31 GRADI ALL’OMBRA, MUORE PER INFARTO OPERAIO OSIMANO, 51 ANNI MEZZOGIORNO DI FUOCO, NONOSTANTE L’ORDINANZA REGIONALE DI STOP

Vittima di un probabile infarto Savino Lettini, di Trani, trasfertista per conto della società cooperativa Lavori generali Srl di Osimo. Il poveretto fulminato alle 11.30 di sabato mentre da oltre sei ore lavorava al cantiere ferroviario di Sforzacosta per l’elettrificazione del tratto Macerata-Albacina. Da appena 48 ore vigeva lo stop al lavoro, sottoscritto da Acquaroli, nella fascia oraria 12.30-16, ordinanza che non avrebbe comunque salvato il poveretto. L’uomo lascia la moglie, tre figli e due nipoti. Dalla Procura di Macerata disposta l’autopsia volta a chiarire le circostanze del decesso
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di Sandro PANGRAZI
Muore lavorando sotto il sole, quasi al termine del turno.
E’ accaduto ieri mattina lungo la ferrovia di Sforzacosta (Macerata), attorno alle 11.30, ad un muratore di Trani relativamente ancora giovane (51 anni), contrattualizzato con la società cooperativa osimana Lavori Generali Srl con sede ad Osimo Stazione.
L’uomo, Savino LETTINI, sposato e padre di tre figli, da circa un mese aveva risalito l’Italia per lavorare, come operaio trasfertista, al cantiere ferroviario appaltato da Rete Ferroviaria Italiana alla cooperativa osimana specializzata in lavori ferroviari; nel caso relativi all’elettrificazione del tratto Macerata-Albacina.

L’uomo aveva iniziato presto il turno di lavoro, già alle 5 del mattino, insieme ad altri quattro colleghi, proprio per evitare le ore più calde della giornata.
Sta di fatto che al momento della tragedia, consumatasi all’improvviso attorno alle 11.30, LETTINI aveva già speso fatica per oltre sei ore, senza rendersi conto di essere a rischio solleone.
Appena 48 ore prima la Regione Marche, a firma del Presidente ACQUAROLI, aveva sottoscritto un’ordinanza in cui si vieta – dal 3 luglio al 31 agosto – ogni attività lavorativa all’aperto, specie se caratterizzata da condizioni di lunga esposizione al calore, a valere in particolare proprio nei cantieri edili e/o stradali. Stop ai lavori dalle 12.30 alle 16, ben oltre, dunque, la tradizionale pausa pranzo.

Il destino, purtroppo, non ha atteso la prescrizione dell’ordinanza, colpendo duro con un’ora di anticipo, in maniera da non lasciare scampo al poveretto; in particolare quando il termometro (prontamente verificato dai soccorritori) misurava la temperatura di 31 gradi all’ombra!
In attesa del responso dell’autopsia, ordinata dalla Procurata di Macerata per non lasciare “ombre” circa la natura responsabile dell’evento, tutto lascia pensare che il cuore di Saverio LETTINI non abbia retto allo sforzo della fatica e al calore di un sole eccezionalmente cocente, facendolo stramazzare a terra, sui binari, sotto gli occhi impotenti dei colleghi di lavoro.
Da quanto si è appreso, sembra che la vittima, già nei giorni scorsi, con turni di lavoro e temperature identiche a quelle registrate nella tragedia di sabato, avesse rivelato ai colleghi di non sentirsi troppo bene… ma di non poter rinunciare ai 1.806 euro della busta paga.

Un particolare, quello delle avvisaglie sottovalutate da LETTINI, certamente oggetto di approfondimento nell’inchiesta aperta dagli investigatori della Questura maceratese, intervenuti a Boschetto di Sforzacosta insieme agli ispettori dello Spsal (servizio per la prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), della Ast di Macerata e ai sanitari del 118, prodigatisi a lungo nel tentativo di strappare l’operaio al proprio destino.
La notizia inevitabilmente ha raggiunto la Puglia in tempo reale creando sgomento in famiglia e tra i conoscenti dell’uomo.
“Siamo stravolti” – parla per tutti la Presidente della Fidas Trani di cui LETTINI faceva parte come assiduo donatore di sangue.
“E’ una tragedia terribile. Savino amava la propria famiglia (che di recente, lo aveva anche reso nonno, NdR.) e il proprio lavoro, anche a costo di lasciare la famiglia per lunghe settimane. Qui, purtroppo l’occupazione scarseggia…”.
I lavori sul tratto ferroviario, iniziati a giugno per concludersi a settembre, continueranno.
RFI ha comunicato che l’infortunio mortale non fermerà il cantiere, riguardante una forza lavoro di circa 180 persone.

Dopo quanto accaduto verranno rinforzati gli standard di sicurezza, mentre le indagini dovranno chiarire, attraverso la verifica di documenti e testimonianze circa i turni di lavoro realmente osservati, eventuali carenze nella procedura e/o possibili responsabilità legate all’ambiente lavorativo.
Anche la Regione Marche, tramite la Spsal dell’Ast Macerata, ha aperto un fascicolo per chiarire se le misure di prevenzione, legate al caldo eccezionale di questo periodo, siano state rispettate; incluse idratazione, pause e condizioni di sicurezza del cantiere.
Tornando alla tragedia che ha colpito Saverio LETTIERI e la sua famiglia, in un primo momento alla vedova era stato detto di non preoccuparsi eccessivamente, in quanto il marito aveva avuto un incidente sul lavoro, cadendo da una impalcatura, senza risultare in pericolo di vita.
Poi si è iniziato a parlare di malore. Informazioni parziali tese a non allarmare la moglie che comunque, alla conferma della notizia, si è messa immediatamente in viaggio verso Macerata.
Qui ha trovato ad attenderla la triste realtà di una morte per probabile infarto, con il corpo appena rimosso, disteso per ore sul binario, sotto un sole eccezionale… un sole assassino.
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