venerdì, 17 luglio 2026

VELOX FUORILEGGE, OSIMO IGNORA IL DECRETO SALVINI E PURE LA DIFFIDA UGL?

Giallo sulle strade di Osimo: i dispositivi di Casenuove e il laser mobile sono stati davvero disattivati dopo la svolta ministeriale di lunedì? O la PL continua a fare cassa? Tra il silenzio della Giunta Glorio e il vuoto al Comando, il rischio per l'Ente va ben oltre un sicuro buco di bilancio da 255mila euro: per ogni sanzione firmata senza i requisiti di legge si profilano infatti pesanti responsabilità penali davanti alla Procura. L'invito: non pagare e ricorrere

Di Sandro Pangrazi | 17-lug-2026 6 min di lettura
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VELOX FUORILEGGE, OSIMO IGNORA IL DECRETO SALVINI E PURE LA DIFFIDA UGL?

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di Sandro PANGRAZI

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Il caso degli autovelox non omologati, ad Osimo è caos interpretativo, tra diffide e decreti.
La vicenda dei tre apparecchi un uso alla PL di Osimo (due velox a Casenuove e un laser mobile) è riesplosa con forza dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lunedì scorso 12 luglio, del nuovo Decreto ministeriale firmato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo SALVINI. 
La recentissima svolta normativa nazionale ha difatti riacceso i riflettori sulla diffida formale inviata lo scorso 18 marzo dal sindacato UGL, indirizzata all'Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Michela GLORIO e sul territorio dal facente funzioni Daniele BUSCARINI, responsabile senza titolo del comando di Polizia Locale. 
L'atto intimava ed intima lo spegnimento immediato dei tre occhi elettronici attivi sul territorio osimano, bollati come "fuorilegge" per la storica assenza di un'omologazione ministeriale formale, aprendo la strada a un potenziale caos sui bilanci comunali per una pioggia di ricorsi potenziali, vincenti in partenza.

Il decreto Salvini è in vigore: stop ai dispositivi irregolari
Il provvedimento del Mit, entrato ufficialmente in vigore a livello nazionale da meno di una settimana, mette la parola fine a decenni di vuoto normativo e interpretazioni di comodo. 
La nuova disciplina impone infatti regole tassative e uniformi in tutta Italia per le procedure di verifica e impiego dei rilevatori di velocità, sancendo di fatto lo stop globale per circa 850 dispositivi mai stati a norma e sparsi su tutto il territorio italiano. 
Qualcuno di buona volontà, faccia i conti su quanti milioni di euro gli automobilisti hanno regalato alle varie Amministrazioni, di ogni segno politico, su e giù per lo Stivale!
Quel ora è certo è che per i Comuni non ci sono più scappatoie o alibi: gli strumenti di rilevazione devono possedere requisiti tecnici certificati alla fonte, azzerando la discrezionalità degli Enti locali che per anni, anzi da sempre, a partire dal primo verbale, hanno rimpinguato le casse sfruttando una dicitura ambigua e comunque fuorilegge.

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La mannaia del 12 luglio: subito 850 macchinari spenti in tutta Italia
Le nuove disposizioni ministeriali introducono infatti paletti talmente rigidi e non scavalcabili, da aver fatto scattare una vera e propria ritirata prudenziale su scala nazionale. 
Da lunedì 12 luglio, infatti, circa 850 postazioni di rilevamento sono state congelate o materialmente disattivate dai Municipi di mezza Italia, anzi dell'Italia tutta, proprio per evitare una pioggia distruttiva di ricorsi. 
Il decreto, in particolare, ha trasformato l'omologazione ministeriale da semplice "opzione interpretabile" a requisito formale effettivo e inderogabile, privando le Amministrazioni locali di qualsiasi paracadute giuridico in caso di contenzioso.

Il silenzio di Palazzo: quattro mesi di attesa per Vincenzo Marino
La domanda sul perché il Comune di Osimo conti ancora di temporeggiare diventa a questo punto drammaticamente legittima, proprio analizzando i retroscena dell'atto del sindacato di Destra notificato in primavera. Il firmatario della doppia diffida, indirizzata a GLORIO e BUSCARINI è Vincenzo MARINO, Segretario regionale dell'Ugl Polizia locale, il quale da ben quattro mesi attende invano un formalissimo riscontro da parte della segreteria del Comune. 
Un silenzio istituzionale imbarazzante che, alla luce del nuovo decreto ministeriale, si trasforma in una pesante omissione politica di fronte a un sindacato che aveva ampiamente anticipato i tempi della stretta governativa.

Il rischio penale: la firma sul verbale può diventare un reato
Ma attenzione a ipotizzare che il Comune, consapevolmente e invitando i propri funzionari a chiudere un occhio, decida semplicemente di "fare il furbo" per continuare a fare cassa, magari speculando sulla tendenza di 7 automobilisti su 10 a pagare subito l'infrazione pur di avere lo sconto del 30%. 
Se un Sindaco o un Comandante (che ad Osimo neanche abbiamo, se non attraverso la responsabilità del Dirigente Affari generali Mariarosaria GIORGIO) possono accettare il rischio economico di perdere qualche ricorso, non possono o meglio non potrebbero o dovrebbero affatto accettare anche il sicuro rischio penale a rimorchio. 
Validare, firmare e spedire migliaia, centinaia o anche una sola sanzione sapendo formalmente che gli apparecchi sono condannati dallo Stato italiano, non sarebbe più una solo una "scelta amministrativa azzardata", ma configurerebbe l'ipotesi di reato di falso ideologico, nonché - continuando ad ignorare il rispetto della diffida Ugl - il reato di omissione di atti d'ufficio. 
Davanti alla prospettiva di una contestazione della Procura, nessun dirigente pubblico o facente funzioni metterà o dovrebbe mettere mai a rischio la propria firma e la propria carriera per far quadrare il bilancio dell'Ente.
Anche se ad Osimo conviviamo da un pò con la certezza del tutto può succedere.

Il buco nel bilancio: da depennare e rimpiazzare, con altra voce a bilancio, i 255.000 euro di incasso autovelox previsti dal Comune nel triennio 2026/2028
L'impatto di questa paralisi normativa rischia di colpire al cuore la programmazione economica di Palazzo Comunale, specie per quanto riguarda i fondi su dove reperire il denaro per rimpiazzare i due agenti (tra cui il vice Comandante Daniele VESCOVO) a breve in pensione. 
Il Comune di Osimo ha da tempo formalmente messo in previsione un tesoretto da 255.000 euro di introiti (85.000 euro l'anno) derivanti proprio dalle sanzioni stradali da velocità eccessiva da riscontrare nel triennio 2026/2028. 
Con lo spettro dei velox spenti per legge e la certezza matematica di veder annullata ogni singola sanzione per via giudiziaria, queste entrate rischiano ora di trasformarsi in un clamoroso buco di bilancio. Chi si assumerà la responsabilità di far saltare i conti o, al contrario, di esporre l'Amministrazione GLORIO a pesanti conseguenze legali pur di provare ad incassare i fondi preventivati?

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