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A San Biagio urgono lavori di ristrutturazione alla parrocchia e reperire 250.000 euro per la messa a norma anti sismica; sul fronte opposto saliranno in 300 nel week-end, da Osimo a Rimini, per ragionare di pazienza al Congresso del movimento degli “studenti biblici”
I locali parrocchiali, contigui alla chiesa di San Biagio, non rispettano più i criteri di sicurezza anti sismici. La struttura, creata in collaborazione con i parrocchiani ad inizio anni ’50, dovrà pertanto essere chiusa e messa in sicurezza.
Lavori dispendiosi – fa sapere Don Michele MIRABELLI, parroco di San Biagio, Santo Stefano e Aspio – che riguarderanno principalmente la demolizione del tetto e il rifacimento del solaio.
Anche i locali parrocchiali, con annessa casa canonica di Santo Stefano, necessitano di adeguamenti, specie per la ristrutturazione della rete fognaria.

Insomma serve l’aiuto concreto dei fedeli, principalmente quelli delle tre frazioni a nord di Osimo, per coprire almeno parte della spesa prevista in 250.000 euro.
Osimani siate generosi!
Altri osimani, invece, di altra fede parallela, saranno in questi giorni chiamati a ragionare di una virtù, ormai smarrita, come la pazienza. Nel prossimo week-end dalle Cinque Torri saranno in forze – pare circa 300 – i concittadini “cristiano alternativi” aderenti al movimento dei Testimoni di Geova; un numero assai cospicuo di osimani (in media uno ogni cento) che saliranno a Rimini, al congresso della congregazione, per imparare a tornare a pazientare.
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