PUGNALONI CREDE NELL’IMPRESA: “SARO’ IN REGIONE PER OSIMO!” PER LATINI INVECE LA DOPPIA CHANCE, CONSIGLIERE O ASSESSORE?

Ipotesi di lavoro: la conferma di Acquaroli in Regione. Nel caso al Presidente del Consiglio comunale servirà classificarsi almeno terzo nella lista Pd riferita alla circoscrizione di Ancona, guardandosi in particolare dal risultato delle “due M” Mangialardi e Mancinelli. Per Latini invece i timori sono a livello circoscrizionale, in particolare con Pesaro che, candidando l’avvocato Pia Perricci (inventrice del caso giudiziario pendente sulle spalle di Ricci) potrebbe portare l’Udc a scavalcare il quoziente di Ancona. Nel caso, però, c’è chi giura che sarebbe persino in meglio… con Latini indicato dalla politica nella nuova Giunta quale Assessore Udc
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di Sandro PANGRAZI
Crede fermamente nell’impresa, animato dall’intima convinzione di riuscire a sfondare anche questa ennesima, ulteriore, porta proibita della politica.
Simone PUGNALONI, nel bene e nel male, per amici ed avversari, è uno con cui, alla fine, dover fare i conti, convinto nell’intimo che la campana dell’approdo in Regione possa davvero essere suonata, già appena dopo un solo anno di stop obbligato dall’agone elettorale.
Se riuscirà a coronare la propria ambizione e se Osimo, a breve, potrà contare ad Ancona su una storica rappresentanza a Sinistra o anche ad una doppia bandierina, piazzando sul fronte opposto anche l’eterno, non più nemico ma avversario, Dino LATINI… saranno gli osimani, col proprio giudizio a determinarlo.
Mai nei 55 anni passati dall’avvio della Istituzione regionale, il voto degli osimani, di tutti i cittadini comunque schierati, a Sinistra come a Destra e viceversa passando per il comune Centro della politica, risulterà determinante e per una volta non antagonista.

Votare PUGNALONI il 28 e 29 settembre, infatti, non danneggerà le chance di tris per LATINI, così come il sostegno al Presidente dell’Assemblea non sarà di impiccio, per l’occasione, all’ambizione dell’altro Presidente, stavolta del Consiglio comunale.
Grazie al meccanismo della particolare legge elettorale (che grazie al proporzionale mette in competizione i vari candidati assai più tra gli amici della stessa lista che rispetto all’offerta alternativa di altri partiti o movimenti) entrambi i soggetti risultano affidabili per una possibile elezione.
Fondamentale sarà l’esito al vertice, tra ACQUAROLI e lo sfidante RICCI, e da chi avrà la meglio.
Vediamo come stanno le cose in caso, oggi largamente più probabile, di bis del Governatore.
Simone PUGNALONI: dovrà guardarsi esclusivamente dagli altri otto candidati provinciali messi in campo dal Partito Democratico in persona di Chantal BOMPREZZI (senigalliese e Segretaria regionale Dem), Thomas BRACONI (segretario provinciale con residenza ad Agugliano), Michele BRISIGHELLI (Ancona), Maurizio MANGIALARDI (Consigliere uscente, senigalliese ed ex candidato alla presidenza regionale 2020), Emanuela MARGUCCIO (jesina), Valeria MANCINELLI (ex Sindaco di Ancona), Paolo PALADINI (fabrianese) e Lorena VARANI (Arcevia).
Ebbene a fare la differenza saranno non tanto i voti complessivi al Partito ma le preferenze, vale a dire l’ordine di classifica che premierà i primi due, forse tre arrivati.
Quali gli avversari più temibili per PUGNALONI? Tenuto conto del meccanismo che consente ai cittadini la possibilità di esprimere una accoppiata di genere uomo-donna e delle relative alleanze che il gioco delle parti porterà inevitabilmente a siglare (nel caso la scelta di PUGNALONI potrà andare su una tra Chantal BOMPREZZI, Emanuela MARGUCCIO, Valeria MANCINELLI o Lorena VARANI) è opinione che tra PUGNALONI e MANGIALARDI si andrà ad un braccio di ferro deciso, forse, solo ai rigori a favore di uno o dell’altro.
Grande incertezza, invece, per il risultato di Valeria MANCINELLI, la più amata ma anche la meno amata del gruppo. L’ex Sindaco di Ancona è infatti accreditata del primissimo posto con distacco ma anche di risultare la gran perdente delle intere Regionali.
Non parrebbero invece in grado di preoccupare, in ottica PUGNALONI, le candidature dei due Segretari BOMPREZZI e BRACONI, neanche in caso di stipula di mutuo soccorso reciproco.

Un conto infatti è la storia personale di ciascun candidato, il radicamento sul proprio territorio, la capacità di “bucare” l’interesse dei cittadini e altro sono i burocratici rapporti di forza, interni al partito.
Il resto del lotto, infine, sia in campo maschile che femminile, pare alla portata elettorale di PUGNALONI il quale comunque dovrà pensare a far bene ad Osimo (non sotto le 3.500 preferenze per intenderci) e rastrellare un migliaio di voti nel resto della provincia, Valmusone in testa.
Discorso assai diverso per Dino LATINI e company Udc il cui obiettivo finale, fermo restando la conferma di ACQUAROLI, pare focalizzato a rimettere insieme tutti i 14.000 e passa elettori del 2020.
In questo caso l’elezione di un rappresentante in Assemblea pare sin d’ora assicurato e addirittura messo in banca dal possibilissimo calo di affluenza atteso ai seggi.
Un calo, se confermato, che non solo non peserebbe elettoralmente sull’unione di centro (affiliata Liste civiche) ma che dovrebbe poter pesare moneta sonante al vecchio Scudo crociato il cui elettorato, mediamente anziano, in genere risente assai meno delle mode e delle proteste del momento, risultando fidelizzato all’idea.
Nel caso specifico, piuttosto, l’interrogativo risponde al quesito: in quale circoscrizione scatterà l’eventuale seggio? Resterà ad Ancona o “emigrerà” altrove, Pesaro o Macerata ad esempio.
Non avendo una efficiente palla di vetro si cui scrutare il futuro, ci affidiamo ai numeri dei territori che da sempre danno Ancona e Pesaro come i più popolosi e quindi con maggiori Consiglieri da eleggere (rispettivamente 9 e 7) e quindi più chances in partenza.
Una candidatura temibile, in effetti, LATINI dovrebbe trovarla nella collega pesaresi Pia PERRICCI, praticamente il personaggio “inventore”, con le documentate accuse, del caso RICCI, in particolare nella fase iniziale della vicenda quando il tutto era ancora solo un caso giornalistico, scoop de “Il Resto del Carlino”.
In effetti, sfruttando l’onda mediatica che il candidato di Centro-Sinistra nella scomodissima situazione di candidato & indagato, è possibile per la PERRICCI pensare di scalare molte posizioni, sino a portare l’Udc pesarese ad un risultato mai visto: scavalcare la leader ship di Ancona.
Un esito del voto, per quanto tutto da scrivere, largamente nelle possibilità delle cose ma che, a conti fatti, potrebbe non disturbare più di tanto i pensieri di LATINI.
E’ già scritto, infatti, che il Presidente dell’Assemblea, nonostante le velleitarie intenzioni della agguerrita PIRANI band, risulterà di gran lunga il più votato-Udc della circoscrizione… dato che consentirà, PERICCI o non PERRICCI, la seguente via di fuga costituita dal bonus Assessore!
Diversamente dalle valutazioni interessate fatte circolare dai fans dell’ex Sindaco in fuga, la fumata bianca per LATINI pare assai più consistente di quanto, a prima vista, non possa sembrare ad uno sguardo superficiale o al giudizio dei non addetti ai lavori.
Due, ugualmente interessanti, appaiono gli approdi finali, entrambi alla portata di LATINI: aggiudicarsi il seggio (e magari aspirare ad una conferma del mandato in Assemblea regionale) così da assistere, in tutto e per tutto, alla riproposizione del duo ACQUAROLI-LATINI.
Prendere atto del boom della collega PERRICCI a Pesaro, rimanere senza seggio ma sfruttare il bonus della politica per entrare in Giunta, operativo al fianco di ACQUAROLI, in sede di trattativa post elezioni.
Agli osimani gran parte della scelta.
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