mercoledì, 11 febbraio 2026

IL "SISTEMA" MARCHE E IL CASO PUTZU: CINQUE ANNI DI ILLEGITTIMITA' NELL'OMERTA' DELLA POLITICA

Dalla condanna in Cassazione al "premio" quale Capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia. La pratica-Putzu, istruita da Latini a lavori assembleari ormai conclusi, congelata da Pasqui al giudizio dei marchigiani. Blinda la vicenda il silenzio delle minoranze, il ruolo della burocrazia e l'assenza della stampa

Di Sandro Pangrazi | 11-Feb-2026 6 min di lettura
IL "SISTEMA" MARCHE E IL CASO PUTZU: CINQUE ANNI DI ILLEGITTIMITA' NELL'OMERTA' DELLA POLITICA

di Sandro PANGRAZI

Esistono verità che la politica marchigiana ha deciso di seppellire sotto una montagna di cavilli procedurali e silenzi incrociati. La vicenda di Andrea PUTZU (Fratelli d’Italia) non è solo la cronaca di una candidatura contestata, ma il manifesto di un malcostume istituzionale che coinvolge, per azione o per omissione, l’intero arco della Regione.

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Al centro del caso, un fatto che nessuno può smentire: una condanna definitiva della Corte di Cassazione del 2018, a 18 mesi, per falso ideologico. Un verdetto che, stando alla Legge Severino, avrebbe dovuto sbarrare le porte del Consiglio regionale a PUTZU già nel 2020.

Eppure, per cinque anni, quel seggio è rimasto occupato, culminando in un paradosso finale: la sua nomina a Capogruppo di Fratelli d’Italia. Più che un premio politico, consolidato ormai da mesi, nonostante le nubi giudiziarie.

Palazzo delle Marche al 23 di piazza Cavour ad Ancona


La Stagnazione Procedurale: Da LATINI a PASQUI

Il modo in cui la pratica è scivolata tra le due legislature appare come un manuale di tempismo burocratico. Il predecessore Dino LATINI (Liste civiche-Udc) ha prontamente istruito la pratica, in pieno agosto e solo a pochissime settimane dal voto del 2025, con i lavori assembleari ormai giunti al capolinea e soprattutto tempi tecnici di fatto quasi impossibile da gestire, tanto da lasciare il faldone dei carteggi in eredità al successore.

Qualsiasi provvedimento di decadenza postuma da conclamarsi agli elettori, però, Gianluca PASQUI (Forza Italia) l'ha sempre abilmente evitato, almeno da ottobre ad oggi, lasciando che lo scandalo deragliasse, a velocità ridotta e controllata, su un autentico binario morto fatto di assoluta mancanza di notizie,

PASQUI, in un passaggio di consegne segnato dall'immobilismo, in cinque mesi non ha impresso alcuna velocizzazione alla brutta storia, anzi.... parrebbe pronto a lavarsene pubblicamente le mani!

Di fatto il nuovo Presidente dell'Assemblea regionale sinora si è limitato a osservare il silenzio, preoccupandosi di congelare la vicenda al giudizio degli elettori marchigiani e avallando di fatto una situazione che ha trasformato l'irregolarità d'origine in un fatto compiuto... e il consigliere condannato nel principale leader della maggioranza!

L'avvocato Antonio RUSSI, 66 anni, maceratese. Dirigente di lungo corso di Palazzo Raffaello (Giunta regionale), da gennaio 2021 è Segretario generale dell'Assemblea consiliare, scelto dall'ex Presidente Dino LATINI


La Saldatura Burocratica: Il Ruolo di Antonio Russi

Questa paralisi trova sponda in Antonio RUSSI, Segretario Generale del Consiglio, rimasto saldamente al suo posto tra le due legislature. Tale permanenza garantisce che la linea interpretativa delle regole, di fatto, non muti mai, ponendo le basi per un arroccamento sui tecnicismi — come il velo della "non menzione" nel casellario — che ha permesso agli uffici di ignorare per un intero lustro una condanna nota a tutta la politica regionale, calpestando - ciò che è più grave - il principio di onorabilità che dovrebbe guidare l'istituzione.

Gianluca PASQUI (Forza Italia) da vice Presidente a Presidente senza voce (sul caso PUTZU) dell'Assemblea 2025


L'Inquietante Silenzio delle Minoranze

In questo scenario, il comportamento delle minoranze di Centro-Sinistra è, se possibile, ancora più inquietante. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, pur presenti nel 2020 e conoscendo i trascorsi di PUTZU, sono rimasti sostanzialmente muti per tutta la legislatura. Fino ad agosto nessuna barricata, nessuna richiesta di decadenza basata sulla sentenza della Suprema Corte: un silenzio perdurante tutt'ora (fatta salve la breve campagna elettorale) che suggerisce i peggiori pensieri e retroscena, tipo un tacito accordo di "non belligeranza" tra i banchi di Piazza Cavour.

Saturnino DI RUSCIO, ex Presidente Erap e soprattutto primo dei "trombati" 2020 di Fdi, mancato candidato 2025 e "gola profonda" a scoppio ritardato dello scandalo politico


Il Caso Di Ruscio: Una Giustizia "a Orologeria"?

Ma la figura più enigmatica resta quella di Saturnino "Nino" DI RUSCIO. Il fermano, primo dei non eletti di FdI e oggi grande accusatore, ha mostrato in estate una "scossa di legalità" la cui tempistica solleva dubbi legittimi.

Giova ricordare come DI RUSCIO sia rimasto in silenzio per quasi tutta la scorsa legislatura, mentre occupava la poltrona di Presidente dell'Erap Marche, incarico ottenuto nel 2022.

È presumibile che da Fermo non conoscesse da anni le disavventure del collega della vicinissima Porto Sant'Elpidio? Eppure lo scandalo è stato fatto esplodere solo agosto 2025, sotto l'ombrellone, dopo essere stato probabilmente escluso dalle liste per un nuovo mandato.

Solo allora DI RUSCIO, primo dei non eletti, trombato proprio dall'incandidabile PUTZU, ha attivato l'inchiesta penale per falso ideologico e sottoscritto l'istanza al Tribunale civile, l'unica strada rimasta per dichiarare nullo il mandato quinquennale, quello di PUTZU, esercitato senza i requisiti di legge.

Marchigiani cornuti e contenti! A distanza di 6 anni dai fatti, gli elettori non possono nemmeno godere della narrazione puntuale della vicenda.


L'Elettore Tradito: Tra Omertà Politica e Compiacenza Mediatica

Il quadro finale restituisce l'immagine di un elettorato marchigiano sistematicamente messo in un angolo da una politica autoreferenziale. Che sia di Destra o di Sinistra, di maggioranza o di opposizione, il "Palazzo" sembra essersi stretto in un patto di mutua conservazione, finalizzato a tenere i cittadini il più possibile all'oscuro della reale gravità dei fatti.

A questo isolamento del cittadino contribuisce, more solito, la compiacenza di gran parte della stampa regionale, scritta o parlata, che ha un ruolo; stampa che per anni ha preferito concedere largo spazio alla cronaca asettica delle veline o meglio ancora al silenzio di convenienza piuttosto che dar vita all'approfondimento di inchiesta graffiante.

Mortificante la motivazione: per evitare di disturbare una "filiera istituzionale" troppo potente per essere messa in discussione.

Andrea PUTZU da Consigliere a Capogruppo consiliare di Fratelli di Italia!


E ora?

La riabilitazione ottenuta da PUTZU nell'agosto 2025 è la prova del "vizio d'origine": se hai bisogno di essere riabilitato oggi, significa che ieri eri incandidabile.

Restano cinque anni di stipendi pagati dai contribuenti a chi non doveva essere lì, protetto da un sistema che ha preferito l'omertà alla trasparenza, lasciando l'elettore solo, disarmato e ignaro di come il proprio voto sia stato, nei fatti, neutralizzato.

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