’ ’ ’

, , , , . ’ ’à . ’ – – à . ,
ATTENZIONE CARTA RINNOVATA, STESSO IBAN MA NUMERI DIVERSI
Se in questo momento stai leggendo queste righe è perché, seppur con le difficoltà tecniche di cui ancora soffriamo (vedi la lentezza a caricare il sito), apprezzi a prescindere o sei almeno curioso di conoscere la notizia vista dal nostro speciale versante, con vista sulla nostra Verità.
Bene. E’ giusto che sia così. E’ sacrosanto che tutta la città condivida, a grande maggioranza, questo pensiero.
Francamente però, è altrettanto giusto che ognuno di voi, conclusa la pausa di lettura, decida di metter mano al proprio portafoglio elettronico, decidendo un proprio libero contributo solidale, utile anzi fondamentale a garantirvi le letture del futuro.
Nonostante gli appelli quotidiani partiti da Natale, i lettori che hanno seguito l’invito sono decisamente episodici, primule rosse… persino in parità rispetto a chi segue OSIMO OGGI dai più sperduti angoli del mondo.
ATTENZIONE CARTA RINNOVATA!

Puoi effettuare una ricarica al numero PostePay 5333 1750 9752 6856 (intestato al Direttore Sandro PANGRAZI)
Oppure effettuare un bonifico bancario all’associato Iban di Sandro PANGRAZI IT79J 3608 1051 3823 3809 4338 12
Oppure anche effettuare un invio P2P (senza costi aggiuntivi) associando il numero della Redazione 393.33.09.366 – nominalmente Sandro PANGRAZI – al vostro elenco personale di contatti Whatsapp!
Ovviamente sempre e solo GRATIS!
In questo caso potrete ricevere in tempo reale sul vostro cellulare, copia dell’ultima notizia appena pubblicata da OSIMO OGGI, senza andarla a ricercare sul sito.
Ve lo chiederemo tutti i giorni perché tutti i giorni il quotidiano della nostra città necessita di uscire nell’edicola della vostra casa.
Grazie!
********************
di Sandro PANGRAZI
E’ clamorosamente di origine dolosa l’incendio appiccato da ignoti, sabato sera a Castelfidardo, ai mezzi da lavoro di proprietà della impresa Cesa, costruzioni edili e stradali, del gruppo MACERATESI.
A mettere nero su bianco sul vile episodio e ad indirizzare le indagini dei Carabinieri di Osimo, il rapporto dei Vigili del Fuoco osimani che hanno certificato l’utilizzo di un innesco a benzina.
Divorate dalle fiamme, attorno le 23 di sabato sera, nel piazzale adibito a rimessaggio all’aperto dell’impresa, ben due Tir, tre furgoni e due minipala, ovvero bobkat, mezzi specializzati per la movimentazione terra.

Il danno subito dalla Cesa è certamente ingente e potrebbe complessivamente sfiorare il mezzo milione di euro, rivalsa oltretutto arrecata, a livello temporale, nel corso dell’ultimo week-end feriale, vale a dire alla ripresa dell’attività a questo punto mancata.
Le indagini, subito avviate dai militari fidardensi in collaborazione con il Comando di via Saffi, puntano a mettere in luce quanti, scavando nel mondo navigato dalla Cesa, possono aver avuto interesse ad agire provocando un danno di proporzioni rilevanti agli interessi degli eredi dell’ex Sindaco di Castelfidardo Giovanni MACERATESI.
Al vaglio degli investigatori, in proposito, ci sarebbe già una pista, suggerita anche dalla modalità, particolarmente sfrontata, seguita dagli attentatori per mettere in atto una sorta di vendetta.
Agire, infatti, nella serata di un sabato sera, nella prima periferia della cittadina fidardense (ai limiti del popoloso quartiere di Sant’Agostino), senza temere di essere visti o notati da qualche possibile testimone indiretto, significa mettere in conto un rischio accettato, mosso dalla volontà di provocare il maggior danno possibile facendo, al contempo, giungere un chiaro messaggio intimidatorio.
Tagliata la rete di recinzione che delimita il piazzale, ignoti hanno così avuto facile via libera al rimessaggio e modo di forzare le portiere dei mezzi per riversarvi all’interno una quantità di benzina utile a creare almeno tre roghi che, nell’alimentarsi a vicenda, hanno divorato quanto incontrato, vale a dire tutti i sette mezzi andati a fuoco.
Quando i Vigili del fuoco sono infatti giunti sul posto, per tir, furgoni e bobkat c’era poco da fare, se non spegnere le fiamme e verificare la pista dolosa della vicenda.
Se non un avvertimento di stile mafioso, siamo comunque di fronte ad una vicenda che dalla criminalità organizzata trae insegnamento, attuandone le modalità di esecuzione.
Si ha ragione di pensare, quantomeno in fase di avvio indagini, ad una vendetta maturata nel mondo delle imprese che fanno da corollario ai lavori stradali; ditte che in genere sono rette o utilizzano a profusione personale straniero, albanese in particolare, non particolarmente timoroso a dover passare a vie di fatto, ad esempio, alla voce recupero crediti.

Stando alle possibili piste sul tavolo degli investigatori, particolare rilevanza potrebbe assumere, per indirizzare le indagini e magari chiudere il cerchio, il fallimento della “Maceratesi Srl”, avvenuto in tempi ancora recenti e riconducibile alla gestione di Marco MACERATESI.
Attività parrebbe riconvertita nel mondo degli asfalti stradali e in qualche modo rilevata dalla Cesa, amministrata dal cugino Fausto MACERATESI.
Da questo intreccio familiare ma soprattutto nei conflitti, innescati dalla chiusura traumatica della precedente attività, potrebbero trovare fondamenta le domande alla base di un episodio che ha infranto, turbandola nel profondo, la tranquillità del territorio fidardense.
QUI il tuo gradito commento:
Cosa ne pensi?
Partecipa alla discussione. Il tuo commento sarà revisionato dalla redazione.
Potrebbe interessarti

BORA, IL "BACIO DELLA MORTE" A CARNEVALI: LODA IL PD MA FLIRTA CON LA DESTRA
Leggi articolo
ACQUAROLI SEGA PAOLOROSSI SCEGLIENDO L'ENNESIMO SUICIDIO, LUI NON CI STA E ANNUNCIA IL VOTO A CARNEVALI
Leggi articolo
ATIM, ORSETTI VERSO IL RITORNO A CAPO DI UN TRIUMVIRATO
Leggi articolo
IL "PATTO SEGRETO" CILLO-CARNEVALI FINISCE NEL FOSSO: THOMAS PRONTO AL RITIRO?
Leggi articoloResta aggiornato via Email
Ricevi le ultime notizie direttamente nella tua casella email. È gratuito e sicuro.
Resta aggiornato su WhatsApp
Ricevi le ultime notizie direttamente sul tuo cellulare. Niente spam, solo news importanti.