GRAVE REVISIONISMO DELLA GLORIO, LA JUGOSLAVIA DIVENTA SLOVENIA! IL SINDACO DI SINISTRA RIDISEGNA LA STORIA E INVENTA IL TRATTATO

A 50 anni dai fatti, pelosa operazione politica a danno della verità: il documento sottoscritto a villa Leopardi Dittajuti fatto passare come un accordo atteso e voluto tra Italia e Slovenia, cancellando in nome della cooperazione attuale, la Jugoslavia rossa Titina! Tra le celebrazioni messe in campo, anche la “non visita” all’unico “monumento” che ricorda il dramma di chi dovette pagare il conto al Trattato infame
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di Sandro PANGRAZI

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Trattato di Osimo, 50 anni dopo mancava soltanto il vergognoso calcolo politico, attraverso una azione di peloso revisionismo storico, del Sindaco Michela GLORIO.
Ieri, nel 50° anniversario della firma dell’ignobile Trattato di pace, il Sindaco è arrivato ad affermare falsamente, per ben due volte, che il documento fu sottoscritto – il 10 novembre 1975 a villa Leopardi Dittajuti – “dall’Italia con la “Slovenia”!
https://www.facebook.com/michela.glorio
(Grande faccia tosta del Sindaco nel mistificare a fini politici persino la Storia italiana!)
Alla prima affermazione di “Slovenia” quale Paese firmatario, il navigatore disattento della Rete, è istintivamente portato a pensare: “Ma guarda questa che, pur essendo Sindaco della città del tradimento italiano ai triestini, neanche si è soffermata a studiare un pezzo di Storia che pure tocca e riguarda Osimo da molto vicino, seppur indirettamente”.
Ma pochi secondi dopo, quando GLORIO reitera la inesistente Slovenia, aggiungendoci pure la Croazia, quali attori della firma in luogo della Jugoslavia di Tito… allora si comprende bene come la GLORIO non sia un Sindaco di Sinistra che non ha studiato… ma piuttosto un Sindaco di Sinistra sin troppo allineato con le posizioni slave e dintorni!
https://www.triesteprima.it/cronaca/fiaccolata-gruppi-nazionalisti-50-anni-trattato-osimo-video.html
(la manifestazione di Trieste in ricordo dell’ignobile firma sottoscritta mezzo secolo fa con la Jugoslavia)
50 passi indietro fino al novembre 1975: in un’ottica di “ragion di Stato” e di distensione nell’Europa della Guerra Fredda, l’allora Pci vide favorevolmente la normalizzazione dei confini orientali e lo sviluppo della cooperazione economica con la Jugoslavia.
I comunisti, pur essendo all’opposizione a livello nazionale rispetto ai governi a guida Democristiana, si allinearono sulla necessità di ratificare il Trattato.
La loro posizione fu quella di sostenere la stabilizzazione dei rapporti con la Jugoslavia comunista di Tito e di riconoscere la realtà geopolitica, di fatto esistente sin dal Memorandum di Londra del 1954.
Il Movimento sociale, non a caso, fu l’unico partito con rappresentanza parlamentare, a opporsi fermamente al Trattato, considerato una “svendita” vera e propria del territorio nazionale, oltre che un tradimento degli esuli istriani, fiumani e dalmati.

In soldoni il Trattato ha sancito in maniera definitiva e a livello internazionale (con la benedizione degli Stati Uniti che vedevano la Jugoslavia del dissidente Tito quale baluardo all’avanzata russa) il confine italo-jugoslavo… e non italo-sloveno come trasformatosi successivamente con la dissoluzione della Jugoslavia inventata da Tito.
In buona sostanza, con il beneplacito di tutti, Europei ed Americani, Democristiani e Comunisti (Destra italiana esclusa) si stabiliva la colpevole rinuncia alla sovranità italiana sulla “zona B”, ovvero del mai costituito “Territorio libero di Trieste”, inglobato con la Jugoslavia… e non – cara GLORIO – alla regionale Slovenia!

Ma ascoltiamo nel dettaglio le parole del Sindaco e… sobbalzate!
“Oggi ricorre una data importante, quella del Trattato di Osimo. Siamo infatti al 50° anniversario dalla firma del Trattato. Una firma che finalmente mette pace ad una situazione tanto controversa della nostra Storia moderna.
Infatti proprio 50 anni fa, qui ad Osimo, presso Villa Leopardi Dittajuti, le massime autorità slovene, insieme a quelle italiane, hanno siglato questo accordo sulla definizione dei confini.
Un accordo importante, che è stato anche, poi, simbolo di cooperazione e anche apertura dei territori verso tutta quella parte della Slovenia e della Croazia, parti che poi si sono unite anche entrando in Europa.

In tale occasione, abbiamo piacere come Amministrazione comunale, di ricordare questo importante momento storico con una Conferenza, che faremo a teatro; e poi anche con un percorso (una passeggiata culturale) che faremo proprio nella villa Leopardi Dittajuti”.
Detto che se il livello culturale e lo spessore politico dei relatori a teatro dovesse essere in linea (come lo saranno) col pensiero in tema distorto della GLORIO… temiamo per la verità storica che potrà uscire dalla Conferenza, non ci resta che chiudere il cerchio e dimostrare la inattendibilità dell’operazione messa in campo dalla Sinistra osimana per tramite dell’Amministrazione comunale.

Osimo conserva, seppur sempre evitato dai Sindaci PUGNALONI e GLORIO, l’unico “monumento” in Italia che ricorda gli esuli giuliani, istriani, dalmati che, con i triestini, pagarono il conto; chi (circa 4.000) attraverso le Foibe e altri – i 300.000 più fortunati – costretti a scappare in Italia per scampare al nuovo “Paradiso comunista!”
Eppure qui, ai Tre Archi, nessuna passeggiata culturale è prevista neanche in tale occasione.
Tra gli infoibati e/o costretti in esilio anche diversi comunisti italiani, sloveni e croati, cioè futuri oppositori del nascente regime Titino, che vennero fisicamente eliminati per ragioni squisitamente politiche e non in quanto presunti fascisti sterminabili a piacimento.
Una storia, questa, che difficilmente ascolterete a teatro. Vergogna!

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