CANDIDATURA PUTZU 2020, INSABBIATA LA SEDUTA STRAORDINARIA? ANNA CASINI (PD): “L’UNDICESIMA LEGISLATURA CONCLUSA MALAMENTE”

La Consigliera Dem, a cinque giorni dal voto, prende atto della “immaturità democratica” del Centro-Destra, omertoso sulla vicenda della incandidabilità denunciata dallo stesso Di Ruscio, collega Fiamma del condannato Putzu. “Hanno fatto quadrato per paura di affrontare il dibattito in aula e di fare chiarezza, non sapendo bene cosa ne sarebbe potuto scaturire”.
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Dunque, salvo colpi di scena, allo stato non annunciati, l’undicesima legislatura chiuderà i battenti… senza l’auspicata seduta del Consiglio regionale straordinaria “ad personam”, sul caso della candidabilità 2020 del già condannato Andrea PUTZU con Fratelli di Italia.
Contrariamente all’atto sottoscritto dal Presidente dell’ufficio centrale regionale della Corte di Appello delle Marche, alle 17 del 30 settembre 2020, l’Assemblea che si appresta ad esaurirsi non potrà dunque dibattere se l’avvenuta proclamazione del Consigliere Fiamma di Porto Sant’Elpidio sia stata ottenuta rispettando il sacro crisma della legalità. O meno.

Dalle ore 17.01 del 30 settembre 2020, infatti, PUTZU sta sommando incarichi e stipendi (in cinque anni ammontanti a circa 600.000 euro lordi) che forse, ma il Consiglio regionale uscente non lo saprà mai, avrebbero dovuto essere destinati al collega di partito Saturnino DI RUSCIO, smemorato anzi che no, ma portatore del diritto di primo dei non eletti, sopravanzato solo dallo squalificabile PUTZU.
Il fermano DI RUSCIO, infatti (dal 7 maggio 2022 comunque “sistemato” alla guida dell’Erap, Ente regionale per l’abitazione pubblica), ha atteso in silenzio, fino a luglio scorso, l’evolversi della situazione politica, persuadendosi a ricorrere al Tar e alla Presidenza dell’Assemblea regionale solo una volta conosciuta la decisione ufficiale di Fratelli di Italia di non ricandidarlo in vista del 28 e 29 settembre.
“Come volevasi dimostrare – ha commentato il Consigliere Anna CASINI (Pd) – la legislatura chiuderà senza aver dato la possibilità all’Assemblea di conoscere se davvero l’esponente di Porto Sant’Elpidio, legatissimo al Presidente ACQUAROLI e ancor di più al primo Ministro MELONI, era davvero da considerarsi incandidabile nel 2020, a causa della condanna per falso ideologico diventata definitiva nel 2018. Come denunciato dallo stesso ex collega di partito Saturnino DI RUSCIO.

E’ evidente – chiosa l’esponente ascolana Dem – che tutto il Centro-Destra, facendo quadrato attorno a PUTZU, ha avuto paura di affrontare il dibattito in aula e di fare chiarezza (con quanto sarebbe potuto scaturire), preferendo lasciar cadere una cappa di omertà sulla vicenda.
A questo punto non resta che attendere l’esito del ricorso al Tar presentato dallo stesso DI RUSCIO. A tal proposito trovo sia semplicemente inqualificabile che l’ufficio di Presidenza abbia dato mandato all’avvocatura regionale di costituirsi nel procedimento al Tar.
Un’ultima perla che conclude degnamente cinque anni di direzione dei lavori a senso unico, a favore dei gruppi di maggioranza. Cinque anni che nessuno rimpiangerà avendo mortificato il valore istituzionale del Consiglio regionale, dimostrando “l’immaturità democratica” delle forze politiche del Centro-Destra marchigiano, comprendendo nel giudizio le sedicenti formazioni moderate”.
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