DEBACLE LEGHISTA IN ARRIVO, LA LATINI SCARICA IL BARILE SU CARLONI LA SEGRETARIA MINI BARBIE INDICA IL COLLEGA COLPEVOLE ELETTORALE

Il blitz di Vannacci nelle Marche provoca i primi effetti. Il Carroccio prende atto di rischiare grosso e dopo aver perso per strada sei Consiglieri regionali su otto, prova a rinserrare le fila giocando di anticipo e promettendo ai rimasti una caccia alle future responsabilità
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di Sandro PANGRAZI
Un pò per uno non fa male a nessuno.
Dicono che i problemi, gli insuccessi… qualcuno giura perfino le debacle elettorali in arrivo, si possono sopportare meglio se ad affrontare i disastri del giorno dopo non si è da soli… al comando ma anche a pagare il conto. In questo caso squisitamente politico.
L’antica saggezza popolare, visti i tempi, è stata in queste ore rispolverata al volo dall’On. Giorgia LATINI, da due anni segretaria regionale di una Lega marchigiana in discesa nel gradimento e a dir poco in ambasce in vista del 21 settembre.

Passare dal 22.38% del 2020 (maggior azionista del Centro-Destra a guida ACQUAROLI) a quello che sarà tra due mesi, non deve essere obiettivamente semplice da digerire e accettare.
E per fortuna della Lega e della LATINI che il Generale VANNACCI, al momento, pare essersi votato alla causa leghista tamponando gratis l’emorragia in atto, senza chiedere a SALVINI di fare uno, due o più passi indietro. O dar vita al proprio partito.
In attesa di che potrebbe o dovrebbe accadere a livello nazionale, accontentiamoci delle news di casa nostra che, appunto, narrano della curiosa volontà della 45enne mini Barbie fabrianese di abdicare dal proprio ruolo di guida politica, per dividere l’insuccesso in arrivo con il collega fanese Mirco CARLONI.

Da oggi sul parlamentare fanese incombe infatti una responsabilità in più (e quale incombenza) essendo stato nominato dalla stessa LATINI “responsabile della campagna elettorale per le Regionali nelle Marche”.
Come a dire, neanche troppo velatamente, “attenzione caro Mirco, prepara la tua quota, a pagare non sarò sola”.
Pare che CARLONI, messo alle strette e senza una via di uscita onorevole, abbia fatto buon viso a cattivo gioco accettando l’incarico e la responsabilità di un voto che, senza Vannacci, sarebbe stato a dir poco tragico ma che anche con l’apporto del Generale è stimato nella ristretta forchetta del 5-7% a seconda delle circoscrizioni.
CARLONI, giudicato come “uomo forte” (ma di un partito che non lo sarà più a breve) non potrà fare il miracolo di recuperare alla Lega nessuno dei 6 consiglieri regionali su 8 che in poco tempo, sotto la direzione fallimentare della LATINI, hanno già traslocato verso Forza Italia.
Pur tuttavia, almeno a parole, CARLONI dovrà provare a rinserrare le fila di un partito che dopo aver perso gran dei pezzi per strada, pare ora attendere solo il momento della svolta che VANNACCI vorrà imprimere al movimento, subito dopo lo schiaffo elettorale atteso tra settembre e ottobre, a macchia di leopardo, in più zone d’Italia.
Nelle Marche ma anche, a maggior ragione, nelle altre cinque regioni al voto, con la sola esclusione del Veneto.

L’invito, anzi l’imperativo, è quello di non demandare ad altri e muovere il fondo schiena per impegnarsi, lavorare, magari inventare una formula magica ma comunque operare il miracolo: far passare in Regione non meno di tre consiglieri leghisti… eletti, a Pesaro, Macerata e forse Ascoli Piceno.
Diversamente sarà cattiva sorte.
Per Giorgia. Ma anche (anzi prima ancora) per Mirco.
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