giovedì, 25 giugno 2026

NON C'E' IL PROTOCOLLO COMUNE-CARABINIERI: LE 121 TELECAMERE RESTANO MUTE E CIECHE, I TRUFFATORI RINGRAZIANO

Il caso-limite ieri a mezzogiorno in via Marcelletta: l'Arma si mette immediatamente alle calcagna della banda ma la sala di videosorveglianza di via Molino Mensa risponde fuori tempo massimo. E mentre il Centro-Sinistra liquida la sicurezza bollando Osimo come "isola felice", i truffatori degli anziani scappano indisturbati con il bottino

Di Sandro Pangrazi | 24-giu-2026 8 min di lettura
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NON C'E' IL PROTOCOLLO COMUNE-CARABINIERI: LE 121 TELECAMERE RESTANO MUTE E CIECHE, I TRUFFATORI RINGRAZIANO

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di Sandro PANGRAZI

Telecamere off limits, soprattutto ai Carabinieri!
Era destino che accadesse e alfine è accaduto.
E' successo ieri attorno mezzogiorno, col dilagare dell'allarme truffa agli anziani arrivato pure in pieno centro storico; le forze dell'Ordine han dovuto arrendersi alla privacy e soprattutto al mancato accordo, con il Comune di Osimo, per l'accesso in tempo reale al sistema di sicurezza.
La questione l'avevamo denunciata, come pericolo imminente, appena un paio di mesi, è mai previsione fu più azzeccata con i tutori dell'ordine pubblico ad elemosinare un atto dovuto, stavolta giunto a compimento persino oltre ogni tempo massimo.
E soprattutto con i truffatori ormai uccel di bosco.
E dire che le 121 telecamere posizionate quasi in ogni angoli del territorio comunale, sono state regolarmente pagate dagli osimani per la sicurezza della città… non per restare mute, cieche e soprattutto inaccessibili ai Carabinieri (o alla Polizia) nel momento del bisogno! 
E' accaduto intorno a mezzogiorno, sotto un sole da togliere il respiro, battente 32°; ma potrebbe riaccadere anche questa mattina oppure di nuovo domani oppure il mese prossimo pure se nuvolo; soprattutto riaccadrà - senza correttivi in mezzo - quando alla centrale operativa della Compagnia di via Saffi arriverà il prossimo, ennesimo, quasi settimanale drammatico "alert-vecchietta". 

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Una donna anziana, residente in via Marcelletta, ha chiamato sotto shock per denunciare di essere stata appena raggirata. 
I malviventi sono entrati in azione con il solito, odioso copione del "falso Carabiniere": dopo aver agganciato e terrorizzato la vittima con la scusa di un finto parente in difficoltà, come da copione sono riusciti a farsi consegnare denaro e oggetti preziosi prima di dileguarsi nel nulla. 
Per gli uomini della Compagnia osimana, la macchina operativa si è mossa alla velocità della luce, come consumata abitudine operativa. 
I militari non avevano ancora finito di raccogliere formalmente i dettagli del raggiro che le Gazzelle dell'Arma erano già schierate sul territorio, pronte a mettersi alle calcagna dei fuggiaschi. 
Una reazione a tempo di record, tipica di chi malviventi li caccia e li cattura con consumato mestiere, ostacolata però dall'eterno scontro con un paradosso telematico tutto osimano: la mancanza di un protocollo di intesa Comune-Carabinieri.
La Centrale Operativa di via Saffi ha tentato a lungo e disperatamente di mettersi in contatto con la omologa sala di videosorveglianza della Polizia Locale, in via Molino Mensa, per ottenere le prime informazioni e capire il primo elemento essenziale: la direzione di fuga intrapresa dai malviventi. 
Sono però passati inutilmente decine di minuti prima che un operatore si degnasse di rispondere all'alert. 
Quando finalmente la comunicazione è diventata attiva, la preziosa finestra temporale era però svanita: l'auto era ormai ben lontana dai confini di Osimo, chissà dove. 
La collaborazione ormai inutile. I truffatori in salvo a festeggiare il nuovo bottino.
Criminali che potevano essere assicurati alla giustizia subito, si sono trasformati in "uccel di bosco" a causa delle maglie larghe di protocolli di condivisione delle password non solo mai siglati ma neanche minimamente ipotizzati dall'Amministrazione quale unica soluzione possibile.

I numeri e i costi del Grande Fratello osimano
Eppure, dicevamo prima, i contribuenti osimani hanno finanziato di tasca propria, spendendo una somma considerevole di denaro pubblico, una mastodontica infrastruttura viaria da 121 impianti complessivi. 
Tra questi spiccano i 40 varchi Ocr, posizionati per presidiare strategicamente le principali vie d'accesso al comune e le frazioni più sensibili, da Osimo Stazione a San Biagio, fino a Casenuove. 
Il sistema sarebbe teoricamente in grado di scansionare migliaia di veicoli al minuto, riconoscendo all'istante auto rubate o sospette. 
I cittadini, affrontato il sacrificio, si aspettavano di essere ripagati con maggiore sicurezza, più deterrenza e minori rischi.
A chiacchiere. Questo maxi-investimento, a ben guardare la realtà, risulta di fatto improduttivo e abbandonato a se stesso proprio nel momento del bisogno, poiché la visione delle immagini a rischio non viene condivisa in tempo reale con nessuna forza, né con i Carabinieri, né con la Polizia.

Il "Modello Marche": dove le password si cedono per legge
Mentre Osimo si arena nelle scartoffie e nelle telefonate senza risposta, la musica nel resto della regione dimostra che volere è potere, a costo zero e senza alcuna spesa aggiuntiva per le casse pubbliche. 
Grandi e piccoli centri marchigiani hanno affrontato lo stesso identico nodo e lo hanno risolto politicamente nei rispettivi Consigli comunali. 
Città costiere e nodi caldi dell'ordine pubblico come Falconara Marittima e Porto Sant'Elpidio, così come i vicini di casa di Numana, Sirolo e Filottrano, hanno da tempo ratificato patti bilaterali blindati con l'Arma di Osimo. 
Ai militari viene concesso l'uso della stessa identica password in uso alla Polizia Locale, garantendo un accesso diretto, autonomo e in tempo reale alla piattaforma e al relativo server H24. 
Se scatta un allarme a Falconara Marittima o a Numana, i Carabinieri inseriscono le credenziali nella propria centrale e blindano istantaneamente le vie di fuga. 
Ad Osimo no. Si deve sperare che qualcuno risponda al telefono, evento statisticamente improbabile.

Lo scudo della privacy e l'alibi della burocrazia
Ma dietro a cosa si nasconde l'immobilismo della macchina comunale osimana? 
A saperlo! Sperando non sia un fatto di Sinistra (con le forze dell'Ordine catalogate come brutte e cattive), non resta che un fatto burocratico, con funzionari e Dirigenti a farsi scudo con circolari di settore e le news di portali specialistici per la Pubblica Amministrazione (vedi le linee guida in materia di videosorveglianza pubblicate da CARTMIGNANI Consulenza) sostenendo che la titolarità del dato debba restare blindata in capo all'Ente locale. 
Una mezza verità. Esperti e consulenti spiegano come i registri vadano tenuti con rigore, ma non hanno mai vietato la cooperazione istituzionale tramite credenziali dedicate. 
Falconara Marittima e Porto Sant'Elpidio applicano le stesse identiche leggi europee sulla privacy, ma con esiti opposti. 
Per dirla come sta, a Osimo la burocrazia diventa invece l'alibi perfetto per coprire la mancanza di volontà politica.

Il finto paradiso del Centro-Sinistra: Osimo non è un'isola felice
L'episodio di via Marcelletta dimostra in modo inequivocabile come la misura sia ormai colma e di come la questione della sicurezza necessiti di essere affrontata immediatamente, senza ulteriori rinvii o infingimenti di comodo. 
L'esatto contrario di quanto andato in scena nell'ultimo Consiglio comunale. 
In quella sede, la maggioranza di Centro-Sinistra ha preferito alzare il muro ideologico pur di bocciare la mozione d'urgenza sulla sicurezza sollevata dai banchi di Fratelli d'Italia. 
La giustificazione usata per respingere il documento? Sostenere, con una dose agghiacciante di distacco dalla realtà, di ritenere Osimo un'“isola più che felice”. 
Un finto paradiso smentito brutalmente dai fatti, dalle lacrime delle nostre anziane e da quelle decine di minuti passate al telefono a vuoto mentre i truffatori sfrecciavano indisturbati sotto i varchi elettronici comunali.

La palla passa al Consiglio comunale: chi si volterà dall'altra parte?
Il passaggio al Modello ottimale di utilizzo, come detto, non comporta alcuna spesa o costo aggiuntivo. 
Tutto passerà, se mai quando, semplicemente attraverso un voto del Consiglio comunale che ratifica l'accordo politico e amministrativo. 
Le linee digitali ci sono già, i monitor ci sono già, le password esistono. 
Manca solo la volontà di consegnarle a chi indossa la divisa dello Stato per sviluppare una risposta immediata contro i reati più odiosi. 
La scusa che "le norme non lo consentono" è stata definitivamente polverizzata dagli esempi virtuosi di gran parte delle Marche. 
Ora la politica osimana ha il dovere di portare a compimento un ordine del giorno urgente in Consiglio. 
Chi prenderà tempo o cercherà scuse burocratiche, dovrà spiegarlo ai cittadini e, soprattutto, a quell'anziana di via Marcelletta che ieri a mezzogiorno ha visto i propri ricordi rubati da sciacalli fuggiti sotto un varco elettronico "cieco"... mentre la Centrale dei Carabinieri attendeva per decine di minuti una risposta inutile da via Molino Mensa.

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