A FATMIR CELA, OSIMANO DI SECONDA GENERAZIONE, LA PRESIDENZA CMA LA POLTRONA PUBBLICA PIU IMPORTANTE AD AVVOCATO ITALO/ALBANESE

38 anni, residente a Campocavallo e fidanzato con Eleonora, Cela succede a Fabio Marchetti. Il 25 maggio ha sostenuto la Glorio nella lista Energia nuova riportando 60 preferenze. Con il neo Presidente (da cui discende il controllo su Astea e società collegate) nominata anche la Consigliera Ilaria Marini in quota Partito Democratico
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di Sandro PANGRAZI
Un osimano di seconda generazione, l’avvocato Fatmir CELA, 38 anni, italo-albanese, alla Presidenza pubblica più importante di Centro Marche Acquedotto.
Candidato con la lista Energia Nuova alle recenti elezioni del 25 maggio, CELA con 60 preferenze si è classificato quarto dopo l’Assessore Jacopo ANGELETTI, il Consigliere Giancarlo MENGONI e la prima dei non eletti Silvia MENGARELLI.
CELA, ex calciatore dell’Osimana in gioventù (anni 2007 dintorni tra Promozione ed Eccellenza) e laureato in giurisprudenza a Macerata sostenendo una tesi sul diritto internazionale in tema di pirateria marittima, andrà a sostituire, di fatto, la Presidenza di Fabio MARCHETTI, peraltro confermato al vertice di Astea sino alla scadenza contrattuale dell’estate 2026.
A tenere compagnia al neo Presidente nel Consiglio di Amministrazione di CMA (detenuto al 50.17% dal Comune di Osimo e dal Comune di Recanati col 30.60% e a scendere da Montecassiano, Porto Recanati, Loreto, Montelupone, Potenza Picena, Cingoli, Filottrano, Numana, Montefano e Sirolo) ci sarà l’osimana Ilaria MARINI (55 preferenze in quota Pd) in veste di Consigliere.
Dalle decisioni e scelte strategiche di CMA dipendono, in particolare, le vicende del sistema idrico (e non solo) gestito, a sua volta, attraverso l’operatività di Astea e società collegate.

Da definire, a livello presidenziale, la questione degli indennizzi di carica che con MARCHETTI, essendo titolare di analoga prebenda presso Astea, risultano azzerati.
A titolo indicativo l’attuale Cda riconosce ai Consiglieri 3.500 euro, mentre l’Amministratore delegato può aggiungere, in presenza di utili, benefit fino ad ulteriori 11.500 per un totale di 15.000
Residente a Campocavallo con la fidanzata Eleonora, di Fatmir CELA – sconosciuto ai più – pubblichiamo un interessante resoconto, a cura di Paola ANDREONI, realizzato tre anni fa.
“Mi chiamo Fatmir CELA, sono nato a Valona (Albania) l’8 febbraio 1987, terzo figlio di Ilir CELA e Marie SHLLAKU, immigrati in Italia nel 1992 quando avevo 5 anni.
La storia della mia famiglia è una storia di immigrazione ma soprattutto di integrazione, quell’integrazione resa assai facile dalla società italiana dei primi anni ’90, quando in pochi conoscevano lo stato albanese e le sue vicende.
Chi arrivava era soltanto qualcuno da aiutare; e per noi così è stato.
Di Valona di quegli anni, la città dove sono nato, ricordo il sole, il mare e il golfo. Non so perché ma i miei ricordi sono concentrati nei periodi estivi, in quelle lunghe giornate al mare passate con gli amici dei miei genitori.
Eravamo sempre in tanti a raccoglierci sotto pochi ombrelloni. Poi ricordo bene casa mia. Una casa in pieno centro storico di due piani, circondata da mura all’interno, dalle quali sorgeva un giardino tagliato a metà da un vialetto di rose, accudite con particolare cura da mio nonno.
E poi alberi di arance e limoni a destra e a sinistra. Gran parte del giardino era coperta da un vigneto a tetto.
Nel corso degli anni ci sono tornato poche volte, e ogni volta tutto sembrava più piccolo.
L’ultima volta in cui vi ho fatto ritorno è stata a giugno del 2019, erano 15 anni che non mettevo piede in Albania, la mia fidanzata Eleonora insisteva perché la portassi almeno una volta.
Ho ritrovato un Paese profondamente cambiato, rinnovato. Strade nuove, edifici moderni, una popolazione giovane e proiettata al futuro; turisti, tanti turisti.
Le uniche cose rimaste invariate sono il mare cristallino, il golfo e i tramonti.
Sin dal mio arrivo in Italia ho vissuto in Osimo, passando per Casenuove, Passatempo (dove ho frequentato la prima elementare) e infine Osimo centro.
Arrivammo in Italia una sera di novembre del ’92 io, mia madre, mia sorella e mio fratello; mio padre viveva in Italia già da un anno.
La mattina seguente potei scorgere per la prima volta Osimo: solo nebbia e campi. Questa è stata la prima immagine di Osimo all’età di 5 anni.

Eravamo in una casa in campagna a Casenuove. Quindi è questa l’Italia, pensai. A Valona c’era il sole, il mare e la città.
Da Casenuove ci trasferimmo per un periodo a Passatempo per poi trasferirci in via Scalette (zona San Marco) dove abbiamo vissuto per una decina d’anni; e infine definitivamente in Via Carducci.
A scuola Iniziai a frequentare la Bruno da Osimo per poi iscrivermi alla Caio Giulio Cesare.
Vivendo in centro ho avuto la possibilità di farmi molti amici, con alcuni dei quali siamo ad oggi molto legato.
All’epoca vivere in centro significava vivere a pieno la città, le partite di calcio al Duomo, le corse in bicicletta tra i vicoli, i pomeriggi passati all’oratorio San Marco e poi gli eventi delle sere d’estate.
Osimo per me non è stato solo scuola e amici ma è stato anche sport. Ho giocato a calcio nell’Osimo Calcio del grande Roberto BELLEZZA per poi approdare all’Osimana, con la quale nel 2007 vinsi il campionato di Promozione approdando in Eccellenza.
Finite le medie alla Caio mi iscrissi all’Itis di Castelfidardo per poi cambiare totalmente rotta iscrivendomi alla facoltà di Giurisprudenza a Macerata.
Nel 2015, tre giorni dopo la laurea, partii per Londra.
Avevo sempre sognato di andarci a vivere; e un giorno così fu, per lo meno per un breve periodo di sei mesi, lavorando presso un ristorante come lavapiatti e quindi come cuoco.

A Londra ho vissuto al 46 di Lawrence Close, nell’East London, in una casa assieme ad altre cinque persone: un’italiana, una francese, due portoghesi e un polacco. Un’esperienza unica e formativa.
Ma il mio sogno era quello di fare l’avvocato. Capii che in Inghilterra avrei impiegato troppo tempo, così un giorno decisi che era arrivato il momento di tornare.
Ebbi la fortuna di trovare subito lo studio legale presso cui oggi ho il privilegio di lavorare, affiancato probabilmente dai migliori professionisti in materia di diritto amministrativo, societario e penale.
Personalmente mi occupo di diritto penale, materia che mi appassiona e che secondo me incarna un pò il cuore della nostra democrazia e della nostra civiltà.
Difendere un soggetto accusato di qualsiasi delitto innalza la nostra civiltà e ci rende una società illuminata.
Oggi (2022, NdR.) vivo con Eleonora, la mia fidanzata, a Campocavallo.
Per comprendere quanto sia cambiata Osimo in questi anni bisogna passare per queste zone, una volta considerate agglomerati di poche case in aperta campagna… periferia; oggi quartieri rinnovati, moderni, popolosi e ben serviti.
Tuttavia, il centro storico resta un posto speciale per chi vi ha trascorso l’infanzia.
Per quel che riguarda l’integrazione nella nostra città devo dire che sia io che la mia famiglia siamo stati molto fortunati. I miei genitori sono arrivati in un periodo, i primi anni ’90, in cui l’immigrazione non era una questione né politica né di stampa, se ne parlava poco… di fatto non hanno trovato difficoltà ad integrarsi, ne hanno mai vissuto episodi di razzismo.
Per quanto riguarda me e i miei fratelli l’integrazione è stata rapida e naturale, per i bambini è facile fare amicizia.
Oggi le difficoltà per gli immigrati che arrivano nel nostro Paese sono molte, a partire da quelle burocratiche, avvallate da una legge sull’immigrazione che non agevola l’integrazione; oltre le questioni culturali dovute al diffondersi di un sentimento di paura incoraggiato da piccole ma rumorose minoranze.
Su questo fronte Osimo non mi sembra ancora contaminata; tanto si deve probabilmente a questo andirivieni di giovani che partono, ritornano e ripartono e fanno di questa città una realtà cosmopolita”.

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