OsimON Life, BASTA FUFFA: IL CENTRO RIVIVRA' CON GLI ABITANTI, NON PER LE SFILATE
Ancora una scommessa a perdere: tra passerelle e post su Instagram, la politica osimana evita l'unico tema che conta: la desertificazione demografica. Senza un patto ventennale - tra Destra, Sinistra e Civiche - per la casa e i servizi, il centro storico rimarrà solo una scenografia per spot pubblicitari


L’analisi
Mercoledì, alle Grotte del Cantinone, è andato in scena un copione già visto molte volte, decisamente troppe.
La presentazione di "OsimON Life" — un progetto che unisce cinque piccole realtà locali come Charlotte Wix, Èkru, Il Bassotto, Osteria Moderna e La Tavernetta del Corso — è stata l'occasione per le solite, vuote, dichiarazioni istituzionali, utili solo a lasciare il tempo che trovano.
A guardare bene, tra i sorrisi e i discorsi di circostanza del Sindaco Michela GLORIO e dei rappresentanti di Confartigianato, è emerso un vuoto pneumatico déjà-vu: la totale assenza di una vera strategia per il rilancio reale del centro storico abbandonato.
Il plauso ai singoli, la bocciatura alle istituzioni
Diciamolo chiaramente: i cinque commercianti coinvolti meritano solo tiepide lodi.
Mettersi insieme per fare "pubblicità" alle proprie eccellenze è un atto di resistenza lodevole, ma che parla, al massimo, alla propria attività.
Tuttavia, è deprimente constatare come l'Amministrazione comunale appena eletta e le Associazioni di categoria si siano limitate a parole che col rilancio vero del cuore di Osimo non c’entrano nulla.
Presentare un bando regionale come la "cura" ai mali della città significa ignorare — o voler ignorare — la gravità della situazione.
Come pretendere di volersi curare un dente cariato rivolgendosi a uno studente geometra!
La demografia non è un’opinione
Un centro storico non tornerà a vivere grazie a una sfilata di moda o a un post ben fatto su Instagram.
Tornerà a vivere solo se ci sono le persone ad abitarlo, come una volta, come sempre.
La vera domanda che il Sindaco GLORIO e il rappresentante di Confartigianato MARTELLI non si sono posti è: come riportiamo ad abitare in centro, nei prossimi anni, almeno 2.000 residenti e 700-800 giovani coppie, non una di meno?
Silenzio di tomba. Meglio il fumo negli occhi.
Senza una seria programmazione politica, concertata da Sinistra a Destra, passando per le Liste Civiche, la soluzione ai problemi epocali di Osimo non passerà di certo per i "percorsi esperienziali"; servono le scelte condivise dell'intera classe politica che ad oggi non solo mancano totalmente ma di cui non si avverte nemmeno un avvio comune.
Servono atti urgenti e concreti
Occorre una strategia globale in nome di Osimo per sperare di vedere risultati non prima di domani o dopodomani.
Attraverso quali scelte? Coraggio economico per sostegni pesanti su acquisto, affitto e contributi su bollette per chi decide di tornare a vivere nel cuore della città.
Servizi reali: va trovata una soluzione definitiva ai parcheggi (Tiramisù H24) che non sia solo un annuncio elettorale ma quotidianità.
Lungimiranza generazionale: un piano ventennale di più amministrazioni che metta il recupero della residenzialità molto avanti alle esigenze, pur legittime, delle "vetrine".
Conclusioni: andare oltre la pubblicità o le politiche acchiappa-voti
Spiace constatare che, mentre cinque piccole attività cercano di fare la loro parte, chi ha il potere di cambiare le regole del gioco si limita a lodare "la rete" e "l'attrattività".
Il rilancio di Osimo ha bisogno di soldi (molti soldi pubblici), di un patto politico e di una visione comune che duri non meno di vent'anni.
Finché la politica osimana si dividerà con idee contrapposte o palliativi e non prenderà atto che il commercio è solo la conseguenza di una città abitata, e non la causa, ogni conferenza stampa rimarrà solo una costosa e inutile pubblicità. Diamo lode ai cinque commercianti, ma pretendiamo dalla politica, ad iniziare dalla GLORIO, giovane e ultima arrivata come Sindaco, molto di più.
Certo non possono più interessare i soliti e semplici discorsi di circostanza.

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