“VITTIMA DELLA GIUSTIZIA” SCARICA LETAME DAVANTI IL TRIBUNALE! PROTAGONISTA SILVANO DOMENICHINI, 76 ANNI, OSIMANO ESASPERATO

L’uomo, ex marittimo in forza al porto, martedì mattina aveva abbandonato un secchio di sterco avanti Palazzo di Giustizia accusando i magistrati di Venezia e Ancona di lavorare per una Italia Repubblica delle Banane. L’uomo è stato identificato in capo a due giorni di indagine e sottoposto a perquisizione domiciliare rinvenendo copia dei volantini e il filmato del gesto conservato nel cellulare. L’osimano, denunciato per diffamazione aggravata e continuata dalla Procura de L’Aquila, competente per territorio, ha ammesso agli agenti di essere la persona cercata
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di Sandro PANGRAZI
Nella vita è stato un esperto marittimo, un marinaio esperto – in forza ai porti di Venezia e Ancona – a cui le navi chiedevano assistenza nelle delicate operazioni di entrata e uscita dal porto e/o al molo di attracco.
Il compito di una “pilotina”, una volta entrati in porto, è infatti quello di guidare la nave fino alla banchina e farla evoluire nel modo corretto, essendo il pilota a conoscenza delle condizioni del fondale e delle condizioni meteomarine caratteristiche della zona.
Martedì mattina, però, qualcosa deve essere andato storto nella mente di Silvano DOMENICHINI, 76 anni, osimano residente a Padiglione e appunto ex “pilotino”.

L’uomo, tra la curiosità generale dei presenti, nell’andirivieni mattutino del Tribunale di Ancona, ha abbandonato nel mezzo del piazzale diverse badilate di quello che ad occhio parrebbe dell’ottimo sterco di vacca, accompagnando il gesto di protesta con la diffusione sul posto in cui ha definito l’Italia “Repubblica delle Banane”, insieme ad alcune accuse generiche ai Tribunali di Venezia e Ancona, lamentando la falsificazione di verbali di udienza, il trafugamento di memorie difensive e la conseguente archiviazione di pendenze giudiziarie a causa – a dire di DOMENICHINI – del menefreghismo delle Istituzioni.
Nulla di particolarmente serio o allarmante. Ma con la Giustizia conviene non scherzare, a prescindere.
La macchina della Giustizia, infatti, anziché spalare lo sterco e farsi un sorriso, ha deciso di andare a fondo nella vicenda aprendo un fascicolo e avviando indagini che, in capo ad un paio di giorni, hanno portato alla identificazione dell’anziano visto scaricare e abbandonare qualche palata di letame.
Giovedì mattina presto, così, la Polizia giudiziaria, incaricata di far luce sulla vicenda, ha buttato dal letto Silvano DOMENICHINI bussando alla porta del 112 di via Montefanese, nei pressi del Musone.
La Squadra mobile, incaricata di dare un nome al responsabile, ha mostrato il mandato di perquisizione firmata dalla dottoressa Valeria CIGLIOLA della Procura de L’Aquila, competente su Ancona per territorio.
Gli agenti, operativi insieme ai poliziotti in servizio in Tribunale, hanno in effetti rinvenuto le prove che costeranno all’ex marittimo un sicuro processo per diffamazione aggravata e continuata, così come al momento contestato.
Nell’aprire la porta, l’osimano alla vista della Polizia intervenuta in forze, ha tranquillamente ammesso di essere la persona che il Tribunale dorico stava cercando: “Si, sono stato io”.
A portare la Polizia sino a Padiglione l’analisi, soprattutto, delle telecamere di sorveglianza che hanno permesso di ricostruire il tragitto dell’uomo passo passo, fin dall’arrivo ad Ancona e al compimento del gesto di screanzata protesta.
Durante la perquisizione dell’abitazione, gli agenti della Squadra mobile hanno così rinvenuto numerosi volantini, in tutto identici a quelli abbandonati ad Ancona insieme al letame bovino, nonché la documentazione giudiziaria narrante i presunti torti lamentati da DOMENICHINI nei confronti dei due Tribunali nel mirino, Venezia e Ancona.

La perquisizione, per scrupolo, non ha risparmiato il cellulare dell’osimano, al cui interno sono state rinvenute immagini riproducenti sia il letame che i volantini di spiegazione dei torti presunti subiti ad opera del sistema giudiziario.
Tutto il materiale è così stato posto sotto sequestro, quale documentazione a carico del poveretto incastrato.
Silvano DOMENICHINI martedì mattina, verso le 11, era arrivato a piedi avanti il Tribunale, ovviamente mostrando il volto ai passanti e carreggiando un secchio in mano ricolmo di sterco; letame depositato a terra e attorniato dai volantini, per poi riprendere il tutto col proprio telefonino, ad immortalare la prodezza a futura memoria, come un trofeo di cui mantenere ricordo, da raccontare ai nipotini.
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