martedì, 10 febbraio 2026

RICORDI A DUE VELOCITA': BANDIERE PER LA PALESTINA, NESSUN ALLORO PER GLI ESULI

La diserzione della stele di Pierpaoli non è una deplorevole “dimenticanza” ma si conferma precisa scelta politica. Mentre il Sindaco Glorio espone vessilli extra-nazionali a Palazzo, il Ricordo è restato al bando per l'undicesimo anno

Di Sandro Pangrazi | 10-Feb-2026 3 min di lettura
RICORDI A DUE VELOCITA': BANDIERE PER LA PALESTINA, NESSUN ALLORO PER GLI ESULI

Non chiamatela dimenticanza. Undici anni di assenza istituzionale non sono una distrazione burocratica, ma una precisa e ostinata presa di posizione politica. 

Questa mattina, la Giornata del Ricordo a Osimo ha certificato una volta di più la spaccatura ideologica della Giunta guidata da Michela GLORIO, nel solco di quella continuità con l'era PUGNALONI che sembra aver rimosso il 10 febbraio dal calendario civile della città.

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Il paradosso delle bandiere

A rendere stridente il silenzio attorno alla stele donata nel ’99 da Ubaldo Pierpaoli è l'iper-attivismo mostrato dal Sindaco su altri fronti internazionali. Mentre il monumento di Largo Trieste — che pure ricorda una ferita legata indissolubilmente al nome di Osimo — viene ignorato, il Palazzo comunale nel recente passato non ha esitato a farsi megafono della discussa  questione palestinese.

L’affissione delle bandiere pro-Pal sulla facciata del Comune (un atto che ha già sollevato polemiche per la sua natura extra-istituzionale e i profili di illegittimità rispetto ai regolamenti sui vessilli pubblici) cozza violentemente con la "distrazione" mostrata verso la tragedia delle Foibe. 

Si assiste, dunque, a una memoria a correnti alternate: massima solidarietà per i conflitti odierni, ma oblio per i 350.000 esuli italiani e le migliaia di infoibati che la legge dello Stato (la 92/2004) imporrebbe di onorare.

Da "A Zacinto" di Ugo FOSCOLO il "pianto" per la tragedia istriana-dalmata


Il gesto solitario di Dino LATINI

In questo scenario di attivismo selettivo, l'unico atto di pietas civile è arrivato ancora una volta da Dino LATINI. Lo storico leader delle Liste Civiche, già Sindaco fino al 09 e fresco ex Presidente dell'Assemblea Regionale, stamani si è recato in solitudine sul belvedere di Largo Trieste.

LATINI ha deposto un mazzo di fiori e si è raccolto in preghiera davanti a quell'arco ideale che dall’Adriatico guarda all'Istria e alla Dalmazia. Un gesto semplice che ha evidenziato, per contrasto, il vuoto lasciato da un’Amministrazione di Sinistra che purtroppo preferisce i simboli della politica estera militante ai simboli della memoria nazionale.


Osimo merita di più

Il Trattato del 1975 impose a Osimo una responsabilità storica mondiale. Ignorare la stele che ne commemora il sacrificio patrio e le vittime è un atto che va oltre la dialettica conflittuale tra Destra e Sinistra: è una ferita al ruolo della città stessa. 

Fino a quando Palazzo comunale sceglierà di essere "piazza" per ideologie distanti e resterà sordo al pianto di chi, proprio a causa del Trattato, perse tutto, la Giornata del Ricordo resterà ad Osimo una solennità dimezzata, difesa solo dal coraggio dei singoli.

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