LORETO, NON REGGE LA TESI DIFENSIVA, BORRELLI RESTA IN CARCERE LA DROGA SULLO SFONDO, OMICIDIO VOLONTARIO A COLPI DI MAZZETTA

Il 37enne di Erba confermato a Montacuto dal Gip Masini dopo un interrogatorio con troppe incongruenze, giudicato non convincente. Da valutare la posizione di Anna, cassiera Eurospin, convivente del sospettato assassino e proprietaria del box. Venerdì mattina fu la donna a scoprire il cadavere di uno sconosciuto, a distanza di ben quattro giorni dal fatto, richiamata in garage dall’odore della morte
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Gravi indizi colpevolezza: resta in carcere Matteo BORRELLI fortemente sospettato di essere l’autore deIl’omicidio del fidardense Ettore SORRENTINO, colpito alla testa più volte, probabilmente a colpi di mazzetta.
Questa mattina il giudice per le indagini preliminari Carlo MASINI, dopo non aver convalidato il fermo di polizia per un vizio di procedura, ha comunque disposto la custodia cautelare in carcere del 37enne originario di Erba (Como) per il pericolo che di inquinamento delle prove.
Toccherà all’autopsia stabilire con certezza le cause della morte, motivazioni che in ogni caso appaiono circoscritte al mondo della droga.

Ufficialmente disoccupato e con precedenti legati al traffico di stupefacenti, il 45enne della Badorlina ha probabilmente commesso l’errore fatale di imbattersi in uno spacciatore più grande e grosso, anche fisicamente, del presunto omicida lombardo.
L’aggressione mortale, pare ormai chiaro, dovrebbe essersi sviluppata una settimana fa, nella tarda serata tra lunedì e martedì scorsi, all’interno del garage di Anna, convivente di BORRELLI, soprastante l’abitazione di via Altotting 4, in territorio di Villa Costantina, a Loreto.
Al momento non sarebbero emerse contestazioni in capo alla donna, madre di tre figli e cassiera presso l’Eurospin di Porto Recanati; abitudine della padrona di casa, pare, parcheggiare la propria auto a ridosso della porta basculante, senza entrare nel garage dove la resa dei conti ha avuto luogo.
Questa abitudine, nonostante la porta lasciata aperta per un quinto, ha permesso all’omicida di guadagnare quasi quattro giorni di vantaggio sugli investigatori, fino a quando, richiamata dal cattivo odore emanato dal cadavere di SORRENTINO, venerdì mattina, verso le 11, in una mattinata di gran sole che moltiplicava gli effetti di una morte avvenuta da tempo, la donna ha finalmente alzato l’automazione scoprendo l’orribile scena di un corpo di un perfetto sconosciuto in avanzato stato di decomposizione!
Sconosciuto alla donna ma non certo, sembrerebbe, al suo compagno lombardo, accompagnato anche a Loreto dalla cattiva fama di condanne per estorsione e rapina; insomma un tipo da prendere con molte molle.

Un presunto assassino che in quattro giorni di tempo, avendo presumibilmente agito da solo, non ha saputo organizzarsi per spostare in autonomia il cadavere, provando ad allontanare da quel garage la gravosa firma dell’episodio.
La scomparsa di SORRENTINO, una vita buttata nella spazzatura da tempo, era stata segnalata alla Polizia, dall’anziana madre, già da almeno 48 ore, rispetto al ritrovamento del corpo; morto per i colpi (l’autopsia affidata alle dottoresse Loredana BUSCEMI ed Eva MONTANARI, chiarirà quanti) sferrati sulla testa, fino a fracassarla, con il pesante attrezzo di lavoro.
Martello parrebbe recuperato dall’aggressore, casualmente, all’interno del garage, capitatogli in mano al culmine dell’ira covata da tempo contro uno spacciatore probabilmente in ritardo con i pagamenti.

Non a caso BORRELLI è accusato dell’omicidio volontario di Ettore Alessandro SORRENTINO, pur rispondendo alle domande del Gip, assistito dall’avvocato Maila CATANI, ha fornito una propria versione dei fatti valutata dal dottor MASINI “poco convincente e piena di incongruenze”.
In ogni caso il 37enne di Erba ha negato di aver ucciso Ettore Alessandro SORRENTINO.
Da valutare la posizione di Anna, non coinvolta nell’episodio comunque svoltosi all’interno del proprio garage.
La donna, madre di tre figli (attualmente ospiti con la donna di alcuni parenti), ha infatti negato di aver mai conosciuto la vittima, non sapendo spiegarsi le ragioni di quel angosciante ritrovamento nel proprio box.
Poi il fermo indiziario, tramutato in arresto cautelare, del convivente Matteo BORRELLI, indiziato di omicidio volontario.

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