto dell'anno scorso, ad elezione di Michela GLORIO ancora fresca di vernice, e sta per essere cinicamente replicato anche in questo 2026, contando sul fatto che la folla oceanica e i commercianti del centro, spinti dall'abitudine della notte di San Lorenzo, dovrebbero continuare a non accorgersi del repentino ma svalutato cambio d'etichetta.
Ma i manifesti ufficiali e i registri nazionali cantano un'altra musica.
Abbiamo smontato il bluff parola per parola, cifra per cifra, e oggi ve lo serviamo su un piatto d'argento.
IL TRADIMENTO DELLA "STORIA": CANCELLATO IL MARCHIO NATO NEL 2003
Non si cancellano 22 anni di successi con un colpo di spugna burocratico.
Osimo è stata una delle primissime città delle Marche a credere nel circuito ufficiale di Calici di Stelle, costruendo dal 2003 un posizionamento turistico riconoscibile a livello nazionale. Interrompere questa striscia positiva per passare a un brand generico significa gettare al vento decenni di reputazione.
Tanto che la Giunta, forte del fatto che l'anno scorso nessuno si è accorto del travaso (con i soliti copia-incollatori di "regime" che hanno normalizzato la faccenda liquidando il passaggio come una semplice "nuova denominazione") ha deciso di istituzionalizzare la retrocessione anche per il 2026.
LO SCHIAFFO AL TERRITORIO: SNOBBATA LA REGIA DI ANCONA PER ANDARE A SIENA
Mettiamo i puntini sulle "i" della geopolitica del vino.
Il vero ed esclusivo marchio Calici di Stelle risponde alla segreteria del Movimento Turismo del Vino che, per la nostra regione, ha il suo quartier generale a due passi da noi, in Frazione Montacuto ad Ancona. L'Amministrazione GLORIO, per motivi rimasti nel cassetto, ha preferito voltare le spalle alla presidenza regionale e alla filiera corta marchigiana per andare a bussare alle porte di Siena (quartier generale delle Città del Vino) per comprare il "pacchetto pronto" delle Notti del Vino.
Un autogol locale clamoroso consumato sotto il comodo ombrello dell'auto-patrocinio.
Manifestazioni a confronto...
LO SCOOP DEI 200 EURO: RETROCESSI PER IL COSTO DI UNA CENA
Crolla miseramente l'alibi del risparmio o della spending review.
Per la sua fascia demografica alta (sopra i 30.000 abitanti), Osimo pagava a Calici di Stelle la quota massima da "Big", quantificabile in circa 3.000 euro all'anno.
Una cifra ridicola per il bilancio di una città di 35.000 anime.
Sapete invece quanto costa l'adesione al festival delle Notti del Vino di Siena? Appena 200 euro netti.
La Giunta ha svenduto il blasone e l'esclusività turistica di Osimo per il costo di una cena di rappresentanza a base di pesce.
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IL PARADOSSO DEI VENTI GIORNI 2025: LA PREMEDITAZIONE ERA GIÀ NEI CASSETTI
Le date non mentono. Michela GLORIO vinse le elezioni a fine maggio 2025.
Tra i tempi tecnici dello scrutinio, la proclamazione ufficiale e il primo Consiglio comunale effettivo, i giorni di reale operatività della nuova Giunta, prima della presentazione del cartellone estivo (avvenuta il 23 giugno 2025) si contano sulle dita di una sola mano.
È materialmente impossibile disdire un marchio storico, avviare un contenzioso, negoziare con Siena e stampare le brochure in una decina di giorni.
La conclusione è matematica: l'accordo al ribasso era già stato confezionato a tavolino dalla tecnocrazia degli uffici o della partecipata Asso ben prima del voto.
La Giunta ha solo firmato a scatola chiusa una decisione ereditata.
La locandina dello scorso 10 agosto parla chiaro: addio ai Calici...
IL BUSINESS DEL "TUTTO IN HOUSE": DOVE FINISCONO I SOLDI DI PIAZZA NUOVA?
Se l'affiliazione a Siena costa la miseria di 200 euro e se il format impone meno vincoli e controlli di qualità esterni rispetto al passato, a chi conviene davvero questa operazione?
La risposta è stampata in calce al manifesto ufficiale: l'evento è interamente gestito in house dal Comune e dalla sua partecipata Asso. Con il vecchio marchio bisognava, invece, tutelare i produttori e rispettare più rigidi disciplinari; oggi invece la politica ha le mani libere.
Gestiscono la logistica, i gazebo e, soprattutto, l'enorme cassa dei ticket dei calici venduti ai cittadini.
Sarebbe interessante conoscere, euro su euro, quanto incassa l'azienda speciale partecipata e quanto rimane in mano ai viticoltori del territorio.
REPLICA-BLUFF DI CULTURA E TURISMO: DALLE NOTTI DEL VINO A OSIMO IN FIORE
La verità è che a Palazzo Comunale il cambio di etichetta del 10 agosto fa scopa con una strategia ormai fin troppo evidente anche ai meno attenti.
Gli osimani però hanno la memoria lunga e il trucchetto lo hanno già visto all'opera a maggio, quando la Giunta ha provato a rifilare a cittadini e turisti "Osimo in Fiore", un pallido surrogato e una copia sbiadita dell'antica e gloriosa Festa dei Fiori che, per decenni, nel medio passato, ha colorato il centro storico.
Il modus operandi di questa Amministrazione parrebbe ormai scoperto: si prendono i marchi d'oro della nostra tradizione e si lasciano morire per incapacità o per bizzarri calcoli di bilancio; poi si ripiega su manifestazioni fatte in casa, copia e incolla, da spacciare a colpi di comunicati trionfalistici da affidare ai social e alla solita stampa che non vede, non sente e non parla.
Non è offrendo agli osimani e ai turisti della Riviera del Conero copie sbiadite di Serie B o eventi al ribasso che si mantiene viva la tradizione, l'attrattiva e la qualità che la città meriterebbe nonostante tutto.
ANCHE OGGI NON RINGRAZIAMO NESSUNO!
L'inganno perfetto è sempre quello che non fa rumore; la Giunta GLORIO sta campando di rendita sulla memoria storica degli osimani che, distratti, salgono a Piazza Nuova per abitudine e per vedere le stelle "cadere" nella notte di San Lorenzo.
Così come a maggio passeggiavano in centro sperando di ritrovare lo splendore dei fiori di un tempo.
Ma la cappa di silenzio che avvolgeva questo declino è stata definitivamente squarciata.
Le carte sono sul tavolo, i numeri appaiono scolpiti e le somiglianze tra i bluff di maggio e quelli di agosto sono sotto gli occhi di tutti.
Per fortuna, però, resta ancora qualcuno a difendere la perduta Serie A che spetta a questa città.
E come sempre, anche oggi, statene certi, non ringraziamo nessuno.
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