BUSCARINI, IL "COMANDANTE" CHE NESSUN SINDACO VUOLE... MA CHE LA BUROCRAZIA CONTINUA A SUPER PAGARE
In Comune è ufficialmente scoppiato il caso del rinnovo errato, causa "copia e incolla", per il facente funzioni: l'atto del Segretario Giorgio, nato già scaduto a causa di un refuso. Ciò nonostante il 27 luglio, con"San Paganino", per Buscarini è scattato comunque il bonus extra stipendio da 1.319,17 euro Praticamente certo l'esposto alla Corte dei Conti

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di Sandro PANGRAZI
Vicenda BUSCARINI, a Palazzo Comunale la burocrazia ha da tempo superato la politica, dando vita a un pasticcio che stavolta, però, rischia di costare caro alle tasche dei cittadini e che finirà inevitabilmente sul tavolo della magistratura contabile.
Un esposto alla Procura della Corte dei Conti delle Marche, incentrato sullo stipendio del facente funzioni, è infatti ormai praticamente certo.
Al centro della vicenda c'è la gestione della Polizia Locale e la busta paga dell'ufficiale Daniele BUSCARINI, attuale "facente funzioni" alla guida dei Vigili osimani.
L'uomo, quando è presente in ufficio, continua a occupare la poltrona più alta senza che nessun Sindaco, da PIRANI a GLORIO, abbia mai firmato un decreto ufficiale per confermarlo; in compenso ben coperto solo da una ragnatela di atti degli uffici, peraltro ora andati persino in clamoroso cortocircuito con l'ultimo rinnovo semestrale nato già morto!
30 giugno: l’atto nato già scaduto
Tutto comincia con un clamoroso errore di "copia e incolla" dentro la determina numero 1000287, firmata lo scorso 30 giugno dall'attuale Segretario generale Maria Rosaria GIORGIO.
L'obiettivo era rinnovare l'incarico a BUSCARINI sino al prossimo 31 dicembre e dargli il relativo aumento di stipendio per il secondo semestre dell'anno (luglio-dicembre), pari ad un bonus extra stipendio di 1.319,17 euro lordi al mese.
Chi ha scritto l'atto ha però dimenticato, nel copia e incollare la determina del semestre scaduto, di aggiornare le date del testo vero e proprio: il documento stabilisce così che i soldi in più vengono assegnati a BUSCARINI per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno.
In pratica, l'atto è stato firmato lo stesso giorno in cui scadeva, nascendo già morto e privo di forza di legge.
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Lo stipendio pagato lo stesso + il bonus
Nonostante questo incredibile errore temporale, la macchina dei pagamenti del Comune non si è presa una pausa.
Il 27 luglio, celebrato dai dipendenti pubblici come San Paganino, BUSCARINI ha regolarmente ricevuto l'accredito dello stipendio sul proprio conto corrente.
All'interno della busta paga non c'era però solo lo stipendio base, ma quello maggiorato con il supplemento economico previsto per le Elevate Qualificazioni.
Carte alla mano, il Comune ha liquidato fondi pubblici basandosi su un atto errato che a luglio non aveva più alcun valore legale, facendo così scattare materialmente l'ipotesi di danno erariale.
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Il voltafaccia della politica (e il silenzio delle minoranze)
Dietro la svista burocratica emerge un caso politico che dura da oltre due anni, senza un perchè.
Il mandato di BUSCARINI era nato nel 2019 come "fiduciario", legato cioè al mandato dell'ex Sindaco Simone PUGNALONI.
Quando PUGNALONI, nel maggio 2024, è decaduto, quel legame è svanito per legge.
Da allora la politica ufficiale ha quindi preso le distanze dal Comandante non più tale: né l'Amministrazione Francesco PIRANI prima, né il nuovo Sindaco Michela GLORIO poi (ma anche adesso) hanno mai voluto firmare il decreto di nomina ufficiale per BUSCARINI, negandogli di fatto la fiducia politica ma non le funzioni.
Il gioco delle parti a Palazzo
Per motivazioni che un giorno verranno chiarite, eppure lo status quo andava mantenuto. Con il tacito benestare della politica, l'onere della firma è stato scaricato interamente sulla tecnocrazia del Comune per evitare di esporre i Sindaci in prima persona.
Prima il vecchio segretario Mario GASPARINI ha blindato la posizione con un maxi-rinnovo di un anno e mezzo (fino a dicembre 2025), scavalcando persino le elezioni.
Poi il nuovo segretario Mariarosaria GIORGIO ha firmato altre due proroghe, permettendo al facente funzioni di mantenere i gradi da Comandante, pur senza un reale decreto sindacale.
Il colpo di spugna sui controlli
Il paradosso finale si consuma proprio nell'ultimo atto, quello sbagliato del 30 giugno. Nel testo è stata deliberatamente cancellata ogni traccia dei passati rinnovi firmati da GASPARINI.
Un tentativo evidente di "pulizia amministrativa" per far apparire l'atto regolare e nascondere una catena di proroghe che dura da ben 26 mesi.
Il risultato è un pasticcio totale: un documento che ha nascosto il passato nelle premesse, ma che ha sbagliato il futuro nel dispositivo.
Elementi fin troppo evidenti che renderanno l'imminente esposto alla Procura contabile un atto dovuto a tutela delle casse pubbliche.
In attesa di agosto e del prossimo cedolino...
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