GIOVEDI’ LE ROMPE IL NASO, LUNEDI’ LA MINACCIA DI MORTE: LIBERO! MAGISTRATURA A RIFLESSI LENTI, POI IL FEMMINICIDIO A LA SPEZIA…

Solo dopo l’ennesimo omicidio avvenuto in mattinata in Liguria, l’osiman-tunisino Nabil Ghidhaoui, operaio 48enne, è stato almeno ammonito dal ripetersi. Accecato dalla rivalsa contro la moglie (casalinga e connazionale), nonché madre di quattro figli, il nord africano potrebbe ricevere in giornata, in virtù del codice Rosso, la misura cautelare del braccialetto elettronico. Già due anni fa l’uomo venne arrestato, per una analoga lite familiare presso l’abitazione popolare di via Sanzio, dopo aver spedito un Carabiniere in ospedale, fino a costringere i militari all’utilizzo del taser
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di Sandro PANGRAZI
In ordine di tempo l’ultimo femminicidio è di poche ore fa, consumato a La Spezia da un marito che aveva ricevuto dal giudice regolare divieto di avvicinamento e in sovrappiù pure una cavigliera, poco elettronica e molto fuori uso.
Risultato: lo Stato si scusa sentitamente; tre coltellate al fianco se l’è invece beccate Tiziana VINCI, 54 anni; e con lei, idealmente, anche i sei figli della donna che da oggi hanno la mamma al cimitero e il padre in galera.

302 chilometri a sud-est, in via Raffaello Sanzio, Osimo ha rischiato per due volte, in meno di quattro giorni, tra giovedì e lunedì sera, di rinverdire il sacrificio di Ilaria MAIORANO (ucciso a botte dalla furia del marito tunisino Tarik El Ghaddassi) aggiungendo all’elenco un’ennesima panchina rossa, evitata quasi per casualità e il gran correre dei Carabinieri.
Fosse per i magistrati di turno (che per entrambi gli episodi, complice il clima Ferragostano, hanno sorvolato sull’ipotesi di lavorare nel valorizzare l’ipotesi di sottoscrivere l’arresto) un altro tunisin-osimano – il 48enne Nabil GHIDHAOUI – oltre che in libera circolazione, potrebbe aver agio per ideare e mettere in pratica un terzo assalto, ai danni della moglie connazionale, nonché madre di quattro figli.
E dire che gli episodi di giovedì e lunedì sera, oltre che ravvicinati e pesanti, non sono gli unici a pesare sulla coscienza e sul fascicolo pendente in Procura ai danni dell’uomo.
Già due anni fa, esattamente alla vigilia di Ferragosto 2023, come oggi, GHIDHAOUI venne arrestato dai Carabinieri dopo averne stesso uno e costretto i militari ad immobilizzarlo utilizzando il taser.
Ieri come oggi un uomo inferocito, annebbiato dall’alcol, ad inveire e menar le mani contro la moglie. Allora scattò l’arresto del tunisino ma solo per violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale; tanto che l’uomo, operaio specializzato, a San Biagio, dipendente di un’azienda di perforazioni, se la cavò con la convalida dell’arresto e l’immediato ritorno a casa, dalla moglie maltrattata.
Veniamo così ai giorni nostri, esattamente giovedì, con la donna costretta al ricovero al pronto soccorso di Torrette in seguito alle botte ricevute dal marito!
Risultato? Naso rotto ma prognosi inferiore ai 20 oggi e impossibilità dei Carabinieri a procedere di ufficio.

Stavolta però, al fumantino nordafricano, i Carabinieri gliela dovrebbero aver cantata chiara diffidandolo, a parole, a non farsi rivedere a casa, almeno per un po’… tanto da restare a dormire sul lavoro, nell’ultimo week-end, all’interno del capannone aziendale.
Tutto risolto? Niente affatto. Lunedì sera terzo episodio della saga familiare, secondo consecutivo.
GHIDHAOUI, contattata la moglie in Rete, commette l’errore di promettere di chiudere il collegamento per tornare al portone di via Sanzio (traversa di via Conte Orsi) per farsi riprendere in casa.
Detto e fatto. La donna fa giusto in tempo a chiudere il collegamento, mettere il chiavistello alla porta, rinforzare l’uscio con sedie e mobili e soprattutto avvisare di nuovo i Carabinieri del nuovo lavoro in arrivo.
Quando un paio di pattuglie del Norm giungono effettivamente sul posto, colgono il tunisino di nuovo eccitato dall’alcol, intrattabile e soprattutto determinato a finire di sfondare la porta di casa.
Si direbbe che, considerati i precedenti, recenti e lontani, il nuovo giudice di turno potesse, in via precauzionale, chiudere la faccenda, accogliendo quanto meno istanza per un fermo preventivo.

Niente di tutto questo. Ferragosto è ancora più vicino… la soluzione più opportuna da cogliere? Un aggiornamento della pratica aperta giovedì e tanti saluti a chi bussa in cerca di sicurezza e giustizia.
I Carabinieri, per fortuna, aleno loro non si perdono di animo; redarguiscono per l’ennesima volta l’operaio, sorvegliano discretamente i pareggi di via Sanzio e per fortuna le giornate di martedì e mercoledì, con simili provvedimenti di fortuna, passano senza altri allarmi.
Poi, in serata, anche la Giustizia pare finalmente determinarsi a battere un colpo, probabilmente, temiamo, in corrispondenza del propagarsi della notizia di La Spezia e del triplice accoltellamento mortale.

Di fatto a muoversi è il Questore di Ancona che, in serata, finalmente, notifica a Nabil GHIDHAOUI la misura dell’ammonimento, propedeutica se non rispettata, a far scattare la misura dell’arresto.
Inoltre parrebbero maturi i tempi anche per una valutazione critica, in via giudiziaria, di quanto accaduto ripetutamente in via Sanzio.
Insomma se Dio (e qualche giudice) vorrà, in giornata – oggi giovedì – per il tunisino potrebbe scattare la prima misura coercitiva prevista dal codice Rosso, ovvero l’utilizzo del braccialetto elettronico da applicarsi al polso del 48enne magrebino.
Sperando che stavolta funzioni!
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