LA LONGA MANUS DI CICCIOLI (E FRONTINI) PURE SU OFFAGNA: VOTARE A SINISTRA PUR DI AFFOSSARE GATTO
Mentre si profila il dopo-Capitani, Ciccioli e Frontini piazzano le mine preventive per sbarrare la strada al ritorno del consigliere di area civico Latiniana. Travasare il voto a Sinistra, chiunque possa incarnare il dopo Capitani. A Offagna va in scena la copia esatta del masochismo imperante ad Osimo

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di Sandro PANGRAZI
Si apre anche ad Offagna lo scenario del possibile dopo-CAPITANI e la caccia ai 750 voti necessari per la conquista del Borgo medievale.
I fari della politica locale si accendono, di conseguenza, guardando allo storico rapporto con Osimo, sia a Sinistra e soprattutto a Destra, versante Latiniano.
Il tentativo, per ora ipotizzato, delle Liste Civiche di lanciare un progetto territoriale di ampio respiro, col ritorno di Stefano GATTO, si scontra già, frontalmente, con le logiche dei partiti tradizionali, in primis Fratelli di Italia; in particolare del deus ex machina Carlo CICCIOLI, pronto a tutto – persino a guardare a Sinistra – pur di consumare la solita faida interna già vista all'opera, più e più volte, ad Osimo.
Quello che si profila all'orizzonte è il risiko di una primavera 2027 che si annuncia già "rovente" per Offagna, anche se per il momento il tutto è da declinare al condizionale ragionando di ipotesi.
Tutto viaggia sul binario che vuole il 74enne Sindaco Ezio CAPITANI, scelta sussurrata come molto probabile negli ambienti della politica locale.
Ecco il quadro di un laboratorio politico dove nulla è ancora stato scritto... ma in compenso le mine anti uomo, anzi anti Stefano GATTO, già piazzate a scopo precauzionale.
L'indiscrezione e il progetto di pacificazione territoriale
Nell'ipotesi del quasi certo abbandono del Sindaco uscente Ezio CAPITANI, la caccia ai 750 voti utili per conquistare la guida di Offagna nella primavera 2027 entrerebbe nel vivo con la fascia Tricolore contendibile.
Ma stavolta lo scenario potrebbe superare le vecchie logiche di paese.
Dalle stanze del vicino civismo osimano, guidato da Dino LATINI, filtra un'intenzione strategica di alto profilo: promuovere il ritorno in campo di Stefano GATTO, unificante di una visione Civica in area Centro-Destra.
Non un banale ritorno o una semplice candidatura di bandiera, ma un progetto ambizioso volto a superare gli storici steccati ideologici per unire le forze migliori sotto un'unica bandiera civica.
GATTO, attualmente nel ruolo di Consigliere di minoranza, viene infatti visto come l'architetto ideale per una potenziale pacificazione istituzionale dell'antico Borgo in salsa civica, alternativa spendibile per un Centro-Sinistra uscente da un doppio mandato non particolarmente brillante.
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Il "ruggito" di Frontini e il solito fuoco amico
La sola suggestione del disegno civico Latiniano è però bastata a scatenare le reazioni stizzite del Centro-Destra tradizionale, anzi di Fratelli di Italia in particolare, arroccato sulle proprie posizioni di partito.
In prima linea a sbarrare la strada a questa ipotesi si schiera un peso medio della Fiamma osimana: Renato FRONTINI con qualche voce in capitolo su Offagna, non foss'altro per la vicinanza territoriale con San Biagio.
Attuale presidente di Amap Marche, esponente di Confcommercio, leader di T.E.R.R.A. di Marche e – dettaglio locale non indifferente – padre di una residente proprio a Offagna. Per FRONTINI e per la Destra identitaria, solo l'idea che il civismo d'area possa dettare la linea e unire il territorio sotto una figura d'esperienza come GATTO sarebbe un boccone politico indigesto da buttar giù.
La solita benedizione di Ciccioli e il vuoto della Leonardi
A dare copertura politica totale al potenziale muro preventivo alzato da FRONTINI è arrivato il "placet" pesante dell'eurodeputato Carlo CICCIOLI.
Lo storico leader della Destra anconetana si conferma nei fatti il vero e unico segretario della Fiamma sul territorio, prendendo in mano il dossier della Valmusone e scavalcando le gerarchie ufficiali.
Un'entrata a gamba tesa che evidenzia, ancora una volta, l'evanescenza della Senatrice Elena LEONARDI, coordinatrice regionale sulla carta, puntualmente lontana e distaccata dalla scena politica che conta… figuriamoci quando il dibattito sul futuro del territorio si fa rovente.
Il paradosso buffo: distruggere il progetto altrui senza averne uno proprio
Il retroscena più singolare dell'intera operazione risiede nelle reali strategie che muovono il duo FRONTINI & CICCIOLI.
La mobilitazione generale di Fratelli d'Italia non sembrerebbe nascere per presentare una visione alternativa per il rilancio del Borgo, né tantomeno per lanciare un proprio candidato identitario di Destra, che non esiste.
L'obiettivo unico, sussurrato nei corridoi politici, parrebbe puramente distruttivo: sgambettare Stefano GATTO e affossare sul nascere qualsiasi ipotesi di coalizione territoriale che richiami l'appoggio, diretto o indiretto, di Dino LATINI su Offagna.
Una guerra mossa dal puro timore dell'egemonia civica, in chiave Osimo.
Il capolavoro del boicottaggio: la Destra vota a Sinistra
Ergo, se il progetto territoriale attorno a GATTO dovesse concretizzarsi, si potrebbe consumare il paradosso politico definitivo, peraltro già visto, stile muoia Sansone ma con tutti i Filistei.
Pur di boicottare la possibile iniziativa Civica, i voti di Fratelli d'Italia di Offagna verrebbero spinti sul fronte opposto, pilotati a votare per l'esponente del Centro-Sinistra che sarà.
Per la futuribile eredità di CAPITANI si vocifera già il nome di un ingegnere, stimato in paese ma parrebbe totalmente "vergine" rispetto alle dinamiche dei partiti.
Una figura civico-progressista che si troverebbe l'inaspettato vento in poppa garantito dai colonnelli della Destra pur di fermare l'avanzare delle Liste Civiche.
Una faida con troppi precedenti: la Destra pur di colpire LATINI non si farebbe remore di regalare il Borgo alla Sinistra senza colpo ferire.
Agli elettori di Fratelli d'Italia il giudizio su questa operazione.
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