STALLO CANTIERE CAMPANA, GLORIO ORDINA LO SGOMBERO DELLA GRU! IN GRAVE RITARDO, IL COMUNE BATTE UN COLPO SULLA STASI DEI LAVORI

Incassati dall’impresa casertana avanzamenti dei lavori per circa tre milioni… ma opere ferme da quasi sei mesi, il Sindaco prende la partita in mano obbligando l’impresa, quantomeno, a restituire piazza Dante alla città. La beffa? A Natale i lavori di recupero si sarebbero dovuti concludere mentre, ad un anno e mezzo dall’inizio, la tabella di marcia indica interventi portati a termine per meno della metà del progetto
Due giorni per certificare la sicurezza della gru installata da tempo a Piazza Dante per il cantiere del Campana; in casa di inottemperanza all’ordinanza del Sindaco GLORIO, gli stessi due giorni – a partire da ieri, mercoledì 29 ottobre – verranno conteggiati anche per lo smontaggio completo della suddetta gru a torre che incombe da quasi un anno e mezzo sui parcheggi, sulla circolazione stradale e pedonale in centro storico, impattando malamente in una delle piazze più iconiche della città.
Il duro, diremmo inevitabile, anzi persin tardivo provvedimento sottoscritto ieri dal Sindaco, è il primo atto nuovo che la vicenda cantiere-Campana (a valere per un finanziamento di ben 8 milioni e 400.000 euro destinati dal Commissario per la Ricostruzione del terremoto 2016 CASTELLI) registra nell’ambito della solita storia, tutta all’italiana.

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Vedasi itinere degli appalti pubblici, concessi non sulla logica della qualità dei lavori ma sotto il nefando input grillino del miglior ribasso!
Specialista ad offrire cantieri a gogò, facendo illusoriamente risparmiare la macchina pubblica, è – tra molte altre imprese – la società di costruzioni “Ingg. PENZI” di Maddaloni (Caserta), aggiudicataria con un ribasso del 30% circa dei lavori di riparazione e miglioramento sismico di Palazzo Campana.

Un affare? Non certo per il Campana e per gli osimani, ingabbiati da un anno e mezzo e oggi in attesa di qualcuno che dovrà, per forza, dir loro di aver pazientato invano, anzi inutilmente!
La restituzione della piazza e dello storico Palazzo restaurato a puntino, prevista da calendario tra novembre 2025 e gennaio 2026, non avverrà.
In cambio del tempo sprecato e dei soldi già spesi e incassati dall’impresa (circa il 40% dell’appalto, ovvero 3 milioni e spicci, risultano essere stati già riconosciuti alla società appaltatrice) Osimo e gli osimani avranno solo beghe legali e un Campana in gran parte inagibile chissà per quanti anni a venire!

I più attenti ricorderanno un articolo, dello scorso maggio, in cui il Campana, attraverso il Presidente Gilberta GIACCHETTI, rassicurava tutti sui timori, definiti infondati, di un blocco prolungato dei lavori, già notato a primavera.
Si diceva di lasciar perdere le voci e di giudicare con fiducia i fatti; fatti che si sarebbero tradotti nel sostanziale rispetto dei tempi previsti; disagio affrontabile se parametrato al vantaggio di avere, per i prossimi decenni, un Palazzo Campana tirato a lucido, cuore pulsante della cultura cittadina; e non solo.
Nella realtà il cantiere, iniziato con un ritmo di lavoro di circa una ventina di unità, ha iniziato a rallentare e a spopolarsi in linea diretta con i bonifici incassati dall’impresa casertana.
PALAZZO CAMPANA, FALSO ALLARME PER RALLENTAMENTO DEL CANTIEREMALATTIA DEL DIRETTORE DEI LAVORI… “DIVENTA” CRISI DELL’IMPRESA!
Man mano che gli avanzamenti dei lavori andavano avanti (e al sopraggiungere in conto corrente dei milioncini pattuiti al ribasso), edili ed ingegneri han preso a sparire, magicamente, dal cantiere… fino a ridursi a cinque o sei, diventati quattro, poi tre, infine due, da ultimo uno solo e da mesi zero operai al lavoro!
Da qui l’inizio delle preoccupazioni crescenti sul da farsi da parte di un Campana che, intervenuto in primavera per smorzare i primi mormorii e le crescenti polemiche, è comunque rimasto, per scelta politica, colpevolmente silenzioso sull’argomento.

Almeno sino ad oggi (anzi ieri) e alla clamorosa iniziativa che la GLORIO si è auto intestata con l’ordinanza, nel tentativo di battere il primo colpo a favore della città.
Cosa accadrà a giorni, anzi a ore? Se domani, allo scadere delle 48 ore, l’impresa edile casertana non sarà in grado di assicurare al Comune di Osimo di aver allestito a suo tempo una gru rispondente alle norme di sicurezza e di aver provveduto, nel corso dei 18 mesi trascorsi, a tutti gli interventi necessari ad assicurare la sicurezza dei lavoratori e la pubblica incolumità… ecco la tagliola di provvedere, entro le successive 48 ore, allo smontaggio completo della torre mobile.

Che la Ingg. PENZI, ad un anno e mezzo dall’installazione di un mezzo oltretutto non più utilizzato da mesi e mesi, possa certificare al Comune l’assenza di qualsiasi incombenza e farsi carico di ogni possibile rischio… parrebbe sin d’ora un’ipotesi da scartare, non foss’altro perchè la gru in questione appartiene alla Edilcom Gru di Caivano (Napoli), costretta a sua volta a rivolgersi ad uno studio legale napoletano per rientrare del proprio avere.
Il risultato ottenuto dalla GLORIO pare così’ sotto chiave: l’impresa dovrà sloggiare il cantiere entro domani (massimo lunedì mattina) o ad occuparsi dello sgombero toccherà direttamente all’Istituto Campana, entro sette giorni a partire da ieri, con costi a carico del Cda presieduto da GIACCHETTI.
GIACCHETTI che per il momento tace; non sappiamo se d’accordo o meno con l’iniziativa della GLORIO.
E se trascorsa una settimana, né l’impresa casertana e né l’Istituto Campana avranno ottemperato all’ordinanza di messa in sicurezza dell’area o sgombero?
“In mancanza del rispetto dei termini di cui alla presente ordinanza – si legge nel documento – questo Comune provvederà ad effettuare direttamente gli interventi, rivalendosi in danno nei confronti dei responsabili della mancata ottemperanza”.

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