MELINA DELLE SORELLE MELONI, SU CASO PUTZU FDI ANCORA NON DECIDE COCAINA A PARTE, SUL CONSIGLIERE PENDONO DUE VERDETTI GIUDIZIARI

Il presente (e futuro) dell’elpidiense legato alla concessione o meno della riabilitazione da parte del Tribunale di Sorveglianza per il dopo condanna 2018 per falso ideologico. Il passato, non meno importante, legato invece alla trascorsa candidabilità 2020 del personaggio (operato di Putzu sotto inchiesta in Regione e destinato ad una seduta straordinaria dell’Assemblea). Su tutti però pende la decisione politica di Roma sull’opportunità, ancorchè tardiva, di scaricare l’antico compagno di strada
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In attesa che le sorelle Arianna e Giorgia MELONI battano un colpo, ogni giorno di più, tardivo sui molteplici “casi PUTZU”… e magari auspicando che, in assenza di mosse dal 39 di via della Scrofa, possa essere il Governatore Francesco ACQUAROLI a prendere l’iniziativa e salvare in extremis l’onorabilità del partito e dei suoi vertici, il cittadino – sia quello simpatizzante di Centro-Destra, sia quello di Centro-Sinistra, siano i 4.000 e passi elettori di Andrea PUTZU – è costretto ad attendere e pendere dalle doppie decisioni di Raffaele AGOSTINI (Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Ancona) e di Dino LATINI di indire una ultima seduta straordinaria del Consiglio regionale.
Da quanto è filtrato dall’udienza di istruttoria richiesta Massimiliano TARULLI, avvocato dell’allora candidato PUTZU nell’istanza di riabilitazione dalla condanna per falso ideologico divenuta definitiva nel luglio 2018, il giudice si è riservato una settimana di tempo per sciogliere ogni riserva ed emettere sentenza.
Sentenza che, nel caso improbabile risultasse favorevole al richiedente, potrebbe in teoria salvare la campagna elettorale da tempo avviata da PUTZU in vista del voto del 28 e 29 settembre prossimi; ammesso e non concesso che al verdetto del dottor AGOSTINI (all’ultimo giudizio anconetano prima di tornare nella natia Ascoli Piceno in qualità di Presidente di Tribunale) il richiedente giunga con ancora Fratelli di Italia saldamente compatto, a difesa di PUTZU.

Molto difficile che possa essere così; non foss’altro per le ripetute vicende legate al consumo personale di cocaina, documentate dalla collega Sandra AMURRI oltre 48 ore fa e al momento mai smentite.
Alla luce della chiara e storica posizione assunta dalla Destra italiana sul fenomeno della droga (da sempre giustamente contraria ad ogni forma di consumo e utilizzo), il futuro in politica dell’ancor giovane politico di Porto Sant’Elpidio pare davvero legato a nulla… nonostante l’ottimismo di facciata e l’ostentazione di sicurezza che l’interessato continua a dare di se e del proprio mondo anche in queste drammatiche ore.

Sul piano ugualmente vitale per la carriera politica del Consigliere, rappresentata dall’inchiesta interna al Consiglio regionale (da martedì chiamato ufficialmente a verificare le carte dopo il via libera del Presidente LATINI), si attende invece di conoscere le risultanze del lavoro affidato agli uffici regionali dal Segretario Antonio RUSSI.
Dall’esito dell’esame, seppur tardivo di cinque lunghi anni, l’Assemblea regionale, verrà chiamata a riunirsi un’ultima volta e in via eccezionale; da decidere se far scattare sul capo si Andrea PUTZU – o meno – una seconda ghigliottina, a valere sull’operato quinquennale – ottobre 2020 e fino ai giorni nostri – sia dell’Assemblea che del Consigliere oggi doppiamente sotto inchiesta
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