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Conferma del mezzo flop di pubblico, l’altra sera al salone de “La Fonte”, per la prova tecnica di apparentamento tra il confermato candidato a Sindaco Achille GINNETTI (Osimo progetto futuro) e ciò che resta del movimento 5 Stelle, ovvero l’esercito elettorale più potente d’Europa, Osimo compresa, nel non lontano 2018.

Accordata l’attenuante generica del 5 luglio (assurdo contrarre matrimoni sotto il solleone) resta il dato preoccupante di affluenza, circa 80 presenti mal contati: rispettivamente 32 addetti ai lavori di entrambi gli schieramenti, 15 tra galoppini seriali e aspiranti portaborse, 2 spie ufficiali civiche, 5 del Centro-Sinistra, 1 del Centro-Destra, 4 passanti, 8 curiosi, 3 interessati al tema e una decina di presenti ma ben nascosti nel penombra o dietro colonne.
Si dirà: poteva andare peggio. Vero.
Curiosa la principale critica di fondo emersa a fine “convegno”: si è contestata la scelta della Regione Marche di affidare alla città di Loreto, una volta realizzato il nuovo ospedale all’Aspio, la presenza di un minimo di struttura sanitaria, tipo pronto soccorso e una ventina di posti letto emergenziali. Essendo Osimo grande tre volte la cittadina Mariana sarebbe elettoralmente più saggio realizzare un doppione a pochi chilometri, piuttosto che distribuire i servizi là dove il voto il 26 maggio 2024 non può arrivare .Concetto ribadito in conclusione dalla consigliera regionale grillina Marta RUGGERI, facendo attenzione a non pronunciare “Osimo” ma pur sempre con la città implicita alla frase: “Noi continueremo a lottare, dentro e fuori le Istituzioni, per garantire a tutti… una sanità pubblica di qualità”.
Parrebbe giusto così. In fin dei conti, a pensarci bene, i cittadini di Loreto non votano mica ad Osimo!
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