“MAMMA, CI HAI AMATO PIU’ DI TE STESSA…” ADDIO A MARIA FALAPPA, 72 ANNI, MAMMA DI LUCA PAOLOROSSI

Pubblichiamo un tenero ed intimo ricordo del primo Cittadino di Filottrano, eletto appena un anno fa. Originaria di Sant’Ignazio, la donna ha accusato un malore sul lavoro, tre giorni, da cui purtroppo non si è ripresa. In un post di getto, tutte le parole di figlio, mai dette per pudore. “Abbracciate, coccolate le vostre mamme…”
“Cara mamma, ho avuto tre giorni per supplicarti di non andartene.
Ho pregato affinché tu tornassi a ciò che hai fatto per tutti noi; e hai fatto più di quello che potevi.
Passavo giornate e nemmeno mi ricordavo che tu fossi li, al solito posto… e oggi non è facile perdonarselo.
Quasi un anno fa esultavamo per la mia elezione a Sindaco, Sindaco di quel Paese che tanto amiamo.
Dicevi sempre che non avevi bisogno di andare in vacanza, perché la cosa più bella che ci poteva capitare era nascere a Filottrano, il paese più bello del mondo.

Facevo sorridere a tutti quando raccontavo che mi dicevi: “Figlio caro, guadagni i soldi con la pala ma spendi con la ruspa… come pensi di fare pari? “.
Cara Mamma, tu eri proprio un incanto; in questi tre giorni di calvario ti abbiamo sussurrato tutto ciò che per 53 anni non ti abbiamo mai detto e ringrazio Dio per averci concesso questo tempo.
Noi diamo sempre tutto per scontato.
Tu e Babbo ci avete cresciuto e ci avete insegnato il valore di tutto ciò che vedo, tocco e faccio.
Tu dietro di noi, paziente e calma, sorridente e determinata, autorevole, coraggiosa e concreta.
Faremo esattamente come ci hai insegnato; dicevi sempre che avresti finito i tuoi giorni seduta sulla macchina da cucire ed è lì che ti abbiamo soccorso…
Aveva ragione, Nazzareno ROCCHETTI: alla fine della nostra vita ci devi arrivare stremato perché solo così puoi essere felice e consapevole di esserti meritato di venire al mondo.
Ora a noi rimarranno i tuoi insegnamenti: “Non è l’azienda che paga gli stipendi, l’azienda maneggia i soldi… ma sono i clienti che pagano stipendi, fornitori, progetti e passioni”.
Tu andavi d’istinto ed intuito solo come una grande donna forgiata dalla povertà che, da piccola, attanagliava la tua generazione.
Quella che noi oggi chiamiamo povertà solo perché non abbiamo due televisioni a testa, un’auto per persona, l’aria condizionata o il cellulare… e penso a quello che ha fatto grande la vostra generazione. La vostra non era povertà, la vostra era realtà, normalità; eravate sani e non dopati dal sistema.
Cara mamma, te ne ho fatte passare tante; spero di averti dato anche qualche soddisfazione.
Quando citavi il nostro cognome eri sempre orgogliosa e al tempo stesso e riservata.

Ora noi continueremo con quell’ orgoglio e porteremo avanti la nostra attività di Sartoria che tu hai contribuito, con le tue mani d’oro, a far crescere.
30.000 clienti in 30 anni; ogni cliente ha un tuo capolavoro nell’armadio.
Noi continueremo a fare ciò che ci hai insegnato; siamo sempre stati una famiglia di servitori e continueremo a farlo.
Tu sei stata imprenditrice, madre, moglie e nonna. Hai capito, hai dimenticato, hai perdonato, hai sofferto, hai pianto e ci hai amato più di te stessa.
Grazie!
A voi tutti che leggete questo mio pensiero, scritto con il cuore spezzato, chiedo di andare dalle vostre madri: Telefonate o meglio andate a trovarle ed abbracciatele forte; prendetevi il momento per starci insieme e dite loro tutto ciò che non avete mai detto.
Io non ho fatto in tempo”.
Luca PAOLOROSSI
Qui le tue condoglianze:
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