LAMANNA PRECIPITA NEL VUOTO, SOSPETTATO PEDOFILO MUORE SUICIDA? FIGLIO ADOTTIVO, IL 37ENNE SI TROVAVA AI DOMICILIARI DAL 14 MAGGIO

Il ragazzo, di origini cilene ma osimano sin da bimbo, è caduto dalla propria abitazione di via Cialdini in un ballatoio interno della sottostante via Montello, al Borgo, dopo un volo senza scampo di diversi metri. Inutile il prodigarsi dei soccorsi, compreso l’arrivo dell’eliambulanza, il cui intervento è stato annullato visto il precipitare della situazione. Sulla vicenda indagano i Carabinieri; non escluso il compiersi di un gesto volontario. Cordoglio in tutto il quartiere ad una famiglia duramente colpita
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Cade nel vuoto dalla propria abitazione, trovando la morte dopo un volo tragico di almeno sei metri o forse più.
E’ accaduto nel pomeriggio di ieri, al Borgo, attorno le 17.30, quando Miguel Angel LAMANNA, 37 anni, è precipitato dalla finestra o dal tetto (i particolari della vicenda non sono ancora noti con chiarezza) della propria abitazione di via Cialdini nella sottostante via Montello, esattamente nei pressi di un ballatoio corrispondente, grosso modo, al retrobottega del ferramenta Catena.

Un volo, non si esclude volontario, che ha posto fine alla giovane esistenza di ragazzo, di origini cilene, da quattro mesi e mezzo agli arresti domiciliari a causa di una pesante vicenda, a sfondo pedopornografico, per altro ancora da chiarire e a questo punto destinata all’archivio, avviata in primavera dalla Polizia postale in seguito alle segnalazioni di alcuni genitori della vicina parrocchia della Misericordia, dove l’uomo era attivo.
Carattere chiuso, decisamente riservato, quasi sconosciuto al resto della città (eccezion fatta per l’ambiente confessionale dove il ragazzo era attivo, in particolare nel coro della Misericordia), Miguel Anguel era stato adottato, dal lontano Cile, all’età di 3 anni da una stimata coppia di insegnanti osimani, senza figli.

Dal giorno dell’arresto, avvenuto il 14 maggio su ordine della Procura della Repubblica di Ancona, il ragazzo non ha mai abbandonato lo stato di detenuto ai domiciliari e probabilmente, nonostante un’inchiesta ancora alle prime battute, non ha retto al peso delle lancinanti ipotesi mosse dalla magistratura.
Vicenda che – almeno per quanto riguarda le immagini e i filmati, ritrovati dalla Polizia postale nella disponibilità di LAMANNA, al termine della perquisizione effettuata sul computer e nel cellulare – ha confermato, in primissima istanza, il castello accusatorio valso il prolungato stato di privazione della libertà.
Buona istruzione (maturità classica e laurea all’università per stranieri di Siena), il ragazzo nella vita era abilitato alla professione di interprete e amava condividere le proprie giornate, oltre che in famiglia, con l’impegno volontario nella vicina parrocchia dei frati minori.
Insomma la brutta storia che lo ha visto coinvolto all’improvviso, travolgendo la routine abitudinaria del giovane, potrebbe aver costituito un peso troppo grave da reggere in solitudine, pur per carattere avvezzo ad una vita schiva ed appartata.

I sospetti che gravavano attorno alla vicenda, infatti, erano tesi a comprendere se LAMANNA si fosse, in qualche modo, limitato a detenere e scambiare con altri pedofili informatici, attraverso la Rete, squallidi file fotografici e video proibiti (alimentando così il mercato della pedopornografia under 14 anni) o se avesse avuto anche un ruolo attivo in simili situazioni, magari documentato dalle immagini poste sotto sequestro.
Da qui l’intervento, al momento dell’irruzione nella casa condivisa con gli esterrefatti genitori adottivi, in via Cialdini, anche dello speciale nucleo del COSC (Centro operativo per la sicurezza cibernetica) a cui la Procura aveva demandato i delicati riscontri del caso.
Da allora però, sull’arresto del giovane, era scesa una cappa impenetrabile di silenzio, tanto che anche attraverso fonti giudiziarie, non sono giunti ulteriori aggiornamenti sullo stato dell’inchiesta.

Insomma la vicenda LAMANNA, per l’opinione pubblica cittadina, per mesi, è apparsa sempre più come un ricordo sbiadito, avvolto dalle nebbie dei sussurrati passa parola.
Almeno fino a ieri pomeriggio quando l’identità della vittima e le circostanze della caduta nel vuoto hanno riacceso il ricordo all’attualità.
Nonostante il volo subito e il tempo necessario per accorgersi dell’accaduto (in una zona interna, non visibile dal piano stradale), LAMANNA era ancora vivo all’arrivo dei primi soccorsi, l’automedica della Croce Rossa e da Castelfidardo un’ambulanza della Croce Verde.
Presenti su quel pianerottolo anche una squadra dei Vigili del Fuoco e una Gazzella dei Carabinieri del Norm per le indagini relative a etichettare l’accaduto con un nome preciso.
Sul posto, al Borgo, anche l’elisoccorso alzatosi in volo da Torrette; intervento poi annullato una volta resisi conto che per il giovane 37enne osiman-cileno, purtroppo, non c’era più nulla da fare.
Cordoglio umano alla famiglia, da parte di molti residenti del popolare quartiere, rimasti attoniti e senza parole di fronte al bruciante rincorrersi di una cronaca inaudita.
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