BRIVIDI BLU PER L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE CONSIGLIO COMUNALE PD LE PREFERENZE DELLA FLAMINI O IL GRADIMENTO PER GALLINA FIORINI?

A decidere sarà la segreteria Dem, partito guida della coalizione di Centro-Sinistra. Non escluso un mandato temporaneo per Pugnaloni, strategico in vista delle imminenti Regionali. Salvo colpi di scena occorrerà comunque attendere la settimana prossima e la terza votazione quando il quorum si abbasserà dai 17 dei due terzi ai 13 voti della maggioranza assoluta
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Verso l’elezione del Presidente del Consiglio comunale al terzo tentativo (e comunque non prima di giovedì prossimo 18 giugno) tecnicamente a causa della mancanza di almeno un voto; determinante ad oltrepassare la soglia dei due terzi (17 si), quorum previsto dallo Statuto.
Di certo il successore di Stefano SIMONCINI sarà a marchio Pd, avendo il partito di maggioranza (2.715 voti) vinto la contesa politica con la Lista Michela Glorio Sindaco, giunta seconda e fermatasi a quota 2.537 consensi.

Grazie all’applicazione meticolosa del manuale CENCELLI, dunque l’Amministrazione-GLORIO dovrebbe risparmiarsi tutti gli errori gravi commessi volutamente, giusto un anno fa, da Francesco PIRANI, accettando l’indicazione che verrà fuori, stasera, dal plenum Democratico.
Ma in quale modo? Due o tre le strade possibili.
Individuando il candidato a colpi di preferenze: in questo caso “scorrendo i nominativi di PUGNALONI e CARDINALI, la scelta dovrebbe premiare Eliana FLAMINI (162 preferenze e già vice Presidente uscente).
L’altro metodo, invece, più prettamente politico, farebbe emergere il gradimento diffuso verso Diego GALLINA FIORINI, giunto staccato dalla collega giusto di quindici preferenze, fermatosi a quota 147.
Tra i due nominativi, nessuno dei due particolarmente apprezzabile, ballano una manciate di preferenze e soprattutto quasi 2.200 euro lordi di appannaggio (da distribuire per 60 mensilità)… una “cifretta” non disprezzabile, visti i tempi e l’incarico, che a giugno 2024 – ricordiamo con dispiacere – fu comunque più che sufficiente per mandare in tilt l’ultra trentennale fedeltà di SIMONCINI, purtroppo presunta, perfino verso la lealtà alla propria creatura politica!

E dato che a Sinistra come a Destra sui “valori” è possibile trattare ma sulla “busta paga” no, ecco profilarsi tra i due Dem un duello inaspettato, sostenuto tutto a colpi di nobili argomentazioni che per carità di Patria vi risparmiamo.
Di fatto la segreteria cittadina del Pd deciderà solo nella serata odierna una linea comune da seguire nelle prime due votazioni (la prima prevista per giovedì pomeriggio), oltretutto a determina palese del suffragio.
Due le certezze:
da escludere che il 17° voto (in ogni caso necessario sia nella prima che in seconda battuta, quando da Statuto servirà la maggioranza dei due terzi) possa essere offerto, gratis, dalla minoranza di Centro-Destra.
Come pare ragionevole scartare l’idea che il Pd, leader del Centro-Sinistra, possa realizzare l’autogol di presentarsi in ordine sparso, chi votando la FLAMINI e chi esprimendosi per GALLINA FIORINI.
Se ne dovrebbe riparlare, con più calma, solo alla terza votazione (sempre da Statuto da indirsi a distanza di almeno una settimana dalle due fumate nere attese) quando il quorum necessario scenderà da 17 voti (due terzi) a 13 (maggioranza assoluta).
E ora spazio alla teoria. Cosa potrebbe pure accadere?
Che dai banchi dell’opposizione, uno o più Consiglieri mandino segnali di fumo di aperta collaborazione, accettando l’invito che la maggioranza comunque farà, a livello Istituzionale, di accordarsi all’indicazione che scaturirà dall’Amministrazione.

O anche, per la serie le sorprese non finiscono mai, che il Pd domani confermando come linea politica da seguire il CENCELLI, faccia presente ai litiganti che il nominativo di Simone PUGNALONI è pur sempre il primo avente diritto all’incarico.
PUGNALONI, in tal modo, limitandosi a prendere atto delle regole interne, in un colpo solo metterebbe d’accordo i due litiganti, ponendosi in campagna elettorale regionale forte del titolo di Presidente del Consiglio in carica… e quindi con una visibilità nettamente amplificata rispetto alla defilata qualifica attuale di ex Sindaco.
Una scelta, quella di PUGNALONI favorito dal criterio “dell’anzianità”, che in casa Dem potrebbe anche essere valutata non solo positivamente ma in definitiva ideale portando con se un paio di grandi vantaggi pratici, a partire proprio dal fatto che una eventuale elezione regionale non solo risulterebbe favorita dall’incarico a Presidente ma risulterebbe anche funzionale, a settembre, per una successione ragionata tra la FLAMINI, GALLINA FIORINI e i vari possibili pretendenti.
Insomma anche se lontanissimi dalle sceneggiate napoletane offerte agli osimani da Francesco PIRANI – addio al pathos, alle emozioni, ai colpi di scena e ai calci, preferibilmente sulle gengive, protagonisti dei Consigli comunali Piratelliani – ci aspettano comunque un paio giovedì tutti da vivere in Sala Gialla, animati sulla carta da spettacoli politici ormai più attesi e men che meno previsti.
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