martedì, 26 maggio 2026

LA SINDROME DI OSIMO CONTAGIA PURE FERMO: IL CENTRO-DESTRA SI SCHIANTA CONTRO IL CIVISMO

A Fermo si è replicato il negativo cliché politico già visto quattro volte su quattro a Osimo: l'orgoglio dei simboli romani, anteposto alla logica della vittoria del movimento civico, ha lasciato al Centro-Destra solo le briciole di un inutile 19%

Di Sandro Pangrazi | 26-May-2026 5 min di lettura
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LA SINDROME DI OSIMO CONTAGIA PURE FERMO: IL CENTRO-DESTRA SI SCHIANTA CONTRO IL CIVISMO

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di Sandro PANGRAZI

La mini tornata elettorale nelle Marche si chiude dunque con un bilancio che il Centro-Destra ufficiale avrebbe torto a festeggiare ad occhi chiusi. 
Certo, i numeri complessivi parlano di una vittoria scontata al primo turno a San Benedetto del Tronto (57,30% per Nicola MOZZONI) e di una riconferma, questa sì non scontata, a Senigallia con il 51,74% di Massimo OLIVETTI. 
Ma basta allargare lo sguardo al pareggio a sorpresa di Macerata, dove la riconferma di PARCAROLI è sfuggita per appena 19 voti nonostante il bonus discarica a Montefano, per capire che la macchina perfetta non esiste. Soprattutto, basta guardare dove il Centro-Destra ha preteso di imporre il proprio simbolo senza fare i conti con la realtà locale, rimediando l'ennesima brutta figura.

Il "vizio di Osimo" e la sindrome del ruolo di comprimario
Il disastro di Fermo non è un fulmine a ciel sereno, ma la replica di un cliché politico ormai stra-noto nelle Marche. 
È la sindrome del "vizio di Osimo", dove per l'intero primo periodo di LATINI e delle storiche Liste Civiche (1999-2014), il Centro-Destra ufficiale non ha mai letteralmente toccato palla. 
Dal 2014 a oggi, la storia si è ripetuta già quattro volte e tutto lascia pensare che andrà avanti pure nel 2030: pur di non accettare un ruolo di comprimari a fianco dei movimenti civici radicati, i partiti della coalizione, in primis il Carlo CICCIOLI della situazione, hanno preferito spianare la strada alle vittorie nemiche del Centro-Sinistra piuttosto che assecondare l'osimanità. 
L'orgoglio dei simboli romani ed anconetani, insomma, chissà per quale intrinseca motivazione, viene regolarmente anteposto alla logica matematica della vittoria.
Con i risultati drammatici che gli osimani ben conoscono.

Fermo, la Caporetto dei simboli romani: TOSONI raccoglie solo le briciole
Ieri a Fermo il copione si è consumato identico e immutato. 
Il Centro-Destra ufficiale – orfano di Forza Italia che ha invece intelligentemente appoggiato il neo Sindaco – si è affidato testardamente alla candidatura di tal Leonardo TOSONI. 
Il risultato? Fratelli d'Italia e Lega hanno rimediato solo briciole e molto pane duro per il quinquennio a venire. 
La coalizione ha racimolato appena 3.350 voti su oltre 18.000 votanti, fermandosi a un misero 19,46%. 
Una Caporetto politica di fronte all'armata delle civiche di Paolo CALCINARO (Piazza Pulita, Non mi Fermo, Insieme per Fermo, Per la nostra città e Fermo Forte), capaci di blindare 9.643 consensi (52,97%) e di conquistare ben 20 consiglieri su 33. 
Alberto Maria SCARFINI, insomma, ha vinto la prova senza mai essere stato posto in discussione dai numeri, legittimato dal territorio.

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La filosofia di CICCIOLI e la rimozione della sconfitta
Di fronte all'ennesimo fallimento della politica anconetana calata dall'alto e rifiutata dal territorio, i vertici regionali scelgono la via della rimozione. 
Carlo CICCIOLI, suggeritore e grande regista del mancato accordo, ha accolto il dato con fin troppa filosofia. 
Invece di fare autocritica per il fallimento del proprio candidato, si è limitato ad applaudire al successo indiretto di CALCINARO definendolo "ingrato" nei confronti del Governatore ACQUAROLI, colpevole a suo dire di non essere stato abbastanza riconoscente al Presidente che gli ha affidato l'Assessorato regionale alla Sanità, il più importante in politica muovendo il 75% del bilancio. 
Una narrazione utile, forse, a salvare la faccia con l'elettorato più ingenuo ma che nasconde a fatica il vuoto politico rimasto sul campo.

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I conti da pagare e i confini stretti degli "SCARFINI boys"
Resta da capire quanto durerà l'euforia Civica e quanto costerà a Fermo questo isolamento politico. 
Sorvolando sulla sconfitta, il Centro-Destra finge di non vedere i conti che la filiera fermana rischia di dover pagare. 
Con i ponti tagliati verso il Governo centrale e l'Europa, e con un enorme punto interrogativo sui rapporti presenti e futuri con la stessa Regione, la strada per la nuova Amministrazione fermana si preannuncia in discreta salita. 
L'autarchia, specie se ottenuta muro contro muro, paga nelle urne comunali ma rischia di trasformarsi in un boomerang non appena gli "Scarfini boys" dovranno mettere il naso fuori dagli angusti confini cittadini. 
Evviva la vittoria, dunque, ma attenzione alle macerie.

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Commenti (1)

TH
THOMAS CILLO
26 May 2026, 10:04
Sarà ora che qualcuno cominci a prendere atto che le liste civiche esistono e che i cittadini le votano. Civiche grazie alle quali il centrosinistra non vince. Una presa di coscienza sarebbe già sufficiente. Se poi ci si vuole aggiungere anche un'ammissione di responsabilità anzichè mettere all'indice chi è civico, sarebbe ancora più gradita. Stavolta condivido a pieno l'analisi di Osimo oggi. Saluti

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