POLIZIA LOCALE, SALTATA LA TRATTATIVA CON VIGNONI, VERSO IL QUARTO INCARICO A BUSCARINI
Dal Comando di Porto Recanati no all’offerta dell’Amministrazione Glorio di convolare a nozze senza la dote richiesta dell'inquadramento dirigenziale. Perdurando lo stallo e senza un piano B utile a scongiurare il vuoto di potere, Buscarini - per disperazione - resterà in sella per almeno altri tre mesi

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di Sandro PANGRAZI
A pochissimi giorni dalla terza scadenza cruciale, fissata al 30 giugno, l’Amministrazione GLORIO incassa un pesante rifiuto che fa saltare i piani per il futuro della Polizia Locale di Osimo.
Sirio VIGNONI, attuale titolare di "posizione organizzativa" a Porto Recanati, ha risposto con un netto "grazie, no" all'offerta osimana, pur interessato al progetto.
Il diniego conferma una crisi al buio per il comando di Via Molino Mensa, proprio mentre scade a giorni il terzo mandato di "elevata qualificazione" per il facente funzioni Daniele BUSCARINI.
Dietro il rifiuto di VIGNONI si cela un preciso retroscena economico e politico, che costringerà la Giunta all'ennesima soluzione d'emergenza per gestire un Comando già da lungo tempo, ovvero dai tempi di PUGNALONI, al centro di una tempesta perfetta.
La trattativa e il nodo del "super stipendio" da Dirigente
Il contatto tra l'Amministrazione GLORIO e Sirio VIGNONI era nato nel disperato tentativo di far uscire il Comando da oltre due anni di secche operative, polemiche, ripicche, divisioni, procedimenti disciplinari e giudiziari a scelta.
VIGNONI, a quanto è dato sapere, non aveva chiuso la porta a priori: anzi, si era detto concretamente interessato al trasferimento a Osimo, ma a una condizione contrattuale invalicabile, ovvero quella di essere inquadrato con la qualifica da Dirigente.
Le radici del limbo (il fine mandato di PUGNALONI)
Questo tentativo di svolta si era reso necessario per sanare una situazione precaria che si trascina da troppo tempo, causando malumore, inefficienza e un fuggi-fuggi generale di chi può.
Daniele BUSCARINI, infatti, è tecnicamente decaduto dalla sua nomina fiduciaria di Comandante nel momento esatto in cui è venuto meno il mandato del precedente Sindaco Simone PUGNALONI.
Da quel momento, la guida del Corpo è andata avanti solo a colpi di rinnovi temporanei, peraltro tecnicamente persino dubbi, e instabilità amministrativa e gestionale crescente.
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Il passato pesante: tra polemiche, disciplina violata, sindacato e il "giallo della divisa"
La necessità di cambiare guida a Via Molino Mensa non è solo una formalità burocratica, ma il culmine di anni di pesanti vicissitudini che, giorno dopo giorno, hanno logorato il Comando.
Sotto la gestione di BUSCARINI si è assistito a di tutto, a cominciare da una crisi d'organico senza precedenti, con una raffica di richieste di trasferimento da parte degli agenti che, abbinati ai pensionamenti non pareggiati da assunzioni, ha ridotto il Corpo ai minimi storici, circa 15 unità attive, solo alcune operative su strada.
A questo si aggiungono i durissimi scontri con i sindacati sulla gestione interna del personale e, non ultimo, pure il recente "giallo della divisa": il paradosso delle mostrine da Comandante mantenute sulle spalle nonostante il declassamento formale (o meglio il ritorno allo status originario) a Sostituto Commissario dopo la fine dell'era PUGNALONI.
Una serie di tensioni che ha reso l'aria di via Molino Mensa irrespirabile se non tossica per il personale residuo operante.
Il "No" di GLORIO ad investire sul manico e sulla sicurezza
Preso atto della contro richiesta economica di VIGNONI, per sanare la situazione, il Sindaco ha deciso di non decidere e non cedere.
La scelta della Giunta evidenzia infatti una precisa linea amministrativa che con la valorizzazione del Corpo ha poco da spartire:
La GLORIO, ascoltata la richiesta di VIGNONI per lasciare Porto Recanati, non ha ritenuto opportuno un simile investimento economico nel settore sicurezza, preferendo far saltare la trattativa piuttosto che concedere l'inquadramento dirigenziale richiesto.
Per la serie: nozze si... ma celebrate con fichi secchi anzichè brindare a champagne.
Il miraggio del "buon cuore" di BUSCARINI
Ergo? Lo stallo a questo punto è diventato totale.
Senza un "piano B" e con l'orologio che corre verso il 1° luglio, l'unica via d'uscita logica per l'Amministrazione è ora affidata al "buon cuore" di BUSCARINI, sperando in un gesto di responsabilità di un dipendente di sacrificarsi per la causa comune, rimettendoci di tasca propria.
Per la serie, "signori sapete la novita? Ringrazio tutti, in particolare l'Assessore BOTTEGONI, ma per senso di responsabilità rifiuto la quarta nomina".
Un pò come sperare che i tacchini festeggino l'arrivo del Natale!
Ovviamente, tornando alla realtà, il facente funzioni, forte della posizione acquisita e incurante delle polemiche passate, a ritirarsi in buon ordine non ci pensa affatto, intenzionato com'è a rimanere saldamente in sella, in un modo o nell'altro.
Il finale già scritto: la mossa per scavalcare l'estate
Il risultato di questo braccio di ferro tra il "vorrei ma non posso" della GLORIO e il "potrei andare ma resto in sella" di BUSCARINI è un finale già scritto.
Per non lasciare il Comando totalmente scoperto nel periodo più critico dell'anno, l'Amministrazione sarà costretta a firmare l'ennesimo decreto di rinnovo per il facente funzioni e riconoscere a BUSCARINI l'ennesima posizione organizzativa, apri ad un bonus mensile di circa 1.000€.
Una proroga breve, probabilmente di soli tre mesi, utile per scavalcare l'estate e concedere tempo prezioso alla giunta GLORIO per cercare di far finalmente uscire il povero coniglio dallo stretto cilindro in cui è rintanato.





