domenica, 28 giugno 2026

IL FRONTE DEL NO METTE LA FRECCIA, SORPASSO NEI SONDAGGI

A due settimane dal referendum sulla Giustizia, sia le rilevazioni di Emg, Delphi e YouTrend mostrano il sorpasso dei contrari alla riforma. L'ago della bilancia resta l'affluenza: ecco gli scenari che potrebbero decidere la partita

Di Sandro Pangrazi | 06-mar-2026 2 min di lettura
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IL FRONTE DEL NO METTE LA FRECCIA, SORPASSO  NEI SONDAGGI

A soli quindici giorni dall'appuntamento referendario sulla riforma della Giustizia, il quadro politico si ribalta. Secondo le ultime rilevazioni nazionali, il fronte del No ha accelerato, superando per la prima volta i favorevoli e aprendo una sfida all'ultimo voto che si giocherà sul filo dei decimali e sulla capacità di mobilitazione delle coalizioni.

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I numeri del sorpasso
Il sondaggio Emg per Tg3 Linea Notte fotografa perfettamente il momento: il "No" guadagna l'1,7% e sale al 42,6%, mentre il "Sì" frena allo 42,4%. 
In questo contesto, il 15% di elettori ancora indecisi rappresenta il vero bacino da conquistare per spostare l'equilibrio.
Ancora più netta la tendenza rilevata da YouTrend per SkyTg24, che evidenzia una novità sostanziale: il "No" risulterebbe vincente non solo in caso di bassa affluenza (con un netto 54,1%), ma anche in uno scenario di partecipazione più alta (51,4% contro 48,6%). 
Si rompe così il dogma secondo cui una maggiore partecipazione avrebbe garantito la vittoria automatica della riforma.

Il fattore affluenza e le strategie politiche
Infine l'analisi dell'Osservatorio Delphi conferma il trend: il successo del "No" appare quasi certo se l'affluenza dovesse restare sotto la soglia del 49,5%. Al contrario, per vedere trionfare il "Sì" sostenuto dal Centro-Destra, sarebbe necessaria una partecipazione superiore al 52%.
Sul piano politico, la partita non sembra però destinata a travolgere il Governo. 
Nonostante il valore simbolico del voto, solo il 27% degli italiani ritiene che la premier Giorgia MELONI debba dimettersi in caso di sconfitta. 
Sul fronte opposto, la segretaria Dem Elly SCHLEIN sembra aver scelto una linea prudente: dichiarando di non voler chiedere le dimissioni della premier, punta a normalizzare il voto referendario, evitando l'ombra di elezioni anticipate e concentrandosi sulla costruzione del "campo largo" in vista della scadenza naturale della legislatura.

 

 

 

 

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