NEI GUAI IL PIERRE DELLA COCAINA PORTA A PORTA
PORTO RECANATI, ai domiciliari Cristian Marian Stancu, 45enne operaio rumeno ed ex addetto alla sicurezza nei club del Conero, tradito dalla sfrontatezza di vendere dosi in pieno giorno davanti casa: i Carabinieri blindano il laboratorio della droga e sequestrano machete e contanti. Implicata anche la moglie.
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Gli bastava fare un passo fuori dal portone di casa per trasformare la strada nel suo bancone personale.
Senza nascondersi troppo, in pieno giorno e alla luce del sole, Cristian Marian STANCU offriva cocaina ai clienti di passaggio come se fosse la cosa più normale del mondo.
Una sfrontatezza totale, costata però carissimo al 45 operaio rumeno, volto abbastanza noto nella zona per i suoi trascorsi da buttafuori nei principali locali della movida sotto le stelle o all'ombra del Riviera del Cònero.
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- La sfrontata modalità di spaccio
Proprio quell'abitudine di lavorare a stretto contatto con il pubblico, a cielo aperto, davanti la propria abitazione nella zona centrale di Porto Recanati (nei pressi dell'ex passaggio a livello, oggi sottopasso pedonale principale per l'accesso nella cittadina), è stata la particolarità fatale per la sua individuazione.
I movimenti dell'uomo, che gestiva il proprio giro di droga senza curarsi minimamente del passaggio dei residenti, hanno finito per attirare l'attenzione degli investigatori.
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2. Giovedì pomeriggio il blitz dei Carabinieri
Giovedì pomeriggio è così scattata la trappola dei militari della Stazione di Numana, supportati operativamente dal Norm della Compagnia di Osimo.
I Carabinieri, individuata la preda, si sono appostati e sono intervenuti nel momento esatto in cui il 45enne stava cedendo le ennesime due dosi di cocaina (circa 2.5 grammi) a un acquirente di passaggio, bloccando lo scambio sul nascere.
Il malcapitato cliente è stato prontamente identificato, redarguito e quindi segnalato alla Prefettura come assuntore per le penalità del caso.
3. Il laboratorio e l'arsenale
Se fuori la vendita avveniva alla luce del sole, dentro l'appartamento l'uomo aveva allestito una vera e propria base logistica.
La successiva perquisizione domiciliare ha spinto i Carabinieri dentro un laboratorio ben organizzato dello spaccio: sul tavolo da lavoro c'erano ben 138 grammi di cocaina e tutto il kit necessario per il taglio della sostanza: dai bilancini di precisione al cellophane per sigillare le dosi.
Oltre alla droga, i militari hanno sequestrato anche 1.580 euro in contanti e un inquietante arsenale di armi bianche: due machete (lunghezza 62 e 76 centimetri), uno sfollagente in gomma, un bastone telescopico in acciaio e quindi pure un tirapugni in metallo, non si è ben compreso per farne cosa.
4. Il coinvolgimento della moglie
Nel corso dell'operazione è rimasta invischiata nella tela tesa dai Carabinieri, anche la moglie del 45enne, trovata all'interno delle mura domestiche.
La donna non essendo stata colta con il marito nel "porta a porta" di spaccio, non è stata arrestata, ma solo denunciata a piede libero all'Autorità Giudiziaria: per lei l'accusa è quella di aver coperto e favorito attivamente la redditizia e spavalda attività di spaccio del marito.
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5. I provvedimenti e il Tribunale di Macerata
Subito dopo il fermo in strada, STANCU è stato trasferito in caserma per le operazioni di rito e il fotosegnalamento.
Successivamente il rumeno è stato riaccompagnato nella propria abitazione, ma stavolta in regime di arresti domiciliari.
L'uomo, difeso dal proprio legale, rimarrà piantonato in casa in attesa dell'udienza di convalida dell'arresto che si terrà presso il Tribunale di Macerata.
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