venerdì, 26 giugno 2026

CAMPANELLI VERSO IL CAPOLINEA DEL 22 LUGLIO: LA SORDITA' DEL SINDACO CALA LA GHIGLIOTTINA SULL'OSIMANA

Tra lo scoglio delle liberatorie da strappare in extremis ai calciatori e la pesantissima zavorra degli arretrati Iva che blocca ogni ipotesi di cessione a nuovi acquirenti, spunta l’ultima disperata promessa del patron per blindare la storica matricola: «In qualche modo iscriverò la squadra». Ma la piazza non ci crede e il Palazzo resta sordo. Verso un Novelli-bis?

Di Sandro Pangrazi | 26-giu-2026 5 min di lettura
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CAMPANELLI VERSO IL CAPOLINEA DEL 22 LUGLIO: LA SORDITA' DEL SINDACO CALA LA GHIGLIOTTINA SULL'OSIMANA

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"Sto facendo il massimo per dare un futuro degno all'Osimana: cedo la società a zero euro, compreso il settore giovanile. 
Se non c’è nessuno disposto a rilevare il club, io posso anche iscrivere la società". Rompe il silenzio Antonio CAMPANELLI con una dichiarazione possibilista che pur scuotendo l'ambiente Giallorosso proprio a ridosso del drammatico conto alla rovescia (appeso al filo sottilissimo delle ore 19 del 22 luglio) almeno lo rassicura. Quantomeno a parole. 
Una promessa di iscrizione solitaria che suona come l'estremo tentativo di non far morire la storica matricola 920713, ma che deve scontrarsi con una realtà spietata. Nonostante le trattative aperte su più fronti, il Presidente-stipendiato si ritrova, ogni giorno di più, come un uomo disperatamente solo, al comando di una nave che imbarca acqua.
Schiacciato tra scadenze federali, lo spettro di un pesantissimo passivo con l'erario, la pressoché totale sordità del Palazzo Comunale e come non bastasse, pure il muro del disprezzo eretto dalla tifoseria organizzata.
Ecco in 5 step i nodi per comprendere la mappa di una crisi societaria, politica e popolare mai così grave e che rimanda direttamente all'infausto ricordo della gestione NOVELLI a cavallo di secolo.

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Lo scoglio più arduo: la mazzata degli arretrati IVA
È questa la vicenda che rischia di rappresentare la vera pietra tombale sulle speranze di cessione, nonostante l'offerta a "zero euro" lanciata dal patron lavoratore. 
Oltre ai debiti sportivi ordinari, sulla società pende la mannaia di una pesante contestazione legata al mancato versamento dell'Iva sui contratti di sponsorizzazione degli anni passati e conseguente rateizzazione del debito. 
Questa zavorra fiscale rende la matricola calcistica GialloRossa letteralmente "invendibile": nessun nuovo investitore, per quanto osimano o legato al territorio, è così folle da subentrare rilevando cartelle esattoriali e accertamenti fiscali di questa portata, preferendo la titubanza attuale all'accollo di debiti pregressi.

Le garanzie impossibili per i 31.000 euro
Il blocco burocratico immediato per l'iscrizione sbandierata da CAMPANELLI rimane legato, anche volendo iscrivere l'Osimana al 105° anno di attività, alla fideiussione obbligatoria presso la Lega nazionale Dilettanti pari a 31.000€, a cui si aggiungono circa ulteriori 6.500 euro di tasse vive per i vari campionati giovanili di competenza. Con una situazione fiscale così compromessa, nessun istituto assicurativo sano emetterà una polizza ad un club guidato da un Presidente "auto-stipendiato", a meno che CAMPANELLI non sia in grado di vincolare l'intera cifra in contanti.

Il muro delle vertenze e delle liberatorie
Prima ancora di arrivare alla fidejussione, il portale della Lnd bloccherebbe l'iscrizione senza aver validato, prima ancora, il saldo dei rimborsi arretrati a calciatori e staff della scorsa stagione. 
Insomma urge chiudere prioritariamente la partita finanziaria col la stagione appena conclusa e solo immediatamente dopo pensare al futuro, anzi al presente, iscrivendo l'Osimana al campionato 2026-'27.
Tradotto, significa, pagare i vecchi tesserati e ottenere in tempo utile le liberatorie sottoscritte. 
Un'operazione, come non mancassero le questioni, da compiere in un clima di aperta ostilità: gli ultras hanno emanato a maggio una dura "scomunica" pubblica, dichiarando totale disprezzo per la dirigenza e pretendendo l'addio immediato del Presidente come unica via di salvezza, rendendo di fatto impraticabile qualsiasi "battaglia" interna.

Il Sindaco sordo all'allarme
In questo scenario, mentre la barca affonda imbarcando acqua da ogni falla, CAMPANELLI ostenta sicurezze affermando di attendere proposte, entro il week-end, da un pool di imprenditori locali.
Purtroppo, quando ci sarebbe ancora spazio per un intervento pubblico a salvaguardia del principale club sportivo cittadino nato nel 1922, registriamo come la politica osimana resti a guardare, senza batter ciglio. 
Da tempo i segnali di un collasso in arrivo erano evidenti, ma l'Amministrazione, al momento, sembra aver scelto la linea-NICCOLI della totale sordità istituzionale che al tempo non portò bene: né alla politica, ne alla società. 
Nessun tavolo tecnico con le forze economiche della città risulta aperto e neanche ipotizzato per favorire il passaggio delle quote, nessun appello pubblico ai grandi marchi industriali locali, Foundation Enrica CAMILLETTI TONTI su tutti, per salvare la squadra, lasciando la trattativa al proprio destino, priva di qualsiasi sponda istituzionale.

Il traguardo finale dietro l'angolo: consegnare le chiavi al Palazzo
L'aut-aut di CAMPANELLI è però chiaro: o gli imprenditori osimani si muovono entro le prossime ore o l'iscrizione in solitario diventerà l'ultimo paravento prima del crollo. 
Se la promessa di iscrizione si dovesse rivelare un vicolo cieco per mancanza di coperture finanziarie reali, ecco che CAMPANELLI, perso per perso, potrebbe decidere di depositare le chiavi e la matricola nata nel 1922 direttamente sulla scrivania del Sindaco. 
Una patata bollente lanciata per costringere l'Amministrazione a uscire allo scoperto, abbandonare il silenzio e prendersi la responsabilità storica e politica della morte del calcio osimano; per evitare un epilogo in cui l'esempio di fine secolo della vicenda NOVELLI, potrebbe persino finire con l'essere rivalutato come un bellissimo ricordo.

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