GLI ULTRAS SPINGONO L'AMMINISTRAZIONE GLORIO NEL PALLONE: CAMPANELLI OBBLIGATO A RESTARE PRESIDENTE MA SENZA PORTAFOGLIO (E STIPENDIO)
Cassa a Osimani (ma no ai soldi di Dea), Marabini (Paima) mette la quota iniziale, mentre il duo Sposito-Studen stende la mano a caccia di sponsor. Area tecnica a Polenta (Ds) per una stagione da lacrime e sangue. Bellucci prova a salvare le macerie del vivaio in fuga mentre Pugnaloni e Astea ci fanno un pensierino. E giovedì l'atto finale con il Sindaco già pronto con l'ennesimo video di propaganda

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di Sandro PANGRAZI
La pazienza della Osimo sportiva è esaurita. Forse.
Gli ultras giallorossi, da mesi in silenzio, sarebbero pronti a rompere gli indugi e a far sentire la propria voce di protesta direttamente sotto le finestre di Palazzo Comunale. Forse già domani.
La tifoseria organizzata è profondamente insoddisfatta dell'“esito zero” arrivato a fronte di tantissime parole, promesse sbandierate e al clamoroso bluff della "cordata GALATI", un gruppo che come risaputo in tutta Italia calcistica – purtroppo tranne nei corridoi di via Olimpia e a Palazzo comunale – ha tante buone idee ma nessun mezzo economico all'altezza; della serie "mi piacerebbe fare calcio ma non posso".
Una rabbia, quella della piazza, che parte da lontano: fin dallo scorso maggio, infatti, i tifosi avevano caldamente invitato il patron Antonio CAMPANELLI ad andarsene e a cedere il passo.
Ma a chi? E come?
Purtroppo, la richiesta si è scontrata fin da subito con il muro della realtà e con l’impossibilità materiale, per chiunque, di accollarsi deficit pregressi oltremodo onerosi.
Con il club rimasto, ad oggi, l’unico tecnicamente fermo al palo di partenza, mentre la stagione calcistica è già partita ovunque, l’Amministrazione comunale è andata dritta "nel pallone" al solo annuncio della pubblica protesta. Forse.
Con i riflettori puntati principalmente sul Sindaco Michela GLORIO e sull'Assessore allo Sport, anzi alla Pallavolo, Paola ANDREONI, considerati i responsabili del fallimento diplomatico della politica, il Palazzo sta correndo ai ripari in vista di giovedì, giorno scelto per fornire una risposta ufficiale attraverso un'architettura societaria disperata dell'ultimo minuto.
Ecco, nel dettaglio delle cifre e dei nomi, il piano d'emergenza studiato dalla Giunta per tentare di sopravvivere alla contestazione:
Campanelli Presidente "obbligato" a restare ma senza portafoglio e senza stipendio
Per superare lo scoglio insormontabile di quei debiti fiscali milionari del vecchio conio (che hanno fatto scappare ogni possibile acquirente, da maggio a oggi, anche quelli fantasma) la strategia del Palazzo prevede un vero e proprio marchingegno di diplomazia disperata: blindare Antonio CAMPANELLI alle proprie pesanti responsabilità legali e patrimoniali passate, presenti e future.
Il patron uscente verrà riconfermato come obbligato Presidente dell'Osimana, ma sarà un sovrano dimezzato: rigorosamente "senza portafoglio" e senza stipendio, utile solo come paravento legale per onorare le pendenze pregresse, liberando il campo da gioco per l'operazione di salvataggio.
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Cassa e tesoreria nelle mani di Antonio Osimani
Con CAMPANELLI in sella formalmente a livello di firma ma privato di ogni reale potere autonomo, le chiavi della cassa passano direttamente nelle mani di Antonio OSIMANI e dintorni.
Sarà lui il tesoriere di fatto di questo nuovo corso d'emergenza, chiamato a gestire il portafoglio quasi vuoto della neonata mini-cordata locale.
A OSIMANI spetterà l'ingrato compito di amministrare gli spiccioli rimasti per garantire la gestione ordinaria e traghettare il club nel massimo torneo regionale.
Il no di Dea e i "dieci forse" di Astea
Sul fronte delle risorse e dei canali istituzionali, la strada è strettissima.
Chi certamente non ci sarà sulle magliette giallorosse è Dea (Distribuzione Elettrica Adriatica), società concessionaria dei servizi energetici, amministrata proprio da OSIMANI, il quale ha fatto intendere a chiare lettere il no a qualsiasi coinvolgimento o commistione di fondi della partecipata nell'affare Osimana.
Di contro, viene data per probabile, o diciamo così possibile, la mano di Astea; un'ipotesi caldeggiata dalla regia politica di Simone PUGNALONI ma ancora tutta da studiare sia nei modi regolamentari che nell'effettivo livello di coinvolgimento pratico in soldoni, ad oggi avvolto in almeno una decina o più di "vedremo" e "forse".

Italo Marabini ci mette i soldi per partire
L'unico vero ossigeno finanziario privato, alla fine, arriverà dall'apporto del mini-industriale Italo MARABINI (settore Paima).
Sarà lui a farsi carico di cacciare la quota iniziale necessaria a far muovere i primi passi alla macchina giallorossa.
Una mossa coraggiosa da parte di un "mini" nei confronti dei "maxi" industriali di Osimo che, anche stavolta, hanno preferito girare a largo e restare comodamente alla finestra a guardare lo sfascio.
Stringi stringi, sul tavolo, per poter assicurare almeno la partenza, ci saranno le forze di MARABINI e pochissimi altri, o forse proprio nessun altro, lasciando l'imprenditore della Paima da solo a reggere il cerino.
Il duo Sposito-Studen alla caccia di contratti pubblicitari
A livello contabile e commerciale farà la sua comparsa sul palcoscenico societario il duo formato da Laura SPOSITO e Zeliko STUDEN, moglie e marito di vecchia data.
Per l'ex attaccante serbo, arrivato sotto le Cinque torri sul finire degli anni '80 e accasatosi definitivamente in città dopo il termine della parentesi calcistica, il compito sarà delicatissimo: battere il territorio a caccia di contratti pubblicitari vecchi e nuovi per fondare un minimo di attività economica onorevole che restituisca dignità al club, provando ad andare oltre il semplice e mortificante gesto di stendere la mano ai passanti.
Adriano Polenta, un Ds d'emergenza per una stagione da lacrime sicure e un po' di sangue
La gestione dell'area tecnica viene affidata ad Adriano POLENTA, a cui spetterà un ruolo che somiglia molto a un'imitazione di Direttore Sportivo d'emergenza.
POLENTA si ritrova davanti a una vera e propria missione impossibile, con il mercato degli altri club ormai chiuso e i ritiri già avviati: dovrà compiere il miracolo di metterne insieme almeno undici disponibili a vestirsi di Giallorosso, purchè praticamente gratis o a zero euro.
Una toppa tecnica, se sarà possibile rimediare qualcuno animato solo dalla passione, per provare a navigare a vista in quella che si preannuncia come una stagione di pura sofferenza, fatta di lacrime e sangue dal primo all'ultimo minuto di gioco.
Francesco Bellucci per salvare dalle macerie un Settore Giovanile animato dal grido "si salvi chi può"
Il prezzo più caro di questo lunghissimo immobilismo tecnico e societario lo paga l'unico vero serbatoio della società: il settore giovanile.
Nelle ultime settimane si sono registrate le prime, dolorose defezioni, con alcune decine di ragazzi che hanno già scelto di abbandonare la maglia GialloRossa per approdare verso società limitrofe dai colori improbabili ma decisamente più strutturate della svuotata Osimana.
Quel poco o molto che resta del vivaio verrà confermato a Francesco BELLUCCI, chiamato a bloccare l'emorragia (anche dei tecnici in fuga) e a tentare di salvare il futuro del club.
L'ennesimo video di propaganda del Sindaco GLORIO
Un'architettura bizzarra e precaria quella sin qui documentata che, se giovedì dovesse superare l'urto della conferenza stampa e della piazza, verrà prontamente benedetta dal Sindaco Michela GLORIO come un "grosso successo".
Il Primo cittadino, dopo essersi esposto pubblicamente lo scorso 8 luglio, rimediando solo brutte figure tra i bluff di GALATI e i "no grazie" dei veri grandi industriali osimani, è già pronto a lanciare l'ennesimo messaggio propagandistico sui social.
Una clip tutta sorrisi per rivendicare un "salvataggio" politico, utile a nascondere sotto il tappeto i limiti di un'Amministrazione totalmente nel pallone, che ha gestito questa crisi sportiva in stile "Longobarda", senza un minimo di cognizione della complessità della questione.
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