TROPPO CALDO PER CORRERE, TORNA IN AUTO E SORPRENDE IL LADRO “FAMMI FUGGIRE O TI DO UNA PUGNALATA”, IL FURTO DIVENTA RAPINA

L’episodio 5 anni fa al parcheggio della Girardengo, a Campocavallo. Condannato a un anno e dieci mesi il marocchino osimano Abdessamad Lmoughit, 41 anni, autore del colpo ai danni dell’auto di Federico Giuliodori
Quasi due anni, esattamente un anno e dieci mesi di reclusione, per un tentato furto sfociato nel corso d’opera in in rapina impropria.
E’ quanto ha deciso il Tribunale di Ancona nei confronti del marocchino osimano Abdessamad Lmoughit, 41 anni, che cinque anni fa si rese mancato protagonista di un colpo ad danni dell’auto dell’osimano Federico GIULIODORI, 52 anni, lasciata in sosta nei pressi della ciclabile “Girardengo” di Campocavallo.
Quel pomeriggio del 3 luglio 2019, l’osimano pensava di fare una corsetta veloce lungo fiume per tenersi in allenamento fisico.
La corsetta sul Musone però durò meno previsto, appena un quarto d’ora. Faceva troppo caldo per sudare sotto il sole e così GIULIODORI, tornato sui propri passi, beccò in flagrante il nord africano, impegnato sul “lavoro”.
Rotto un finestrino, il marocchino si era piazzato dentro l’auto a rovistare alla ricerca di denaro o qualsiasi oggetto di valore, trovando alla fine un marsupio riposto da GIULIODORI sotto il sedile, contenente il cellulare, il portafoglio e documenti vari.

“Che stai facendo?” – gli urlò GIULIODORI, tanto da indurre LMOUGHIT alla fuga precipitosa, abbandonando a terra il magro bottino.
Ma oltre che poco accorto il topo d’auto quel giorno fu particolarmente sfortunato. Tra tante vittime potenziali, aveva infatti beccato proprio il tipo possibilmente da evitare; abituato a correre e a fare sport GIULIODORI prese ad inseguirlo così tanto da costringere il malcapitato a perdere persino le ciabatte, quasi abbrancato dal tenace osimano.
Vistosi quasi afferrato dal 52enne, il poveraccio, con l’ultimo fiato in gola, provò a minacciare: “Lasciami andare o ti do una pugnalata”. GIULIODORI a questo punto, considerata la minaccia e il fatto di aver recuperato il cellulare e gran parte di quanto arraffato, lasciò andare, preferendo regolare la questione per vie legali.
Qualche giorno dopo, proprio attraverso delle foto mostrategli dai Carabinieri (a loro volta bravi e fortunati a dare una occhiata alla pagina Facebook del marocchino sospettato), GIULIODORI riuscì ad individuare, con ragionevole certezza, le sembianze dell’uomo che aveva messo in fuga a Campocavallo.
Si trattava proprio di Abdessamad Lmoughit, denunciato dall’osimano quale autore del tentato furto che però, a causa di quella minaccia verbale, ovviamente non verificata – “ti lancio una coltellata” – si è visto convocare in Tribunale, alla sbarra per l’ipotesi più grave di tentata rapina impropria.

In assenza di prove particolari, LMOUGHIT, difeso dall’avvocato Paolo MENGONI, ha provato a respingere l’accusa, professando al giudice di non sapere nulla di questa storia e di non essere lui il protagonista di quanto accaduto.
Inutilmente, però. Alla fine il nordafricano ha dovuto soccombere alla ricostruzione plausibile della vicenda e al fatto di essere stato riconosciuto senza dubbi dalla propria vittima.
Fondamentale anche l’apporto di un paio di un paio di telecamere fatte installare, pochi mesi prima, dall’Amministrazione PUGNALONI giusto all’altezza del parcheggio e del percorso.
Inevitabile la condanna a un anno e dieci mesi.
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