CELLOTTISMO DURO, PRIMO CASO A OSIMO VIGILI INFLESSIBILI MULTANO VICE SINDACO!

Paola Andreoni “vittima” di un controllo stradale pre virus. Verbale staccato dai nuovi acquisti
Un banale controllo stradale e una banalissima multa. Tutti molto normale se l’accaduto non si fosse materializzato ad Osimo e non avesse visto protagonisti due giovani leve municipali e il sostituto di Pugnaloni imperante, vice Sindaco Paola Andreoni.
Si chiamerebbe, se esistesse, sindrome cellettiana; ovvero la malattia da Otello Celletti, mitizzato da Zampa nel 1960.

Ipotizzatene la presenza, sembra che il virus da divisa compia autentiche stragi tra quanti maneggiano casco e paletta per i primi turni su strada… e che addirittura il cellottismo, a conti fatti, se non efficamente trattenuto, sia più trasmissibile di un Covid lasciato libero di circolare in una casa di riposo!
Insomma con la “malattia” non si scherza anche se, occorre riconoscere, molti vigili urbani riescono comunque a giungere a fine carriera senza cadere nell’umanissima tentazione di aver elevato ammenda – almeno un divieto di sosta per gradire – al proprio collega, comandante, Assessore o Sindaco.

Non apparire schiavi della divisa appena indossata, multando il proprio datore di lavoro, dunque, oltre che prudente e doveroso, diremmo si può. Magari aggiungendo, personalmente parlando, un gerarchico si deve che non fa mai male.

Purtroppo per Osimo e per la pattuglia, il volto gentile della vice Sindaco non era a prova di riconoscimento, insomma non noto abbastanza per i due neo urbani… ancora troppo poco vigili.
Ne la Andreoni, compresa l’antifona, è ricorsa all’ultimo avvertimento di prammatica: “Lei non sa chi sono io!”.
Nella più completa ignoranza dei ruoli si è così consumato, anche nella immune Osimo 2.0, un nuovo caso di positività al cellottismo radicale.
Per la cronaca l’episodio, pur circolante solo in questi giorni causa il rallentamento orale delle notizie imposto dal diradamento sociale, si è consumato in epoca pre virus e non ha, di conseguenza, alcun riferimento alla narrante vulgata che vuole la Andreoni – residente a Portorecanati – non rispettosa dell’autocertificazione, limitante gli spostamenti personali.

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