BOMBARDATA DALLA MAGISTRATURA LA CAMPAGNA ELETTORALE MARCHE DOPO UN ANNO DI INDAGINI, RICCI “AVVISATO” A 70 GIORNI DAL VOTO!

Nessuno però si straccia le vesti per il grave graffio inferto dai giudici alla democrazia e al diritto dei cittadini di scegliersi liberamente il proprio rappresentante, senza condizionamenti. Cosa avrebbe cambiato, ai fini dell’indagine, notificare il provvedimento alle 15 e un minuto di lunedì 29 settembre, ad urne chiuse? Al contrario la politica, anzichè allearsi, si è posta già al lavoro per conquistare, sul naufragio del candidato Pd del campo largo, facili rendite
APPELLO URGENTE
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Nonostante gli appelli quotidiani partiti da Natale, i lettori che hanno seguito l’invito sono decisamente episodici, primule rosse… persino in parità rispetto a chi segue OSIMO OGGI dai più sperduti angoli del mondo.
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di Sandro PANGRAZI
Non sappiamo in quale mondo felice pensano o si illudono di vivere milioni di italiani.
Una società in cui un qualsiasi Pubblico ministero – in questo caso la coppia Maria Letizia FUCCI ed Ernesto NAPOLILLO della Procura di Pesaro– possono alzarsi una mattina e decidere in tutta tranquillità, come fosse un pensiero normale, di mandare la passione politica di un milione e mezzo di marchigiani, fino a prova del contrario cittadini italiani, a farsi fottere.
Noi non ci stiamo. E lo gridiamo forte.
https://www.facebook.com/matteoriccipesaro/videos/1426133225172537
(il video pubblicato ieri pomeriggio da Matteo RICCI sulla propria pagina Facebook)
Purtroppo, da italiano, la notizia di Matteo RICCI indagato nell’affaire “Affidopoli”, data dallo stesso interessato appresa la novità, non ci stupisce.
Era scritta già da oltre un anno, dal sorgere dell’inchiesta sul braccio destro dell’ex Sindaco di Pesaro, ma ci illudevamo che la magistratura non arrivasse a tanto… al punto non tanto di tranciare una carriera politica – poco ci interessa del futuro di RICCI – quanto piuttosto di sottrarre agli elettori l’arma del voto!
La magistratura di fronte a simili evenienze dovrebbe sentire chiara, forte, insopprimibile l’esigenza di fare uno, due, tre… anche cento passi indietro pur di salvaguardare il bene primario della democrazia, fatto carne nel giudizio del popolo.
Tutto questo i FUCCI e i NAPOLILLO della situazione, col benestare del proprio Procuratore, da ieri è andato bellamente a puttane per l’incapacità di comprendere (nel migliore dei casi) o per disegno oscuro (non vorremmo davvero).

Quale esigenza indifferibile ci sia stata, il 22 luglio 2025, a meno di 24 ore dalla ufficializzazione della data del voto regionale e soprattutto dopo oltre un anno di serrate indagini, è domanda a cui potrebbero rispondere, ma non lo faranno mai, soltanto i Pm direttamente interessati alla firma del documento.
Spiace, semmai, che la stampa italiana, nel fare da grancassa all’avviso di garanzia, si sia fermata all’annuncio di RICCI senza lamentare la grave carenza democratica che la proceduta, inevitabilmente, ha innescato consegnando ad ACQUAROLI la vittoria anzitempo.
Dispiace anche che la stessa politica, di Destra, Centro e Sinistra, anziché insorgere e reclamare di essere rispettata, non abbia perso tempo per ricavare, ciascuno, un vantaggio dalla mazzata menata sulle spalle del candidato Governatore, di fatto ex.

La domanda è una, semplice, ineludibile: cosa cozzava affinchè l’avviso di chiusura delle indagini fosse stato notificato a RICCI (come a chiunque altro atteso dal giudizio imminente dei cittadini) alle 15 e un minuto di lunedì 29 settembre, a seggi ormai chiusi e a popolo italiano rispettato?
La stessa cosa, facciamo notare per far comprendere anche a chi non vuol comprendere e a FUCCI e NAPOLILLO in particolare, non ha fatto, un mese fa, la Procura di Fermo congelando di fatto le indagini sul Consigliere regionale indagato per aver fatto piovere 300.000 euro di fondi europei su una coop della Valdaso.
Infatti non serviva davvero avvalersi della consulenza di scienziati per comprendere che una indagine, sotto elezione, costituisce né più, né meno che un golpe dall’esito irreparabile per il supremo bene di ciascuno di noi?
Noi che, oltretutto, saremmo e siamo anche i datori di lavori di tutti i FUCCI e NAPOLILLO di Italia… pagando loro lo stipendio tutti i mesi, di dipendente pubblico.

Conclusione: se il sistema non è in grado di autoregolamentarsi dal proprio interno, comprendendo le ragioni di opportunità e soprattutto la valutazione di tempistiche su atti senza ritorno… è tempo scaduto che a riordinare il sistema giudiziario dal profondo provveda il governo.
Diversamente non contate su di noi.
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