SORPRESA! LEGAMBIENTE STA COL FUTURO E COL BIOMETANO! CONFRONTO COSTRUTTIVO TRA IL PRESIDENTE CIARULLI E CAPOMAGI

L’occasione di confronto, venerdì sera a San Biagio, data dall’inaugurazione del circolo ambientalista osimano, presieduto dal pluri Presidente Leonardo Puliti. In discussione le diverse visioni tra una associazione aperta al futuro e un comitato di residenti troppo arroccato su interessi di bottega. Plauso al coraggio, anche fisico, del responsabile regionale, portatore di parole chiare
La notizia è passata sotto silenzio (in quanto non compresa) ma merita di essere ribadita e fatta conoscere alla cittadinanza: l’associazione LEGAMBIENTE (neo costituitasi ad Osimo sotto l’egida del pluri Presidente Leonardo PULITI) sulla vicenda “biometano” sta sul futuro e non chi spalleggia, a prescindere dal dibattito, i seppur giusti ma privati interessi di casa propria. Leggasi comitato anti biometano di San Paterniano.

La conferma che può esistere un ambientalismo privo di para-occhi, l’hanno avuta i circa 50 cittadini intervenuti venerdì sera a San Biagio, ospiti nel centro congressi A2B dell’industriale Sergio ACCORRONI, per l’inaugurazione dell’attività osimana di Legambiente.
Tra i presenti all’iniziativa, oltre al Presidente del Consiglio regionale Dino LATINI, l’ex Presidente del Consiglio comunale Paola ANDREONI e al Sindaco di Castelfidardo Roberto ASCANI, anche l’anima del comitato di San Paterniano Franco CAPOMAGI, autore nel dibattito che si aperto, di un lungo intervento a favore della propria tesi al no (nella riconversione dei due impianti, a Casenuove e a San Paterniano) circa il passaggio dal biogas al biometano.

Replica finale affidata alle parole chiare e precise che il Presidente regionale di LEGAMBIENTE Marco CIARULLI ha rivolto al leader del fronte opposto, invitandolo a ragionare (e nel caso vigilare) sulla circostanza pacifica che vuole il mondo, il progresso scientifico, le nuove tecnologie andare avanti; e quindi di non aver paura del futuro.

Oltretutto trattasi di materie oltremodo regolamentate a livello internazionale su cui, magari, si potrebbe e dovrebbe nutrire maggior fiducia nelle Istituzioni e quindi lasciarsi andare a dormire sonni tranquilli circa le conseguenze di un impatto su un territorio “vergine”.
Certamente non può essere il no a prescindere – e stesso discorso vale per telefonia, crematori, termovalorizzatori e quanto il futuro ci propone già oggi – la soluzione da inseguire o ficcare in testa a cittadini interessati unicamente, per ignoranza e/o tornaconto, a reclamare “no nel mio giardino”.
“La soluzione di simili questioni – ha concluso Marco CIARULLI – non può essere vista in chiave campanilistica, mettendo Osimo al centro di un mondo che non c’è, per quanto Osimo risulti caro a tutti noi. Si valuti la vicenda con attenzione ma senza pregiudizi. Come esiste la sanità esiste la mala sanità… così vale in tema tecnologico. Ciò che vale non può e non deve essere ostacolato”.
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