FUOCO AMICO IMESA, A GAMBA TESA SU CAMPAGNA ELETTORALE BUGARO NON CORRETTO IL MESSAGGIO PROPOSTO SUI CONTI IN ROSSO AEROPORTO

La critica, oltre che politica per parte di Caporossi (Progetto Marche), spicca per provenire dall’azienda jesina di famiglia, condotta sino a due anni fa dal candidato indipendente di FdI con risultati al limite della crisi e della cassa integrazione. In particolare fa specie come l’intervento pubblico, sottoscritto dal manager milanese Marco Achilli (chiamato nel 2023 a sostituire Bugaro) non faccia sconti al genero di Sergio Schiavoni
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di Sandro PANGRAZI
La Imesa a gamba tesa sull’ex Amministratore delegato Giacomo BUGARO e sulla campagna elettorale del nuovo braccio destro di Francesco ACQUAROLI!
Tra avvisi di garanzia (RICCI e MINARDI) e condannati in via definitiva (PUTZU) “dimenticati” da chi doveva verificare casellario giudiziario e autocertificazioni pro Legge Severino, la campagna elettorale per le Regionali 2025 non poteva farsi mancare un nuovo riequilibrio.
A portare il punteggio degli scandali sul risultato parziale di Centro-Sinistra 2 – Centro-Destra 2, pensa stavolta non una terza Procura (Pesaro e Fermo) e neanche un meccanismo appannato o perlomeno distratto in Corte di Appello (Ancona), ma il fuoco amico jesino dell’impresa di famiglia Imesa SpA!
A fare da controcanto alla campagna elettorale di BUGARO (fino al 12 giugno 2023 Ad di una impresa da 40 milioni di fatturato precipitata, però, sotto la guida del genero di Sergio SCHIAVONI, ad un passo dalla crisi e sull’orlo della cassa integrazione) è il manager milanese – Marco ACHILLI, 57 anni – chiamato in emergenza, due anni fa, dal Cda Imesa a sostituire gli indirizzi strategici del politico anconetano.

Nel mirino del manager meneghino, rilevando BUGARO nell’impresa dall’altro ieri, ovvero dal 13 giugno 2023, i conti reali dell’aeroporto Raffaello Sanzio di Falconara Marittima, da sempre pesantemente in profondo rosso, restano sostanzialmente “arancioni” e non verdi come BUGARO ha tentato di spacciare all’opinione pubblica marchigiana ricorrendo a terminologie tecniche a dir poco inconsuete.
Il candidato indipendente nelle fila di Fratelli di Italia, etichettato fin dai tempi di Forza Italia “il migliore dei perdenti” grazie ad un gran numero di preferenze non funzionali però al progetto politico, si è reso interprete di una valutazione eccessivamente generosa, anzi di parte, circa i conti della ribattezzata Ancona international airport SpA.
Una operazione di cattivo gusto ed altamente sconsigliata – quella di auto incensarsi quale novello salvatore della Patria – che fintanto è censurata dalla controparte politica (vedi la nota di protesta del candidato Michele CAPOROSSI (Progetto Marche) rientra pur sempre nella normale querelle politica… ma se attaccata dal collega che ti ha appena sostituito in azienda, oltretutto di famiglia, pare destinata a lasciare, inevitabilmente, una pesante scia di domande senza risposta. O forse anche troppe.

E a proposito di lasciare, stupisce anche il fatto che il particolare pulpito della critica, ospitata sulla pagina Facebook di BUGARO, sia rimasta visibile, per giorni, senza essere stata censurata o replicata.
Ma veniamo al focus dei fatti incentrati sull’ultimo bilancio, chiuso dalla SpA aeroportuale alla data del 31 dicembre 2024, in perdita di esercizio per 1.022.742 euro nonostante il recente approdo dello stesso BUGARO nel Consiglio di amministrazione in rappresentanza pubblica.
Secondo la visione di BUGARO, infatti, aver risanato parzialmente la gestione del Sanzio rispetto al 2023 – chiusa con un passivo superiore pari a 1.758.923 euro – sarebbe qualcosa di vicino ad un affare.
Giudizio così contestato dal successore in Imesa ACHILLI: “Facciamo chiarezza. Invece di inventare termini quali “utile tecnico”, a meno che mi sia perso qualcosa di quanto ho studiato di economia aziendale e di bilancio d’azienda alla Bocconi, qualcosa non torna nella tua dichiarazione ai giornali e ancora meno in questa precisazione affidata a Fb.
E’ indubbio che i conti siano migliorati, ma la società non è in utile. Provo a dimostrarlo.
- Secondo quanto riportato, BUGARO (FdI), membro del Cda di Ancona International Airport, ha affermato che l’Amministrazione regionale guidata da ACQUAROLI avrebbe ottenuto un “utile tecnico di bilancio” rispetto alla gestione dell’aeroporto di Falconara Marittima.

In risposta, Michele CAPOROSSI (Progetto Marche) ha dichiarato che “i numeri dicono il contrario”, evidenziando che non ci sarebbe alcun utile tecnico
2. Il termine “utile tecnico” non ricorre nei principi contabili italiani o internazionali ed è privo di un significato univoco nell’ambito dell’analisi di bilancio.
In contesti aziendali può essere usato in via informale per indicare margini parziali o settoriali, ma esso non coincide con alcun dato ufficiale di bilancio certificato (utile netto, operativo, risultato gestionale).
Nel caso specifico dell’aeroporto, non sono state fornite evidenze numeriche, rubriche contabili o voci di bilancio su cui si baserebbe la presunta “gestione tecnica” autonoma di cui parla BUGARO.
3. CAPOROSSI chiarisce che secondo i dati finanziari non risulta alcun utile tecnico, men che meno separato o distinto nella contabilità della società aeroportuale Ancona international airport o nell’Autorità di governo locale.
Inoltre BUGARO, essendo Consigliere di amministrazione, ha obblighi di trasparenza e di rappresentazione corretta dei risultati economici.
È pertanto sorprendente che usi una dicitura vaga, non riconosciuta, né giustificata da documentazione.
4a “Utile tecnico” è un termine fuorviante, non usato negli schemi di bilancio ufficiali e non definito in alcuna norma contabile.
4.b BUGARO non presenta cifre, report o prospetti che giustifichino la validità di un margine separato da utile operativo.
4.c BUGARO in quanto membro del CdA, dovrebbe garantire chiarezza e trasparenza nell’esposizione dei risultati aziendali. Utilizzare un concetto inconsueto può generare confusione.
5. L’“utile tecnico di bilancio” evocato da BUGARO è una formulazione opaca, non basata su principi contabili riconosciuti.

Senza dati comparativi, dettagli sui costi/ricavi o rendiconti ufficiali che ispirano questa voce, la sua affermazione risulta non verificabile.
Chi rappresenta una società partecipata pubblica – chiude il proprio documentato intervento il nuovo Ceo IMESA Marco ACHILLI – ha il dovere di comunicare in termini standard, evitando linguaggi interni o ambigui che possano travisare i risultati reali”.
Fin qui il manager milanese a cui i nuovi numeri dell’azienda jesina conferiscono, oltretutto, credibilità cristallina, ad aggravare la critica al braccio destro in pectore di ACQUAROLI.
“Ricordo il pesante clima aziendale, a giugno 2023, quando sono arrivato a Jesi in IMESA – si racconta ACHILLI in una lunga intervista datata febbraio – con tante persone impaurite, insoddisfatte e che volevano lasciare l’azienda. Alcune lo hanno fatto. Si respirava aria di crisi e cassa integrazione.
Attualmente IMESA – ovvero lo scorso inverno – naviga su un fatturato consolidato di circa 30 milioni di euro, in crescita del 18,5% rispetto al 2023 e con ordini acquisiti superiori ai 40 milioni di euro e 130 dipendenti felici al 90% di aver scelto la nostra azienda.
Obiettivo a medio termine? Raggiungere entro il 2030 ricavi per 100 milioni.
Nel 2023 ho trovato una situazione difficile finanziariamente ma anche basi solide, con una famiglia, quella degli SCHIAVONI, che mi ha dato fiducia e che ha compiuto grandi sforzi per risanare l’azienda.
Siamo ripartiti dalla costruzione di una nuova cultura aziendale basata sui team, sul dialogo, la collaborazione, la formazione e l’assunzione di responsabilità.
Non è un percorso facile ma sta iniziando a dare i suoi frutti.
L’importante è che tutti abbiamo chiaro dove vogliamo arrivare e come vogliamo arrivarci”.
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