MEMORIA A SCOPPIO RITARDATO: IL PASTICCIO DELLE DATE IN REGIONE MARCHE
Tra impegni alla Bit di Milano e dimenticanze bipartisan, l'Assemblea Regionale "buca" le solenni ricorrenze del 27 gennaio e del 10 febbraio. Il recupero? In ritardo e fuori tempo massimo.

Si dice che augurare buon compleanno in anticipo porti sfortuna. Ma dimenticarsene sistematicamente non è da meno: è un mix di scarsa eleganza e sciatteria istituzionale. La Regione Marche è riuscita nel giro di due settimane in un’impresa acrobatica: saltare non una, ma ben due ricorrenze fondamentali.
Il 27 gennaio il Giorno della Memoria è passato sotto silenzio tra i banchi del Consiglio; identica sorte è toccata stamattina al Giorno del Ricordo. Una sorta di "par condicio della dimenticanza" che colpisce simbolicamente sia le vittime della Shoah che quelle delle Foibe.
Le scuse della Bit in contemporanea
Com’è possibile? A gennaio pare che il Presidente PASQUI e i suoi fossero assorbiti da urgenze istituzionali di ben altra caratura. Per oggi, invece, la giustificazione è logistica: tutti a Rho per l'inaugurazione della BIT (Borsa Internazionale del Turismo). Il destino ha voluto che il taglio del nastro milanese cadesse proprio di martedì, giorno dedicato alle sedute consiliari.

Gianluca PASQUI Presidente dell'Assemblea regionale delle Marche
Il gioco dello scaricabarile
La toppa, se possibile, è peggio del buco. La responsabilità di questo vuoto nel calendario non viene assunta dal Presidente dell’Assemblea, ma equamente distribuita tra i capigruppo di tutti i partiti, rei di non aver previsto le ricorrenze durante la programmazione trimestrale dei lavori.
Tuttavia, il ribaltamento delle colpe non regge. Il Consiglio Regionale ha infatti recepito da tempo le leggi nazionali sul Giorno della Memoria (Legge 211/2000) e sul Giorno del Ricordo (Legge 92/2004), oltre ad aver istituito con la Legge Regionale 42/2020 la giornata dedicata a Carlo Urbani il 29 marzo. Date che, per legge, andrebbero celebrate nel giorno esatto, non "a babbo morto".
Celebrazioni "di recupero"
Per onor di cronaca, va detto che PASQUI e ACQUAROLI, con i vertici del Palazzo - non hanno optato per il digiuno totale dal bon ton: hanno fissato due date di recupero. Il 3 febbraio per l’Olocausto (già passato) e il 24 febbraio per le Foibe. Peccato che, a quel punto, il valore civile della celebrazione si sia già annacquato, trasformando la solennità in un semplice adempimento burocratico fuori tempo massimo.
Per la cronaca ecco il calendario completo delle celebrazioni 2026 approvato dalla Presidenza PASQUI appena il 21 gennaio scorso:
A) Giorno della Memoria (27 gennaio?)
B) Giorno del Ricordo (10 febbraio?)
C) Giornata Carlo Urbani (29 marzo)
D) 38° Salone internazionale del Libro (Torino 14/18 maggio)
E) Giornata internazionale contro la violenza alle donne (25 novembre)
F) Giornata regionale del diritto a divertirsi in sicurezza (8 dicembre)
G) Giornata regionale per la Pace (10 dicembre)



